Sondrio, 30 maggio 2017   |  
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Al Cammino di Santiago per raccogliere fondi per i bambini di Betlemme

Fabio Giboli, medico varesino, indosserà la maglietta di Aiuto Bambini Betlemme lungo il percorso da Vigo a Santiago per sostenere il Caritas Baby Hospital, struttura che sarà visitata anche dai partecipenti al viaggio in Terra Santa promosso dal nostro giornale

Fabio Giboli 3

Il dottor Fabio Giboli con fra Mauro del convento dei Cappuccini di Varese

Parte oggi (martedì 30 Maggio) dall’aeroporto di Orio al Serio, Fabio Giboli, medico dentista di Varese che ha scelto di percorrere il tratto portoghese del Cammino di Santiago indossando la maglietta di Aiuto Bambini Betlemme, per raccogliere fondi a favore dell’ospedale pediatrico di Betlemme. “Da tempo – ha spiegato il dottor Giboli – avevo in mente di percorrere una parte del Cammino di Santiago; farlo con addosso la maglietta del Caritas Baby Hospital mi permette di far conoscere agli altri pellegrini questo straordinario ospedale e di dare il mio sostegno ai piccoli malati di Betlemme”.

Il dottor Giboli, quindi, camminerà da Vigo a Santiago per sostenere il Caritas Baby Hospital inviando, ogni giorno foto, delle sue tappe e degli incontri con gli altri pellegrini impegnati lungo lo stretto tratto di cammino. Le foto saranno pubblicate sulla pagina Facebook di Aiuto Bambini Betlemme.
“Ringraziamo il dottor Giboli per il proprio impegno a favore del Caritas Baby Hospital – ha sottolineato Luigi Vassanelli, presidente dell’associazione Aiuto Bambini Betlemme – e per tutte le persone che riuscirà a coinvolgere in Portogallo e a Varese”. In città, infatti, è aperta da un paio di anni la sede secondaria dell’associazione che è impegnata a far conoscere in Italia le attività e la mission dell’unico ospedale pediatrico della Palestina; nei mesi scorsi erano stati gli studenti dell’istituto Isis Newton a mettersi in collegamento via skype con la struttura pediatrica di Betlemme.
Le porte del Caritas Baby Hospital sono aperte ogni giorno, senza interruzione, dal 1952 per i bambini ammalati della Terra Santa e per le loro madri, indipendentemente dalla loro religione, etnia, disponibilità economica ed estrazione sociale. Al Caritas lavorano oltre 200 persone, tra medici, infermieri e personale non sanitario. In maggioranza si tratta di palestinesi, sia cristiani che musulmani, che vivono e lavorano in armonia. Assieme a loro sono presenti in ospedale e coordinano le attività quattro Suore Francescane Elisabettine di Padova.
In quest’area, che comprende Betlemme ed Hebron, abitano circa 300mila bambini, privi di una reale possibilità di assistenza sanitaria. Nella regione, il Caritas Baby Hospital rappresenta, quindi, una struttura insostituibile, l’unico ospedale in grado di coinvolgere le madri nella cura dei figlioletti malati. Ogni anno passano dal poliambulatorio del CBH, appena restaurato, migliaia di bambini: nel 2016, sono stati visitati oltre 46mila bambini. Negli 82 letti dei reparti sono stati ricoverati e accolti quasi 5mila piccoli degenti, mentre sono state complessivamente più di 12.300 le notti in cui sono state accolte le madri.
Uno dei miracoli del Caritas è che l’ospedale non gode di alcun sostegno pubblico, ma realizza le proprie attività e i propri progetti esclusivamente grazie a donazioni di privati, parrocchie e associazioni. In Italia, si occupa di promuoverne le attività e la raccolta fondi l’associazione Aiuto Bambini Betlemme. Il viaggio/pellegrinaggio che il nostro network Alpi Media Group (Resegoneonline, Valtellinanews, Comolive, Valseriananews e tra poco anche RMFonline) promuove dal 22 al 30 Ottobre in Terra Santa prevede una sosta con visita proprio al Caritas baby hospital di Betlemme per conoscere meglio Aiuto Bambini Betlemme, l'organizzazione umanitaria internazionale che, in Italia, ha la sede legale a Verona e quella operativa a Bussolengo. Da due anni ha aperto la propria sede secondaria a Varese, nel convento dei Frati Minori Cappuccini di Viale Borri.

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