Campodolcino , 12 luglio 2017   |  

A Campodolcino risuonano gli ""echi" delle Alpi

Nona edizione della rassegna cinematografica “Echi delle Alpi: ambiente e tradizioni” in programma al museo Muvis di Campodolcino

FUNNE LOCANDINA

“Echi delle Alpi: ambiente e tradizioni”  mostra in programma al museo Muvis di Campodolcino, per quattro serate alle ore 21, da martedì 18 Luglio fino a venerdì 21 Luglio, rappresentazioni curate e introdotte dal critico valchiavennasco Nicola Falcinella, per raccontare passato e presente della montagna. Saranno presentati nove titoli realizzati negli ultimi anni, documentari brevi o più lunghi e un solo titolo di finzione, il corto “Senza voce” di Giorgio Affanni.

Come negli anni passati il ciclo vuole essere un'occasione per riflettere su memorie e trasformazioni delle Alpi attraverso visioni di tipi differenti, con film di taglio storico o antropologico, fiabesco o intimista, di viaggio o biografico. Temi che ritornano spesso sono i sogni e la nostalgia, le scelte e il destino. Due dei lavori proposti hanno a che fare con la Valtellina. Nella prima serata, alla presenza dell'autrice, sarà proposto “Gli Zagabri” di Chiara Francesca Longo. Il primo racconta degli oltre duecento ebrei fuggiti nel 1941 dalla Jugoslavia (da qui il nome “Zagabri”) occupata dai nazisti e rifugiatisi ad Aprica. Restarono, ospiti delle famiglie del posto, inizialmente diffidenti e poi più accoglienti. I rifugiati si misero in salvo in Svizzera dopo l'8 Settembre 1943 e, a guerra finita, uno di loro tornò a ringraziare per l'aiuto. A seguire il cortometraggio “La catena” di Paolo Vinati sulla vita in un maso altoatesino.

“Storia per un teatro vuoto” di Cesare Bedognè e Aleksandr Balagura, proiettato mercoledì, è il primo lavoro cinematografico del fotografo sondriese Bedognè che, insieme al regista di origine ucraina, traspone il libro autobiografico “Oltre l'azzurro”. Un lavoro evocativo su amore, malattia e perdita, tra improvvisazioni teatrali e immagini dell'ex sanatorio valtellinese di Prasomaso e l'isola greca di Lesvos. Il film ha ottenuto premi in festival in India, Venezuela e Stati Uniti. “L'argonatura” cineasti, viaggiatori e fondatori di musei come Giuseppe Sebesta.

Giovedì saranno presentate tre opere, cominciando da “Alta scuola” di Michele Trentini, sull'esperienza della Scuola Pejo Viva animata dai genitori di Pejo, nel Parco dello Stelvio, dopo la chiusura delle piccole elementari del paese da parte della Provincia che aveva deciso un accorpamento dei plessi. Al Parco della Val Grande nel Verbano, costituito 25 anni fa per proteggere l'area selvaggia più grande delle Alpi, è dedicato “Terre di mezzo” di Marco Tessaro. Chiude “La scelta di Quintino” (2016, 19') di Gabriele Carletti, ritratto di un novatatreenne ex partigiano che continua a vivere da solo in un maso, pensa al futuro, alla vita, all'amore e alla politica.

La serata finale ospiterà “Funne – Le ragazze che sognavano il mare” della trentina Katia Bernardi, una fiaba divertente e profonda che ha per protagoniste le anziane donne di un circolo di Daone in provincia di Trento. alcune delle quali non hanno mai visto il mare. In occasione del ventesimo dell'associazione decidono di coronare il loro sogno, perché non è mai troppo tardi per provarci. Il madesimino Alberto Gianera, esperto di social media, ha curato il crowfunding che ha permesso il finanziamento del progetto e figura tra i personaggi di contorno alle protagoniste. Infine “Senza voce”, il ritorno di un uomo alle origini per il funerale del padre e fare i conti con le radici. Tutte le proiezioni sono a ingresso libero, per informazioni 0343/50628, "www.museoviaspluga.it".

Programma proiezioni:

martedì 18 Luglio
“Gli Zagabri” (2015, 48') di Chiara Francesca Longo
“La catena” (2016, 18') di Paolo Vinati

mercoledì 19 Luglio
“Storia per un teatro vuoto” (2015, 57') di Cesare Bedognè e Aleksandr Balagura
“L'argonauta” (2016, 51') di Andrea Andreotti

giovedì 20 Luglio
“Alta scuola” (2016, 72') di Michele Trentini
“Terre di mezzo – Val Grande” (2015, 12') di Marco Tessaro
“La scelta di Quintino” (2016, 19') di Gabriele Carletti

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