Sondrio, 29 agosto 2016   |  

San Colombano, vagabondo per Cristo ed europeista antesignano

Enzo Farinella, per oltre quarant'anni corrispondente da Dublino dell'agenzia Ansa e della Radio Vaticana, è autore di “Sulle Strade del Mondo”, un'appassionata ricerca sul monachesimo irlandese e sulle radici cristiane dell'Europa.

enzo farinella

Enzo Farinella, giornalista e direttore del centro culturale Casa Italia a Dublino

Quei deputati europei, purtroppo molti, che non hanno voluto dichiarare in un documento che l'Europa è la sintesi di valori che affondano nella storia e nella cultura giudeo-cristiana, dovrebbero avere l'umiltà e la saggezza di leggersi “Sulle strade del mondo” (Edizioni Casa Italia, Dublino), scritto da Enzo Farinella, corrispondente dell'agenzia Ansa e della Radio Vaticana dalla capitale irlandese nella quale ha vissuto per oltre quarant'anni. In 136 pagine, il libro di Farinella (scritto in italiano e in inglese) documenta l'opera del monachesimo irlandese che, irradiatosi fin dal VI secolo, ha costruito le basi religiose, filosofiche e persino economiche del Vecchio Continente.

Il beato John Henry Newman (1801-1890), cardinale, teologo e filosofo inglese, parlando dei monaci irlandesi, ebbe a dire che «i loro monasteri sono divenuti il deposito del passato e il punto di partenza per il futuro». L'abate Dom Louis Gougaud, uno dei maggiori studiosi del monachesimo, in un testo del 1928, scrive che «per circa 400 anni santi irlandesi, ripieni di un divorante spirito missionario, hanno lavorato incessantemente per diffondere la fede cristiana e la disciplina monastica in Francia, Belgio, Alsazia, Germania, Svizzera, Franconia e Italia lungo il corso del Danubio e la valle del Reno».

Annota puntualmente Farinella, a pagina 22, che «dopo la caduta dell'Impero Romano, mentre l'Europa vagava nel sonno del Medio Evo, importanti scuole monastiche – vere università, come Clonmacnoise, Lismore, Bangor, Glendalough – sorgevano in Irlanda. Da esse cultura e valori sono stati portati alla nostra Italia e alla maggior parte delle nazioni europee».

Tracce di giganteschi santi irlandesi sono tuttora presenti nel nostro come in altri Paesi europei. Colombano, Cataldo, Frediano, Donato, Gallo e tanti altri fondarono monasteri che sarebbero diventati città come Bobbio, Fiesole, Lucca, Liège, Wurzburg, Regensburg, Salzburg, Vienna, San Gallo. Di san Colombano (ca. 543 – 615), fondatore della monumentale abbazia di Bobbio, è certa la presenza in Valtellina, sulla sponda orientale del lago di Como e nel Milanese per almeno tre anni nel primo decennio del VII secolo.

Accolto con favore dalla corte longobarda della cattolica regina Teodolinda, san Colombano avrebbe soggiornato anche presso il castello di Domofole, fra Traona e Mello, residenza estiva della sovrana. La devozione al Santo non è viva solo a Traona, dove si trova una chiesetta a lui dedicata. Anche in alta Valtellina venne edificata una chiesetta dedicata a San Colombano ed ha la particolarità, posta com’è a 2.484 metri al passo di San Colombano, di essere la più alta nel territorio della provincia di Sondrio. In realtà la prima chiesa dedicata al Santo, già attestata nel Trecento, venne costruita più in basso; l’attuale risale al 1616 e fu, per secoli, meta di pellegrinaggio da parte soprattutto di donne che salivano ad essa da tutti i paesi del Bormiese.

Dobbiamo essere grati a Enzo Farinella per il suo interessante libro, frutto di un' appassionata ricerca sulle radici cristiane d'Europa, ma anche per la preziosa opera che tuttora svolge come direttore del Centro culturale “Casa Italia” a Dublino; opera attraverso la quale tiene alto il prestigio del nostro Paese all'estero.

 

Copia di “Sulle Strade del Mondo”, “On the Pathways of the World” - Edizioni Casa Italia – 56 Greenfield Park – Dublin 24, può essere richiesta a enzo.farinella@gmail.com

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