Sondrio, 09 settembre 2016   |  
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Riforma costituzionale: te la dò io la specificità montana

«Se vince il Sì al referendum perderemo ogni riconoscimento a favore del nostro territorio previsto dalla legge Delrio perché la legge Delrio decadrà automaticamente».

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La Valtellina in una veduta aerea

Andrea Mostachetti, presidente dell' associazione Autonomia di Valtellina e Valchiavenna, prende chiara e critica posizione sul recente intervento della ministra Boschi, che nei giorni scorsi ha presentato la riforma costituzionale del Governo in alcuni incontri promossi da esponenti locali del Pd nelle province di Lecco, di Sondrio e di Trento.

Quindici minuti di orologio e una decina di frasi fatte ripetute a memoria. Così si è presentata sabato a Morbegno la ministra Boschi. A organizzare l'evento il fedelissimo renziano Mauro Del Barba. Quindici minuti in cui la ministra ha sottolineato l'importanza della riforma senza però entrare molto nel merito. Quando ha provato a farlo ha ripetuto le stesse menzogne espresse dal sen. Mauro Del Barba in una recente intervista televisiva.

Menzogne presenti pure in un foglio distribuito dai militanti del Pd in cui, addirittura, si sostiene che la Provincia di Sondrio si rinforzerà quando, invece, sarà soppressa. Secondo la ministra Boschi avremo riconosciuta la specificità montana mentre per le acque non correremo alcun pericolo. Insomma le due solite gravi falsità che a questo punto come associazione/movimento autonomista abbiamo il dovere di smontare.

La prima menzogna si riferisce al fatto che secondo i due esponenti del Pd, Boschi e Del Barba, con la nuova riforma costituzionale al nostro territorio sarà riconosciuta la cosiddetta "specificità montana". Ma che cos'è la "specificità montana"?

La "specificità montana" consiste nel riconoscere alle province/enti di area vasta con territorio interamente montano e confinanti con Paesi stranieri ulteriori funzioni fondamentali rispetto a quelle già riconosciute a tutte le province/enti di area vasta. Le ulteriori funzioni fondamentali sono quelle seguenti e previste dal comma 86 della legge Delrio:

a) cura dello sviluppo strategico del territorio e gestione di servizi in forma associata in base alle specificità del territorio medesimo;

b) cura delle relazioni istituzionali con province, province autonome, regioni, regioni a statuto speciale ed enti territoriali di altri Stati, con esse confinanti e il cui territorio abbia caratteristiche montane, anche stipulando accordi e convenzioni con gli enti predetti.

Sempre a proposito di "specificità montana" la stessa legge Delrio consente alle regioni di potere riconoscere alle province interamente montane e confinanti con Paesi stranieri forme particolari di autonomia nelle materie di cui all'articolo 117, commi terzo e quarto, della Costituzione (es. demanio idrico).

Purtroppo la legge Delrio al comma 51 stabilisce anche: "In attesa della riforma del titolo V della parte seconda della Costituzione e delle relative norme di attuazione, le province sono disciplinate dalla presente legge". Questo significa che la cosiddetta "specificità montana" e le disposizioni previste dalla legge Delrio rimarranno in vigore "in attesa della riforma del titolo V". Tradotto se vincerà il SI al referendum perderemo ogni riconoscimento a favore del nostro territorio previsto dalla legge Delrio perché la legge Delrio decadrà automaticamente.

Non entriamo nel merito poi quanto sia stata utile e praticabile in questi due anni la legge Delrio. Finora ha saputo solamente togliere ai cittadini la possibilità di eleggere propri rappresentanti in Provincia e ha tolto alla stessa Provincia importanti risorse a favore del nostro territorio.

