Pigra (Como), 07 gennaio 2017   |  

Alla ricerca di Boris il cervo perduto

Era la mascotte dei turisti che dal lago di Como salivano a Pigra in funivia

C 2 fotogallery 3007910 2 image

La notizia riportata dal "Corriere della Sera" è la scomparsa di Boris, un cervo quattro anni d’età, che si avvicinava alle persone festoso come un cane al rientro a casa dei padroni, allungava il muso, si faceva accarezzare dai bambini e dagli adulti, leccava le mani e raccoglieva i pezzi di pane secco. Dal 20 dicembre Boris è scomparso, e la gente del paese ha subito messo sotto accusa i bracconieri.


Si ipotizza che i responsabili siano i bracconieri che avrebbero sfruttato che il cervo Boris riponeva nella popolazione del luogo visto che ormai si faceva accarezzare dai bambini e dagli adulti e raccoglieva i pezzi di pane secco che qui a Pigra, ottocento metri d'altezza erano solito donargli.


Dal 20 dicembre Boris è scomparso, difficile che Boris sia stato colpito da una morte naturale non risulterebbe avesse malattie e comunque era giovane (un cervo vive in media quattordici anni). Difficile abbia volontariamente interrotto l’abitudine quotidiana d’incontrare la gente.


Su Pigra gravitano una trentina di cervi, che nel percorso di discesa scandito dalle stagioni si trovano anche ad attraversare il paese. L’«urbanizzazione» della montagna e la frequenza di contatti diretti con le persone li porta ad abbassare le difese e fidarsi. Senza dimenticare che la zona, come l’intero asse occidentale del Comasco, è percorsa da almeno un branco di lupi con una coppia già alla seconda cucciolata. Una notizia positiva erano in via di estinzione e invece hanno rialzato la testa. Ma naturalmente i lupi sono nemici dei cervi, che fuggono e allora ogni rifugio va bene. Figurarsi se protetto. Boris aveva convinto quattro altri esemplari a seguirlo e accompagnarlo in pubblico. I quattro sarebbero ugualmente svaniti. Davanti alla stazione della funivia è rimasta soltanto una statua in legno di un cervo.

Appuntamenti

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

19 Novembre 1969 l'agente della Polizia di Stato, Antonio Annarumma, diventa la prima vittima degli Anni di piombo in Italia.

Social

newFB newTwitter