Lecco, 02 novembre 2020   |  

Ancora in calo le imprese attive in Lombardia (-0,7%), ma le iscrizioni tornano a salire

Il rapporto stilato stamane, lunedì 2 Novembre, da Unioncamere confermano la fase di contrazione del tessuto imprenditoriale ma con segnali positivi dalle nuove iscrizioni.

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Pubblicati e disponibili sul sito di Unioncamere Lombardia i dati della demografia delle imprese lombarde relativi al terzo trimestre di quest’anno, che confermano la fase di contrazione del tessuto imprenditoriale ma con segnali positivi dalle nuove iscrizioni.

Dopo due trimestri in cui le rigide misure di contenimento dell’epidemia avevano fortemente ridotto le nuove iniziative imprenditoriali, nel terzo trimestre tornano a infatti a crescere le iscrizioni al Registro delle Imprese in Lombardia: le nuove posizioni risultano pari a 10.987, in aumento del +3,5% su base annua. Sul fronte delle cessazioni si assiste però a un incremento molto più marcato (11.437 movimenti, pari al +22,6%), determinando un saldo negativo (-450 posizioni). Tale peggioramento è da ascrivere in gran parte a motivi non strettamente economici ma amministrativi: la crescita delle cessazioni è infatti dovuta al picco di cancellazioni di ufficio legate ad attività di pulizia degli archivi anagrafici camerali.

Il numero di imprese registrate scende a 948.083 unità, mentre considerando solo le imprese attive ed escludendo quindi quelle che non hanno ancora iniziato l’attività e quelle in liquidazione o sottoposte a procedure concorsuali, lo stock risulta pari a 811.200, con una variazione del -0,7% su base annua. Prosegue quindi la fase calante della demografia imprenditoriale in Lombardia, iniziata già nel corso del 2019, anche se i dati di flusso, come visto, mostrano segnali di miglioramento.

Agricoltura, commercio e costruzioni sono i settori dove si concentra la ripresa delle iscrizioni: l’edilizia in particolare, dopo lunghi anni di pesanti perdite, registra una variazione del numero di imprese attive prossima al valore nullo (-0,2%) e vede finalmente la possibilità concreta di un ritorno alla crescita. Anche le imprese artigiane, attive nell’edilizia nel 40% dei casi, evidenziano un miglioramento. Peggiora invece la dinamica nell’industria (-2,6%), nelle attività di alloggio e ristorazione (-1,2%) e negli altri servizi (+0,9%), che restano in territorio positivo ma con una decisa frenata rispetto ai tassi di crescita degli ultimi anni.

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