Milano , 07 ottobre 2016   |  
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Mentre cresce il numero degli immigrati i giovani lombardi lasciano l'Italia

La Lombardia è la prima regione per numero assoluto di cittadini, 20.088, che hanno lasciato il Paese, rimpiazzati da 14.000 immigrati. Alfano: dall'inizio del 2015, si contano 115 rimpatri forzati. Non dice, però, che le persone approdate sulle nostre coste negli ultimi 32 mesi, sono state 430.689.

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Il rapporto Migrantes 2016 "Italiani nel mondo", presentato ieri a Roma, denuncia, con cifre ufficiali, che nell'ultimo anno 20.088 lombardi hanno lasciato le loro città per andare a vivere all'estero, confermando che la Lombardia è la prima regione per numero assoluto di cittadini che hanno abbandonato l'Italia.

Nel frattempo sono arrivati 14.000 migranti. Se il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, in perfetta sintonia con il primo ministro, Matteo Renzi, proseguirà in questa scellerata “politica” di mandare immigrati (e i sindaci di Centrosinistra continueranno ad accoglierli – per solidarietà, obbedienza o convenienza? –) in Lombardia, la regione, come ha osservato Riccardo De Corato, capogruppo di Fdi in Regione Lombardia «si trasformerà in un territorio africano, perdendo le originali tradizioni che, forse, sopravviveranno in qualche altra remota regione straniera».

De Corato insieme ad altri esponenti del Centrodestra, preoccupati di quanto sta accadendo nella regione più produttiva d'Italia (22 per cento del Prodotto interno nazionale), denunciano una situazione che, come hanno più volte ribadito, «sta diventando insostenibile e foriera di tensioni sociali che, una volta esplose, si potrebbero rivelare di difficile contenimento».

Nel 2014 in Italia sono arrivate, via mare, 170.000 persone; nel 2015, 153.600 e nei primi otto mesi del 2016, 107.089 di cui 16.800 minori (dati Unhrc, Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati).

Recentemente il ministro Angelino Alfano ha rilasciato alla compiacente governativa tv di Stato, la Rai, una dichiarazione in cui ha testualmente detto che «a partire dal 2015 sono stati 12 gli imam espulsi e complessivamente, dall'inizio del 2015, si contano 115 rimpatri forzati, dei quali 49 sono stati eseguiti nell'anno in corso». Se non si fosse trattato di un servizio mandato in onda dai telegiornali nazionali il telespettatore avrebbe tranquillamente potuto credere di essersi sintonizzato su “Scherzi a parte”.

Angelino Alfano è un politico sfortunato: dal 28 aprile 2013 è ministro dell'Interno e vicepresidente del Consiglio (prima con il governo Letta e ora con quello di Renzi), un periodo che, suo malgrado, ha visto impennarsi in Italia il numero degli sbarchi di profughi e di immigrati a vario titolo.

L'Operazione Mare Nostrum seguita da Triton, di cui Angelino Alfano s'è fatto paladino, avevano un duplice obiettivo: garantire la salvaguardia della vita in mare e assicurare alla giustizia tutti coloro i quali lucrano sul traffico illegale di migranti. È sotto gli occhi di tutti il risultato fallimentare di entrambe le missioni..

In Europa, quando Alfano è andato a battere i pugni per chiedere solidarietà in tema d'immigrazione, ha avuto tante belle parole, ma niente fatti. Il Nuovo Centrodestra, di cui è leader, perde pezzi giorno dopo giorno e tra gli addeti ai lavori c'è chi prevede che alle prossime elezioni diversi suoi esponenti busseranno alle porte del Pd per assicurarsi la rielezione.

A più di un italiano viene però da chiedersi: se ogni gommone o carretta del mare imbarca una media di 300 immigrati disposti a pagare ciascuno attorno ai 3.500 euro per approdare sulle coste italiane e greche (vale a dire più di un milione di euro a barcone), dove sono finiti tutti quei soldi?

Quanto sarà costato all'Italia, solo in combustibile, per mandare i mezzi navali ed aerei della Marina Militare, dell'Aeronautica Militare, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, delle varie Capitanerie di Porto, fin dentro le acque territoriali libiche a raccogliere i migranti?

Come mai i trafficanti di uomini proseguono indisturbati nei loro abominevoli affari?

Quando finiranno i contributi statali alle organizzazioni che ospitano i cosiddetti “richiedenti asilo” chi provvederà al loro sostentamento? Siamo certi che l'”accoglienza comunque e sempre” sia frutto di solidarietà e non di business?

 

 

 

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Caleidoscopio

25 Febbraio 1707 a Venezia nasce Carlo Osvaldo Goldoni (muore a Parigi il 6 Febbraio 1793), drammaturgo, scrittore e librettista italiano.

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