Sondrio, 23 gennaio 2020   |  
Cronaca   |  Cultura

A Sondrio un esempio di felice connubio tra scuola, società e banca

Un originale incontro-evento è stato organizzato dall’istituto scolastico Donegani unitamente a Rotary Sondrio con il sostegno di Banca Popolare di Sondrio,

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Dimostrando grandi disinvoltura e sicurezza gli studenti Giulia, Alessia, Federica, Francesco, Sara, Silvia e Lucia hanno saputo intrattenere ed emozionare il numerosissimo pubblico accorso mercoledì 22 Gennaio nella prestigiosa sala “Fabio Besta” della Banca Popolare di Sondrio per assistere alla presentazione del libro-documento "Flash la guerra dal mirino", frutto dell’appassionato quanto singolare studio-lavoro da loro condotto insieme ai compagni della classe IV ASL (ora quinta) del Liceo Scientifico “Carlo Donegani” di Sondrio. Un istituto che da anni si fa promotore di significative attività formative per i propri studenti.

L’incontro-evento, organizzato dall’istituto scolastico unitamente a Rotary Sondrio con il fondamentale sostegno di Banca Popolare di Sondrio, fa seguito alla realizzazione del volume – che sfoggia un’elegante e accattivante edizione – presentato nella scuola sondriese il 7 Giugno 2019. Un’opera sicuramente ricca di originali contenuti, come lo sono le foto (inedite) della Prima Guerra mondiale che ne costituiscono il copioso apparato iconografico.

Materiale su cui gli studenti – spronati e guidati dai loro insegnanti Mariella Londoni, Gianluca Moiser, Giuseppe Consoli e dalla dirigente Giovanna Bruno – hanno lavorato con un approccio analitico, e per così dire “autoptico”. Ciascuno di essi ha “adottato” uno fra gli eloquenti scatti di Luigi Marzocchi (attivo presso l’Ufficio stampa e Propaganda del reparto fotografico del Comando Supremo durante la Prima Guerra Mondiale) conducendo una personale e approfondita analisi. Un lavoro affrontato con un criterio anche “mutidisciplinare”. Giulia, ad esempio, dopo i saluti istituzionali di Londoni, Moiser, Bruno, Caprari e Pedranzini, nei panni di diligente regista, ha preceduto gli interventi dei compagni di classe illustrando, in maniera puntuale, tutte le fasi (compreso lo studio della coreografia) che hanno condotto alla realizzazione del “flash mob” "Immagini di guerra, immagini di pace " di fine Ottobre 2018 in via Dante a Sondrio performance cui hanno partecipato diversi allievi del Donegani.

Francesco, amante del volo, si è soffermato sull’analisi di due immagini raffiguranti velivoli di D’Annunzio (leggendo pure con trasporto un brano del celebre "Notturno" del Vate), mentre Sara si è concentrata sul ruolo di quei cani che venivano selezionati e addestrati per le operazioni militari. Alessia ha invece scoperto, in questa sorta di singolare dialogo-ricerca storiografica con l’immagine, le figure del capitano medico Ugo Cerletti e del comandante degli Alpini Guido Bertarelli; Silvia ha voluto focalizzare la sua attenzione su un’immagine di “pace”, ovvero uno scorcio del centro del capoluogo valtellinese ai tempi della Guerra, evidenziando quindi anche scampoli di “ordinaria quotidianità”.

Lucia ha approfondito alcuni testi storiografici (in particolare "L’officina della guerra" di Antonio Gibelli) per capire cosa fosse in realtà accaduto nella psicologia degli uomini, in specie le ricadute sulla loro salute mentale, più profonde certamente, ferite che generarono i cosiddetti e sfortunati e ostracizzati “scemi di guerra”, mentre Federica ha ben descritto il perché della scelta dell’immagine di copertina, altamente simbolica e carica di pathos, in quanto raffigura un tunnel nella neve ove si stagliano le figure di Alpini skiatori, vestiti di bianco, nell’atto di trasportare uno dei tanti feriti del conflitto.

