Sondrio, 30 maggio 2016   |  
Provincia   |  Economia

Ruralpini: «La burocrazia uccide l'agricoltura»

Michele Corti contro le regole europee e italiane. In centinaia condividono il suo messaggio.

ruralpinifoto

Foto Facebook Ruralpini

Ruralpini contro la burocrazia che, scrive, fa morire l'agricoltura. È questo, in sostanza, quanto scrive sulla sua pagina Facebook Michele Corti - ruralista e appassionato sostenitore della causa del Bitto storico -, accogliendo il favore di moltissime persone che commentano e condividono le sue parole, sostenendo questa tesi e facendo degli esempi.

 

IL POST

«Per fare il formaggio basta (se si hanno poche vacche o qualche decina di capre) una pentola da cucina – recita il post su Facebook -. Ieri parlando con un ragazzo che ha i soliti problemi di autorizzazione mi dice: "se ascolto l'Asl mi ci vogliono 100 mila euro per fare il caseificio". Come fa un giovane a iniziare così? La politica e la burocrazia stanno aiutando i giovani a entrare in agricoltura? No, fanno di tutto per impedirlo. Con una mano (per avere consenso e tenerli buoni) danno i "premi di insediamento". Con l'altra li massacrano con l'antinfortunistica, le norme igienico-sanitarie, l'antisismico, i progetti firmati dai professionisti, la fila delle autorizzazioni di ogni tipo. Ragionano come se uno che ha un quintale di latte al giorno o anche meno dovesse mettere su uno stabilimento. Regole europee + burocrazia italiana = morte dell'agricoltura. Bisogna ribellarsi».

 

I COMMENTI

In centinaia, come detto, scrivono a sostegno di Ruralpini, dando ragione alla sua tesi. «È tristemente vero – commenta, per esempio, Donato -, le regole sono comuni per il piccolo allevamento e la grande industria, le nuove strutture sono più sicure di una acciaieria e più igieniche di un ospedale pubblico. Questa è l'oligarchia che ci regola, fa chiudere i piccoli per avvantaggiare i grandi». «Le regole impongono l'innovazione – commenta ancora Anna -,ma c'è anche chi cerca di preservare la tradizione e i “vecchi” metodi di una volta. Ma difficilmente si viene capiti... compresi».

«Solo su una cosa dovrebbero essere attenti – conclude Mauro -: le norme igienico/sanitarie e poi dare veramente una mano a chi cerca di fare qualcosa di importante anche per salvaguardare i nostri prodotti locali, evitando il resto importato da chissà dove».

Appuntamenti

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

11 Dicembre 1991 nasce a Maastricht l'Unione europea

Social

newFB newTwitter