Sondrio, 12 novembre 2017   |  
Cronaca   |  Sport

Al valtellinese Camillo Della Vedova il premio Meroni

di Alberto Comuzzi

Una storia umana votata al volontariato, all’insegnamento, al soccorso alpino e alle singole sfumature di chi vede nella montagna il terreno più adatto per manifestare la propria natura intimamente altruista.

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Camillo Della Vedova

Camillo Della Vedova è uno dei vincitori del Premio Meroni 2017. La cerimonia si è svolta venerdì 10 Novembre, nella sala Alessi del Comune di Milano in piazza della Scala 2. Il premio che gli è stato conferito è intitolato alla memoria di “Marcello Meroni”, ed è promosso dalla Scuola di Alpinismo e scialpinismo “Silvio Saglio” della sezione Sem (Società escursionisti milanesi)  del Cai con il consenso ed il sostegno della famiglia di Marcello e con il patrocinio della Scuola Regionale Lombarda di Alpinismo, del Comune di Milano, dell'Università Statale di Milano e dell'Università della Montagna.

I candidati sono persone che hanno compiuto atti di solidarietà legati alla difesa e promozione della montagna. Il premio è diviso in quattro categorie: ambiente, cultura, alpinismo e solidarietà.

Camillo Della Vedova è stato premiato per la categoria alpinismo con la seguente motivazione: "Ha dedicato quaranta anni della sua vita all’alpinismo, non per la vetta a tutti i costi e neppure per le imprese più prestigiose (anche se queste ultime non gli mancano certo): bensì per la valenza sociale e costruttiva che l’alpinismo può avere, soprattutto se vissuto nell’ambito di un sodalizio come il Club Alpino Italiano, dove ha svolto i compiti che gli derivavano dalle sue cariche sociali con particolare dedizione.

Quindi la sua è una storia umana votata al volontariato, all’insegnamento, al soccorso alpino e alle singole sfumature di chi vede nella montagna il terreno più adatto per manifestare la propria natura intimamente altruista."

Riscalda il cuore – non solo dei Valtellinesi, ma delle tante positive persone che altruisticamente pensano al prossimi – che il prestigioso premio “Marcello Meroni” sia stato conferito a Camillo della Vedova, tiranese trapiantato a Sondrio, che dei suoi 71 anni ne ha impegnati, appunto, quaranta a valorizzare la montagna, insegnando innanzi tutto ai giovani a rispettarla.

«All'alpinismo sono approdato a trent'anni», ha spiegato Camillo, «e i miei maestri del tempo si sono subito accorti che avevo buone qualità e attitudini, grazie alle quali ho raggiunto traguardi importanti in diverse spedizioni. Per 37 anni ho alternato il mio lavoro di capo officina alla Volkswagen con le pratiche dell'arrampicata e dello sci fino a diventare il direttore della scuola di alpinismo e sci “Luigi Bombardieri” del Cai sezione valtellinese, oggi presieduta dall'infaticabile Marusca Piatta.

Il premio, del tutto inatteso, è anche merito del bellissimo gruppo di amici che partecipano all'attività del Cai valtellinese, i quali, so per certo, mi hanno segnalato alla giuria del “Marcello Meroni”». Se con il lavoro Camillo ha chiuso, non altrettanto ha fatto con la montagna.

Chi avesse l'avventura di percorrere i sentieri sul Gruppo del Bernina o quelli della Val di Mello potrebbe rischiare d'incontrarlo, intento a svelare i segreti dell'arrampicata o dello sci ai tanti frequentatori dei corsi di alpinismo di cui è tuttora responsabile.

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