Sondrio , 06 luglio 2017   |  

Dalla Valtellina un no al Ceta (Accordo economico commerciale globale)

Gli amministratori pubblici a Roma a fianco degli agricoltori per dire no al trattato Ue e Canada

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Un gruppo di amministratori pubblici valtellinesi, guidati dal vice presidente della Provincia con delega all’Agricoltura Christian Borromini, ha partecipato, ieri a Roma, alla manifestazione organizzata da Coldiretti per sensibilizzare il Parlamento in vista della prossima ratifica del Ceta, il trattato di libero scambio tra Unione europea e Canada, che mette a rischio le produzioni agricole italiane. La mancata tutela dei prodotti a denominazione di origine, il via libera alle imitazioni delle nostre eccellenze agroalimentari più importanti, l’indiscriminata liberalizzazione e deregolamentazione degli scambi sono soltanto alcuni dei timori espressi dagli oppositori al trattato che chiedono ai parlamentari di non ratificarlo.

«Le preoccupazioni sono forti e le conseguenze negative ancora da stimare nelle dimensioni: l’agricoltura italiana con le sue produzioni di qualità è in pericolo e con essa il destino di milioni di agricoltori - sottolinea il vice presidente della Provincia Borromini -. La minaccia rappresentata dal Ceta è rivolta ai prodotti con denominazione di origine, quindi anche ai nostri formaggi, ai vini e alle mele: tutto il lavoro di questi anni per affermare il valore delle nostre eccellenze riconosciute dall’Unione europea sarebbe vanificato».

A fianco del vice presidente della Provincia Borromini c’erano il vice presidente Giovanni De Pedrina e il consigliere delegato Matteo Ferrè per la Comunità Montana di Morbegno, l’assessore Cristian Nana per la Comunità Montana di Sondrio, i sindaci di Castione Andevenno, Massimiliano Franchetti, di Cosio Valtellino, Alan Vaninetti, di Piantedo, Mirko Barini, e di Traona, Dino Della Matera, il vice sindaco di Albaredo Patrizio Del Nero e il presidente della Fondazione Fojanini Flavio Bottoni.

«Come amministratori pubblici che hanno a cuore il territorio non potevano non essere al fianco degli agricoltori in una battaglia che non riguarda uno specifico settore ma l’intera economia provinciale - conclude il presidente Borromini -. La nostra presenza a Roma ha voluto testimoniare la vicinanza di tutta la provincia e delle amministrazioni pubbliche agli agricoltori che, per l’ennesima volta, devono bloccare un attacco che potrebbe avere conseguenze devastanti. Ora tocca ai parlamentari raccogliere il grido d’allarme votando no alla ratifica del Ceta».

 

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