Sondrio, 13 settembre 2017   |  
Cronaca   |  Cultura

A Sondrio le cattedrali dell'energia nell'obiettivo di Radino

di Martina Bricalli

La mostra fotografica promossa dalla Fondazione Aem presso Palazzo Pretorio in Sondrio vuole offrire un punto di vista differente sul tema dell’energia

foto gruppo

La Fondazione Aem-Gruppo A2A, presieduta da Alberto Martinelli, ha inaugurato nella serata di martedì 12 Settembre, la mostra “Le cattedrali dell’energia. Architettura, industria e paesaggio nelle immagini di Francesco Radino e degli Archivi Storici Aem”. 
Le porte dell’esposizione presso Palazzo Pretorio saranno gratuitamente aperte, da mercoledì 13 a sabato 30 Settembre, a chiunque avesse l’interesse di perdersi tra le fotografie di un grande maestro sulle costruzioni dal forte valore architettonico di una delle più grandi imprese italiane.

La Fondazione Aem, sezione culturale nata nel 2007 legata al Gruppo A2A, favorisce ormai da anni la diffusione del patrimonio iconografico di proprietà dell’impresa. Nel corso del tempo, fin dai primi del Novecento, l’azienda ha promosso la documentazione dei propri edifici, luoghi e costruzioni dall’alto valore artistico/architettonico tramite il talento di grandi fotografi italiani, tanto da arrivare a una collezione di più di 180.000 scatti fotografici, raccolti dal 1905 a oggi.

Da sempre guidata da personalità di spiccato talento intellettuale, l’ex Aem ha ben pensato di dare adito anche a un aspetto più culturale e artistico per creare un legame con la popolazione e questa mostra segue la linea di un pensiero quasi secolare. Infatti, ciò che è stato raccolto, non è solamente la storia industriale del gigante energetico, ma anche un racconto del nostro Paese.

La tappa sondriese è l’ultima del lungo percorso affrontato dalla mostra durante l’anno. Inizialmente ospitata presso la Casa dell’Energia e dell’Ambiente e all’Urban Center a Milano, si è trasferita tra i monti, prima presso la Banca Popolare di Sondrio di Bormio e poi al Palazzo Foppoli di Tirano.
Tra le sale del palazzo comunale, le fotografie a colori di Francesco Radino ritraggono i luoghi legati alla produzione energetica A2A dell’area valtellinese: la prima centrale idroelettrica edificata in Valle, nel 1910, a Grosotto e tutt’ora funzionante; la centrale di Fraele del 1928 e ora non più attiva, ma adibita a manifestazioni culturali, fotografata internamente ed esternamente con il suo stile neorinascimentale e neoromanico; la diga di Cancano in versione invernale e quella di San Giacomo; le centrali più recenti come quella di Premadio del 1956 e quella di Grosio del 1960 con i loro macchinari imponenti e un impianto estetico rilevante a livello archeologico-industriale.

Nella sala adiacente, ci si dedica agli stabilimenti milanesi, bresciani, friulani, per giungere poi fino alle nuove acquisizioni calabresi. In questa sezione, si perde l’elemento naturalistico del paesaggio circostante e ci si concentra su macchinari e strutture interne, oltre che sullo scheletro esterno delle costruzioni. Sono queste immagini dall’alto valore innovativo, dotate di una totale rivisitazione della classica fotografia industriale.

Lo stesso Radino ha sottolineato come, nel corso degli anni, la sua tecnica sia notevolmente cambiata, certamente anche grazie al contributo della tecnologia che ha permesso il passaggio da una fotografia in bianco e nero a una a colori, dettata dalla possibilità di controllare le sfumature cromatiche. Colore e formato si sono trasformati, ma l’amore del maestro per i luoghi che da anni ritrae, non è mai mutato.


«Quest’opportunità mi ha fatto amare questa architettura e questi macchinari», ha detto Francesco Radino. «Quando ho visto per la prima volta le macchine, mi sono innamorato della loro bellezza e della loro espressività. Le ho inserite nel paesaggio, le ho guardate da tanti punti di vista, cercando di dare spirito e anima a queste macchine che, a volte, vengono prese come oggetti inanimati, ma hanno una loro forte presenza».

All'inaugurazione erano presenti oltre a Luisa Toeschi, consigliere di amministrazione della Fondazione e coordinatore generale della mostra, che ha presentato l’evento, Fabrizio Trisoglio, responsabile scientifico e curatore dell’esposizione, il Prefetto Giuseppe Mario Scalia, l'assessore alla Cultura del Comune di Sondrio, Marina Cotelli, Roberto Corona, responsabile comunicazioni esterne di A2A, il questore di Sondrio, Gerardo Acquaviva, Giovanni De Censi, presidente onorario del Credito Valtellinese e la dirigente del Provveditorato agli Studi di Sondrio, Mavina Pietraforte.

 

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