Sondrio, 06 aprile 2020   |  
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Appello ai praticanti: sosteniamo le nostre parrocchie

Le offerte durante le Messe domenicali da un mese non sono più raccolte. Sono somme che sarebbe buona cosa mettere a disposizione delle Comunità perché in gran parte destinare ad aiutare chi più è in sofferenza.

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La collegiata di Sondrio (archivio Valtellinanews)

Cari amici, questa è una lettera un po’ particolare. Voglio segnalare un problema, di cui non sempre abbiamo consapevolezza, e fare una proposta.

E’ ormai un mese che le Sante Messe con il popolo sono state sospese: non entro nel dibattito e anche nelle polemiche se sia più o meno giusto così. Voglio però sottolineare un particolare: senza popolo alle nostre parrocchie vengono a mancare le offerte che si raccolgono durante le Messe.

In questi tempi gli stessi parroci invitano a contribuire alle Caritas diocesane e ai diversi fondi istituiti per sostenere gli ospedali e in genere i bisogni generati da questa pandemia.

Io credo tuttavia che non possiamo dimenticarci delle nostre parrocchie per le quali l'offerta delle Messe è una delle entrate importanti che consente la vita ordinaria e i servizi liturgici e caritativi delle parrocchie stesse.

Ma ancora più profondamente l'offerta della messa è un segno (piccolo o grande che sia) che testimonia il desiderio di una vera comunione dei beni – oggi difficile o addirittura impossibile nella vita normale – come ci è raccontata dagli Atti degli apostoli.

Per questo la mia proposta è quella di ricordarsi della propria parrocchia e offrire in sostituzione delle mancate offerte delle Messe, ognuno troverà il modo migliore per farlo.

Sosteniamo le nostre comunità parrocchiali anche sotto il profilo economico perché la pandemia non le metta anch'esse in difficoltà.

Sottoscriviamo questa proposta di Giulio Boscagli che stimiamo utilissima e concreta oltre che di semplice realizzazione. La Chiesa e la Caritas si stanno dimostrando, ancora una volta, realtà attente a chi, anche nella sofferenza, paga il tributo più alto: indigenti e senza tetto.

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