Chiavenna, 25 maggio 2019   |  
Cronaca   |  Chiesa

Chiavennaschi in preghiera al santuario di Gallivaggio

di Alberto Comuzzi

Martedì 29 Maggio, ad un anno dalla frana, due gruppi in processione si incontreranno nei pressi del luogo di culto mariano caro a milioni di fedeli.

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Don Andrea Caelli, parroco di Chiavenna

Il 29 Maggio 2018, attorno alle 16.30, una devastante frana si abbatteva su un pezzo della strada statale 36 dello Spluga nel territorio comunale di San Giacomo Filippo, tra Castagneto e Lirone. L'abbondanza di detriti che si erano riversati sulla carreggiata impediranno a lungo il passaggio verso gli alpeggi della Valle Spluga e della Val di Lei, costringendo i malgari a trovare una viabilità alternativa.

Anche i frammenti di roccia che avevano colpito il santuario di Gallivaggio dedicato a Maria Madre della Misericordia, in un primo momento non sembravano avere causato danni significativi. Oggi, ad un anno da quell'evento spaventoso, c'è chi si interroga ancora sul perché il Santuario, che si trovava sulla direttrice della frana, non sia andato completamente distrutto.

Casualità o miracolo? Lasciando al lettore l'onere della risposta, il fatto oggettivo e certo è che il Santuario, pur con evidenti danni, è ancora lì, intatto e solenne, quasi a rimarcare il compito assegnatoli da milioni di credenti che, nel corso di oltre quattro secoli, lo hanno visitato. Il compito cioè di essere un luogo di preghiera, di invocazione di quell'aiuto materno che solo la Madre di Dio sa dare a chi a Lei si affida, di silenzio, di pace e di ristoro per anime assillate dalle inquietudini di una società sempre più frenetica.

Dice don Andrea Caelli, parroco di Chiavenna: «Ad un anno di distanza da quel tremendo smottamento franoso, mercoledì 29 Maggio, l'intera comunità valchiavennasca rinnoverà con un'orante processione la devozione a Maria Madre delle Misericordia.

La statua della Vergine, che è conservata temporaneamente nella chiesa parrocchiale di Chiavenna, è meta incessante di pellegrinaggio così come è stata quando era conservata nel santuario di Gallivaggio».

Due gruppi di fedeli si muoveranno alle ore 20 da due luoghi distinti: uno che raccoglierà devoti nell'Alta Valle (Madesimo, Campodolcino, Fraciscio, Isola, Pianazzo) ed un altro nella Bassa (Mese, Gordona, San Giacomo Filippo e la Bregaglia italiana).

Durante il cammino i fedeli reciteranno il Rosario e attorno alle 20.30 in uno spiazzo all'esterno del santuario (che non è ancora agibile) parteciperanno alla Concelebrazione eucaristica presieduta dal vicario episcopale, don Corrado Necchi.

«Purtroppo i tempi per i lavori di restauro del Santuario si prevedono molto lunghi», chiosa don Andrea, «ma l'aspetto confortante è che, nonostante la precarietà della situazione, la devozione a Maria Madre della Misericordia non sia stata minimamente scalfita, anzi, sembra addirittura aumentata, a giudicare dal numero crescente di fedeli che sostano in preghiera davanti alla sua statua».

 

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