Tirano, 30 agosto 2017   |  
Cronaca   |  Cultura

A Tirano c'è chi ha pensato di far rivivere un caffè letterario

Edoardo Radaelli, ospitando nel suo locale il Premio De André ha confermato come bibite, cocktail, cappuccini e pasticcini non stridano affatto accanto a libri, riviste e giornali.

IVP 3003

Edoardo Radaelli, noto barman di Tirano, è il fondatore e gestore dal 2010 del Caffè Novecento, che vanta un ampio dehor sulla passeggiata principale della città. Nel suo locale si respira la vera e propria aria dei caffè letterari tanto apprezzati dall'intellighenzia culturale dell'Ottocento e del Novecento.

Ricordiamo che a partire già dal XVIII secolo, in Europa, con il movimento illuminista l'onda riformatrice della società e dei costumi portò alla creazione di quelli che ora definiamo ''caffè letterari''. La cultura che usciva dalle accademie e dalle corti per andare incontro alla gente, disponibile al popolo attraverso libri e nuove pubblicazioni.

Continua nel locale di Edoardo la voglia di informare, di scoprire, di ritornare ad essere curiosi, lontani dai mezzi abusati dell'oggi. Da Edo si può ritornare a sentire l'odore delle pagine antiche accompagnate da ottimi cocktail, un punto di riferimento al mondo enogastronomico della alta Valtellina, e non solo.

Ed anche per questo che l'associazione ''Progetto Alfa'', in collaborazione con il ''Premio De Andrè'', è stato ospite nel caffè per assaporare questi antichi sapori, dove i membri della giuria (Teresa Mariano, Luisa Melis e Carlo Massarini) hanno potuto, prima della tappa lombarda, intrattenersi in questo caffè speciale dove il tempo si ferma, per assaporare la bellezza di sorseggiare un cocktail tra libri e arte. (Massimiliano Greco)

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