Ma il fatto sorprendente – ben sottolineato nel corso del suo intervento finale dal sociologo Aldo Bonomi – è che grazie alla “potenza” della fotografia gli studenti impegnati nella ricerca sono riusciti a catturare il senso della storia, in particolare di quel travagliato periodo così distante a livello temporale per loro e per tutti noi. «Voi, appartenenti alla generazione dei ‘senza libro’ (nel senso che i componenti delle generazioni che vi hanno preceduto, come la nostra, sono comunque la si pensi ‘figli’ di un libro, di un romanzo, quello di ‘formazione’, de "Buddenbrok" piuttosto che dei "Fratelli Karamazov", o del "Capitale"), voi ‘generazione Erasmus’, che trova il suo linguaggio su Instagram piuttosto che Facebook o Whatsapp, ora dovete fare i conti con la “guerra a pezzi” come ben evidenziato da Papa Francesco perché è vero che «l’uomo è un animale sociale», come ha affermato la studentessa Giulia nella sua introduzione al flash mob, ma è anche vero che «homo homini lupus».

«Scomponendo, componendo e ricomponendo di nuovo le foto, siete riusciti a interiorizzare questo pezzo di storia e a portarla nella contemporaneità, tenendo insieme due anime: il libro e il messaggio del flash mob… insieme la storia, quindi, e la società». «Con l’evento di oggi – ha proseguito - assistiamo a una grande operazione culturale per la quale mi complimento anche con i vostri bravissimi insegnanti».

Bonomi ha concluso evidenziando che la guerra della modernità, nella cosiddetta epoca dell’’antropocene, rimanda alla spinosa e drammatica questione ambientale cui non ci si può sottrarre incentrandosi sul rapporto “uomo-Natura”, rapporto purtroppo non più in equilibrio. E che inoltre occorre praticare in modo fattivo la “teoria del dono”, come atto di responsabilità oramai irrinunciabile. A riprova di ciò, quasi a creare un “filo diretto” tra eventi bellici di ieri e di oggi – sempre e comunque devastanti  in ogni era - il ricavato delle vendite del volume è stato interamente devoluto all’associazione Medici senza frontiere per i bambini siriani colpiti dalla terribile guerra che infuria nel loro Paese. In conclusione, lodando quella fattiva collaborazione che si è creata fra scuola ed enti privati, in specie la Bps – sempre attenta al mondo dei giovani, e quindi al futuro - il “futuro”, è stato il vero leit-motiv dell’intero incontro (emblematico in tal senso il titolo dell’intervento del sociologo …"Ricordare il futuro") - ha sottolineato che solo grazie a tali costruttive sinergie la società può riuscire a creare coesione, giungendo a una ‘dimensione collettiva dell’altro’.

Al termine, la professoressa Londoni – ‘anima’ insieme con il professor Moiser di questa operazione didattica di altissimo livello – ha ragionato sul fatto che far vivere la guerra significa far vivere anche le sensazioni che provarono quelli di quella sfortunata generazione e che occorre ancora di più, pertanto, riflettere sul presente, assumendosi le opportune e dovute responsabilità, nel fare e nel decidere. Per migliorare il percorso di crescita, morale e intellettuale, dei giovani del Terzo Milllennio.
Messaggi forti, cui sono seguite le considerazioni finali del consigliere delegato e direttore generale della Bps, dottor Mario Alberto Pedranzini, il quale, visibilmente soddisfatto per l’ottima riuscita dell’evento e in particolare per le straordinarie testimonianze degli studenti, che hanno dimostrato di possedere maturità e preparazione non comuni, ha evidenziato il magico potere della ‘proprietà transitiva dell’amicizia’ nel senso che solo facendo sinergia, facendo sistema (uno dei cardini su cui si poggia anche l’azione del Rotary, co-organizzatore e promotore della serata) si possa arrivare a operazioni virtuose. E la banca è e sarà al fianco dei giovani.

A conclusione  della serata, il socio Rotary, Pietro Nana, ha mostrato agli interessati lo “stereoscopio” del padre Giulio, strumento grazie al quale le lastre originali delle immagini di Luigi Marzocchi e oggetto di analisi degli studenti sono visibili con una tecnica molto simile al 3D. (Mi.Ba.)

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