Milano, 04 agosto 2017   |  

Assessore Regione Lombardia, Bordonali: "chiudere la moschea abusiva"

Da oltre tre anni, infatti, un magazzino di circa 500 mq di categoria catastale C/2 (magazzini e locali di deposito), prima affittato da un'associazione culturale, è stato adibito a luogo di culto senza il minimo rispetto per la sicurezza di chi lo frequenta

moschea2

Non usa giri di parole l'assessore regionale alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione, Simona Bordonali, al termine del sopralluogo che ha effettuato con il vice presidente del Consiglio regionale, Fabrizio Cecchetti e l'europarlamentare, Matteo Salvini, in via Cavalcanti, 8 a Milano dove, all'interno di un locale sotterraneo, e' stata ricavata una moschea abusiva. 

Da oltre tre anni, infatti, un magazzino di circa 500 mq di categoria catastale C/2 (magazzini e locali di deposito), prima affittato da un'associazione culturale, è stato adibito a luogo di culto senza il minimo rispetto per la sicurezza di chi lo frequenta e di chi abita nel palazzo. Non sono neanche state rispettate tutte le prescrizioni igienico-sanitarie. Allo stesso tempo le vie di fuga in caso di incendio sono troppo strette rispetto al numero delle persone che qui convergono.

"Siamo stati contattati più volte dai cittadini e avevo già denunciato questa situazione in più occasioni, ma nulla è cambiato. Anche il sindaco Sala aveva promesso di intervenire e non lo ha ancora fatto. Ora non ha più scuse. Basta una semplice un'ordinanza perché, come primo cittadino, e' responsabile della sicurezza. Se non e' in grado di farlo, può sottoporre la questione al Tavolo 'Ordine e sicurezza' della Prefettura, ma non mi sembra abbia fatto neppure questo.  Come se non bastasse anche le norme regionali vanno incontro ai sindaci che si trovano a dover affrontare situazioni simili. Abbiamo approvato una nuova circolare che equipara i centri culturali islamici alle moschee e li sottopone quindi ai paletti introdotti dalla Legge 2/2015 sui luoghi di culto. Un vincolo riservato a quei centri che nel loro statuto prevedono finalità religiose o, di fatto, svolgono regolarmente funzioni di luogo di preghiera".

Le nuove regole valgono per i centri culturali nati dopo l'entrata in vigore delle norme. Per quelli esistenti già prima, la possibilità di svolgere attività legate al culto e' vincolata alla destinazione d'uso dell'edificio che ne ospita la sede, che può essere concessa solo come conseguenza di una modifica dei Pgt (Piano di Governo del Territorio) , i Piani di governo del territorio, per inserire l'area nel Piano delle attrezzature religiose.

"Questo Testo risponde all'esigenza dei sindaci di avere più chiarezza nelle regole su quei centri culturali islamici che, a detta dei sindaci stessi, sono di fatto delle moschee. Le possibilità per intervenire  ci sono e sono tante. Ora quindi bisogna smetterla di perdere tempo e intervenire prima che sia troppo tardi".

Appuntamenti

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

12 Dicembre 1901 Guglielmo Marconi riceve il primo segnale radio transoceanico.

Social

newFB newTwitter