Sondrio, 04 giugno 2021   |  

A Bormio spicca l'agroalimentare italiano

Una due giorni promossa da The European House-Ambrosetti sul futuro della gastronomia italiana. Gli stranieri apprezzano i cibi e i vini del nostro Paese che non a caso deve subire la concorrenza sleale di aziende straniere che falsificano ogni genere di prodotto nazionale

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Bormio (foto Bormio.Info)

La quinta edizione del Forum “La Roadmap del futuro per il Food&Beverage” promosso da The European House-Ambrosetti e in corso in forma digitale oggi venerdì 4 e domani sabato 5 Giugno sta sviluppando il tema di come ripartire dopo il disastro provocato dal virus di Wuhan. Un appuntamento che va in scena a Bormio per una due giorni densa di confronti e dichiarazioni di esponenti di spicco del settore agroalimentare italiano, a cui si aggiungono quelle di sportivi, nutrizionisti ed esperti economici.

Focus quindi sul Food&Beverage, comparto vitale per un Paese, l’Italia, capace di generare oltre 64 miliardi di euro di valore aggiunto. Per intenderci, tre volte rispetto all’automotive di Francia e Spagna e più del doppio della somma dell’aerospazio di Francia, Germania e Regno Unito, ma soprattutto un settore che ha saputo reggere meglio di chiunque altro il duro impatto della pandemia, riportando nel difficile 2020 una flessione tutto sommato contenuta nel valore aggiunto (-1,8%).

Ad aprire oggi il Forum di Bormio Valerio De Molli, Managing Partner e Amministratore Delegato di The European House-Ambrosetti, con la presentazione del Rapporto “La Roadmap del futuro per il Food&Beverage” di cui riassumiamo i principali argomenti trattati.

L’Italia risulta essere la prima destinazione enogastronomica al mondo. Come dire: si apprezzano le squisitezze alimentari visitando la nostra Penisola, per poi tornare in patria e accorgersi che gli stessi prodotti vengono replicati facendo leva su materie prime non italiane e usando nomi ‘civetta’ che richiamano al Made in Italy.

Nel Rapporto è stata esaminata la questione Brexit, sulla quale gravano incognite e timori. Con una quota del 12% sul totale, il Regno Unito risulta uno dei mercati prioritari per l’export di prodotti alimentari italiani.

I primi dati sono però preoccupanti: nel mese di Gennaio e di Febbraio 2021 le esportazioni sono risultate in calo del 15% rispetto allo stesso periodo del 2020.
Domani, sabato 5 Giugno, occhi puntati sul rapporto salute e cibo a cui sarà dedicata una sessione di lavori con la partecipazione del nutrizionista Giorgio Calabrese.

Sullo sfondo, emergono dati che inquadrano il nostro Paese in una dimensione sulla quale appare stringente intervenire per migliorare alcune dinamiche critiche.
Per esempio, basti sapere che un italiano su tre conduce una vita sedentaria, mentre il 45,5% risulta sovrappeso, con una quota di bambini delle scuole primarie, pari al 29,7%, risultata in condizione di eccesso ponderale (il 9,4% è obeso).

Consapevolezza dunque, ma anche necessità di mettere in pratica le indicazioni e dare il buon esempio: il Forum si chiuderà non a caso, domenica 6 Giugno, con una gara ciclistica non competitiva che attraverserà luoghi suggestivi intorno a Bormio, una delle località simbolo della Valtellina, “sfidando” i campioni delle due ruote Ivan Basso e Alberto Contador che intervengono sabato anche al Forum con la loro testimonianza insieme a Francesco Gavazzi e Deborah Compagnoni.

Su sostenibilità e sicurezza alimentare, i due pilastri del progetto europeo Farm To Fork, il 76,5% delle aziende intervistate nella survey condotta da The European House-Ambrosetti in vista del Forum ha riconosciuto che questa strategia servirà a rendere le filiere agroalimentari più resilienti e sostenibili.

Da aggiungere che l’Italia è tra i top 5 Paesi UE per il raggiungimento, entro il 2030, di una quota pari al 25% dell’intera superficie agricola da dedicare completamente alla coltivazione biologica (oggi al 15,2%).

 

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