Ma per la Ministra Boschi e per il senatore Del Barba non ci sarà alcun problema. Secondo loro la "specificità montana" è prevista nel nuovo testo costituzionale. Andiamo allora a vedere che cosa dice il nuovo testo costituzionale. Troviamo quanto dicono Boschi e Del barba nelle disposizioni finali della loro Costituzione riformata: "Per gli enti di area vasta, tenuto conto anche delle aree montane, fatti salvi i profili ordinamentali generali relativi agli enti di area vasta definiti con legge dello Stato, le ulteriori disposizioni in materia sono adottate con legge regionale". Insomma il riferimento alle province/enti di area vasta con

territorio interamente montano e confinanti con Paesi stranieri non lo abbiamo trovato. Abbiamo solamente trovato la frasetta "tenuto conto anche delle aree montane". Di aree montane ce ne sono tante mentre di aree interamente montane e confinanti con Paesi stranieri ce ne sono poche e tra queste c'è la Provincia di Sondrio. Ve le ricordate le comunità montane al mare? Beh, ci siamo. Di specificità per la Valtellina e Valchiavenna, invece, non c'è alcuna traccia.

Veniamo alla seconda menzogna della Boschi e di Del Barba. Per i due esponenti del Pd con la vittoria del Si al referendum non vi sarà alcun cambiamento della disciplina delle acque e addirittura avremo la forza di chiedere il 100% dei proventi dei canoni idroelettrici alla Regione.

È la verità? Con la riforma costituzionale le province saranno soppresse dalla Costituzione. La loro soppressione e il mancato inserimento degli enti di area vasta tra gli enti territoriali dello Stato farà sì che i nuovi enti di area vasta (non è detto che saranno disciplinati con nuova legge e istituiti) saranno legalmente degli enti territoriali locali (vd Unione dei comuni) privi di qualsiasi forma di Autonomia e quindi impossibilitati nella gestione di funzioni fondamentali (es. demanio idrico). Nemmeno Regione Lombardia potrà delegarci alcune competenze e funzioni.

E a proposito di canoni idrici? Con la soppressione della provincia spariranno naturalmente tutte le risorse (proventi del demanio idrico) che le leggi riservavano all'ente Provincia. Se non ci sarà più non ci saranno più anche i proventi. Evidentemente la Boschi e Del Barba non se ne sono accorti.

Infine con la riforma costituzionale Boschi-Renzi-Del Barba la competenza "produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia" non sarà più concorrente Stato-Regione ma diventerà competenza esclusiva dello Stato.

Solamente lo Stato legifererà in materia. Al massimo potrà delegare la Regione su alcune questioni ma risulterà chiaro che a decidere sul tema dell'idroelettrico sarà esclusivamente lo Stato.

Per concludere con la riforma costituzionale Boschi-Renzi avremo le autonomie locali completamente ridimensionate. Le province saranno soppresse e al massimo avremo un ente locale (ente di area vasta) privo di qualsiasi forma di Autonomia e senza alcuna possibilità legale di gestire il demanio idrico, perdendo così ogni diritto sulle nostre acque.

Per la Valtellina e Valchiavenna sarebbe una sconfitta non tanto perché si potrebbe perdere un ente burocratico ma perché perderemo e per sempre l'opportunità storica di potere costruire un'autonomia decisionale che oggi risulta ancora più essenziale per lo sviluppo del territorio. Alle menzogne (specificità montana e demanio idrico) della Boschi bisogna e si deve rispondere.

Per l'associazione Autonomia di Valtellina e Valchiavenna l'autonomia rappresenta il futuro del territorio. E una riforma costituzionale che, invece, cancella ogni possibilità di autogoverno del territorio non può trovare in noi alcun sostegno. Il centralismo, ossia il modello proposto dal Governo Renzi, è un modello vecchio e del passato e superato in tutti i Paesi occidentali.

Il nostro non è un NO alla Boschi perché non ci è simpatica. È carina la Boschi ma se la Boschi ci propone di rinunciare al nostro futuro allora cara Ministra sì rimani carina ma noi ti diciamo NO grazie.

Per questi motivi al referendum voteremo NO. Attenzione che non ci sarà il quorum e quindi sarà essenziale convincere più cittadini ad andare a votare e dire NO a chi vuole male al futuro della nostra Valle.

Andrea Mostachetti

Presidente ass. Autonomia di Valtellina e Valchiavenna

 

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