Sondrio , 19 maggio 2017   |  

Ortogeriatria di Sondrio diventa “Buona pratica Agenas 2016”

Quasi 600 gli anziani operati al femore con questa modalità

ortogeriatria 1

L’approccio multidisciplinare di assistenza e cura al paziente anziano fragile con frattura di femore, gestito dall’Ortogeriatria di Sondrio, ha ottenuto, in questi giorni, conferma della propria validità da Agenas, Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. Quest’ultima ha, infatti, classificato il percorso di Ortogeriatria dell’ospedale di Sondrio, quale “Buona pratica 2016”.


"Abbiamo introdotto con continuità questo nuovo percorso clinico assistenziale nell’ospedale di Sondrio nell’ottobre del 2010, sottolinea Francesco De Filippi, direttore del Dipartimento di Cronicità e Fragilità di Asst ValtLario a cui ora afferisce l’Ortogeriatria, dopo una fase di progettazione, condivisa con la struttura di Miglioramento continuo della qualità e gestione del rischio, e di informazione e formazione del personale durata circa due mesi. Da allora abbiamo sempre lavorato insieme, a Sondrio, con gli ortopedici, unitamente ad altri specialisti, per raggiungere livelli di efficacia i più elevati possibili nel trattamento della frattura di femore, tenuto conto che l’età avanzata comporta una complessità e una fragilità tale da non essere facilmente governabile nei soli reparti ortopedici".


Il percorso di Ortogeriatria, infatti, prevede due fasi distinte di degenza, ortopedica e geriatrica, ed è basato sulla presa in carico complessiva del paziente fragile, col coinvolgimento di più specialisti.


"Il paziente, precisa De Filippi, dal Pronto Soccorso viene ricoverato, dapprima, in Ortopedia e Traumatologia, sempre a Sondrio, con presa in carico immediata da parte del geriatra, dopodiché, una volta operato al femore, viene trasferito subito in Ortogeriatria, sezione del reparto di Geriatria, per ottimizzare il percorso di stabilizzazione clinica e di riabilitazione. Al termine del trattamento si procede con la dimissione per la destinazione più congrua, sentiti anche i famigliari assistenti, il medico di fiducia e i servizi territoriali. Questa modalità permette di ridurre le complicanze generali e locali, migliorare la qualità della gestione clinica, favorire una ripresa precoce del livello di autonomia dell’anziano, razionalizzare la durata della degenza, ridurre la permanenza in strutture ospedaliere ad alta intensità di assistenza, contrarre le spese farmaceutiche improprie e individuare soluzioni assistenziali appropriate nel dopo dimissioni attingendo alla rete territoriale dei servizi per l’anziano".


Per la precisione, nel periodo considerato da Agenas, ovvero dall’ottobre 2010 ad inizio novembre 2016, su 576 pazienti coinvolti nella “Buona pratica” di Ortogeriatria, 472 sono state le femmine e 104 i maschi, con età media 85,5 anni, ferma restando la prevalenza di ultra 85enni, pari al 56 per cento del totale. Del tutto confortanti gli indicatori risultanti dal progetto, considerato che il tempo di attesa dall’accettazione in Pronto Soccorso al ricovero in reparto è stato pari a 91 minuti (su un tempo atteso di 120), le ore intercorse fra il ricovero e l’intervento chirurgico sono state mediamente inferiori alle 48 (meno di 48 nel 76 per cento dei casi), la durata globale della degenza è stata di 33 giorni, su uno storico di 46, e le complicanze si sono ridotte rispetto allo storico aziendale. Del tutto in linea, quindi, con gli indicatori nazionali e internazionali per questo tipo di approccio clinico-assistenziale.

"Proprio alla luce di queste risultanze, sottolinea Giusy Panizzoli, direttore generale di Asst ValtLario, abbiamo previsto, nel nuovo Piano organizzativo aziendale strategico, Poas, di erigere l’Ortogeriatria a struttura semplice, assicurandole così il riconoscimento istituzionale. Al pari, al fine di consolidare l’organico dell’Ortopedia a livello aziendale, abbiamo già indetto un concorso pubblico per almeno quattro posti di ortopedico da introdurre a supporto dei nostri reparti e servizi".

Buone, peraltro, le performance registrate lo scorso anno, in Asst ValtLario, rispetto al dato, monitorato a livello regionale e nazionale, riferito ai tempi di intervento operatorio per frattura al femore. Negli ospedali aziendali, infatti, la percentuale di pazienti operati al femore entro le 48 ore dal ricovero erano al di sopra della soglia minima del 60 per cento prevista dalle regole fissate a livello regionale, con punte del 79,70 per cento per Sondrio, e del 79,50 per cento per Sondalo.

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