Sondrio, 30 dicembre 2017   |  

Bilanci, emolumenti, internet. Le nuove regole per il no profit

In Italia operano 336mila associazioni. Una grande realtà ora più professionale

noprofit

Sono arrivati gli importanti chiarimenti del Ministero del Lavoro su parte della riforma del grande mondo del no-profit. Riguardano le Organizzazioni di volontariato (Odv) e le Associazioni di promozione sociale (Aps) per i quali sono già operativi i registri nazionali e/o locali, mentre per le Onlus ci sarà un "secondo tempo" più avanti.
Crescono gli obblighi di trasparenza per il terzo settore. A cominciare dall’obbligo del bilancio d’esercizio, che scatta anche senza la modulistica, ancora da definire. La circolare del ministero del Lavoro è stata inviata a tutti gli assessorati al Welfare e alle Politiche sociali delle Regioni, ammette "l’eterogeneità dei documenti contabili".

Questo però non esonera dal redigere il documento contabile, differente per dimensione dei soggetti: in caso di entrate inferiori a 220mila euro potrà bastare un prospetto più snello e meno articolato (il rendiconto finanziario per cassa); oltre quella soglia, invece, sarà invece necessario il bilancio di esercizio “vero e proprio” costituito da stato patrimoniale, dal rendiconto finanziario, con indicazione, dei proventi e degli oneri, dell'ente, e dalla relazione di missione che illustra le poste di bilancio, l’andamento economico e finanziario e le modalità di perseguimento delle finalità statutarie.

In attesa della modulistica e del registro Unico di tutti gli operatori no-profit (cui è vincolata la definizione di Enti del Terzo settore-Ets) si preparano altre importanti novità che daranno, insieme a qualche obbligo più burocratico, un futuro più verificabile a tutto il settore. Gli enti con entrate superiori a 100mila euro annui - prevede la circolare - saranno tenuti a pubblicare su internet gli emolumenti attribuiti ad amministratori, componenti degli organi di controllo, dirigenti ed associati. L’obbligo vale dall'esercizio 2018 e quindi verrà riportato nel 2019.

Ad agosto era entrato in vigore il Codice di settore, entro l'agosto 2018 il Registro unico. E' una fase quindi transitoria con competenze centrali e altre regionali.

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