Sondrio , 02 novembre 2017   |  

Da don Christian Bricola una riflessione sulla commemorazione dei defunti

La perdita di una persona cara è un dolore che ognuno di noi affronta in maniera diversa, recarsi ai cimiteri per portare un fiore o recitare una preghiera per i nostri cari è un rituale antico quanto il mondo

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Don Christian Bricola - Arciprete di Sondrio

Pubblichiamo oggi, con un giorno di ritardo rispetto al previsto (e di cui ci scusiamo con i lettori), alcune semplici, ma sentite parole, che l'arciprete di Sondrio, don Christian Bricola, ha gentilmente scritto per la redazione di Valtellinanews e  per i suoi lettori per aiutarci a comprendere il significato di un giorno in cui onoriamo i nostri morti.

«Il due Novembre, giorno della commemorazione dei nostri cari defunti, siamo tutti invitati a fermarci un attimo. Solitamente corriamo sempre e riempiamo la nostra vita di tante attività, forse troppe. Oggi, invece, ci fermiamo e stando in silenzio lasciamo emergere i sentimenti che sono nel profondo del nostro cuore: solitudine perché i nostri cari ci mancano, paura perché non abbiamo ancora capito il senso del dolore e della sofferenza, sensi di colpa per quello che abbiamo o non abbiamo fatto con le persone che adesso non ci sono più, fragilità perché la nostra fede traballa. Oggi ci fermiamo e mettiamo nelle mani del Signore il nostro cuore ferito e piangente, senza vergognarsi di essere umani. Certi, però, che proprio dalle ferite del nostro cuore, che diventano delle feritoie, potrà entrare l’Amore Misericordioso di Dio che ci porterà un po’ di consolazione. I nostri cari hanno bisogno di riposare in pace ma anche noi abbiamo bisogno di vivere in pace e quindi chiediamo al Signore di attraversare il nostro dolore per donarci la sua consolazione». (Don Christian Bricola - Arciprete di Sondrio)

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