Sondrio, 17 giugno 2020   |  

Chiesa, casa comune

di Gabriella Stucchi

Dal Sinodo per l’Amazzonia una parola profetica

Chiesa casa comune

Nell’Introduzione l’autore, Serena Noceti, docente di Teologia sistematica all’Istituto Superiore di Scienze Religiose della Toscana, espone il suo obiettivo: attraverso la lettura dei documenti pontifici sull’Amazzonia e gli incontri effettuati, proporre una visione di “Chiesa dal volto amazzonico”.

Parte dal principio della “sinodalità” proposto da papa Francesco fin dall’inizio del suo pontificato per permettere un più ampio coinvolgimento di tutti i battezzati e favorire un riconoscimento del “senso della fede” nella prospettiva della Lumen Gentium (12). Così tutti sono inseriti, nella valorizzazione di carismi, competenze e ministeri. Con il Sinodo speciale sul tema “Amazzonia: nuovi cammini per la Chiesa e per un’ecologia integrale” (15 ottobre 2017) si sottolinea la “fase di ascolto” che si è stabilita con la consultazione del popolo di Dio nelle chiese locali sulle varie problematiche. Si sono poi realizzati incontri zonali, convegni internazionali, raccogliendo e sintetizzando i contributi di riflessione, realizzando una mappatura dei problemi e delle risorse presenti, grazie all’esperienza di dialogo e corresponsabilità.

Il “Documento finale” del Sinodo di vescovi del 2019 ha evidenziato l’esperienza di “comunione episcopale”, accogliendo prospettive e indicazioni anche da quanti venivano da altri continenti. La pubblicazione dell”’Esortazione post-Sinodale” ha portato alla nomina di un Consiglio post-Sinodale con il compito di guidare e animare il processo per “trasformare la realtà dell’Amazzonia e liberarla dai mali che l’affliggono”.

L’esortazione post-sinodale di papa Francesco dal titolo “Querida Amazonia” del 12 febbraio 2020 presenta quattro “sogni”: sociale, culturale, ecologico, ecclesiale, in cui il papa sottolinea la necessità di essere chiesa mettendo in pratica lo spirito sinodale.

Questo, rileva l’autore del libro, “fa maturare una cultura del dialogo, dell’ascolto, della compartecipazione responsabile di tutti..., in ascolto della Parola di Dio e nella lettura dei segni dei tempi”.....”Il Sinodo per l’Amazzonia è segno di speranza per l’umanità intera”.

L’autore traccia un quadro della Chiesa amazzonica, con un territorio vastissimo (quasi 8 milioni di Km. quadrati) in cui vivono 34 milioni di abitanti; 9 nazioni con lingue e tradizioni differenti. Un mondo plurietnico, pluriculturale e plurireligioso. In questo contesto la Chiesa amazzonica si sviluppa intorno al binomio “inculturazione e interculturalità” nell’ascolto delle comunità tradizionali, riconoscendo come primi protagonisti le popolazioni originarie.

L’inculturazione della fede richiede un rinnovato annuncio del Vangelo nei contesti socio-culturali, nelle diverse lingue, così che la liturgia e la pietà popolare siano adattate, come pure l’organizzazione ecclesiale. Papa Francesco esorta la Chiesa a superare la “forma europea“ di espressione della fede cristiana, per rigenerarsi nelle e per le diverse culture. Così tutti i settori di attività pastorale e di vita della Chiesa vengono “riplasmati” nel processo di inculturazione: in primo luogo l’evangelizzazione, la comunicazione della fede, la catechesi. La fede va ripensata a partire dalle esperienze spirituali già presenti nella cultura. Nelle celebrazioni liturgiche vanno inseriti canti, danze, musiche, ornamenti che riflettano la vita quotidiana dei popoli.

Anche le forme organizzative devono rispecchiare la realtà sociale, dando spazio ai laici; la nuova evangelizzazione implica dinamiche di interculturalità, rispettando le diverse culture presenti e aprendosi al dialogo: questa è la “Chiesa missionaria”. L’autore avverte che la Chiesa dell’Amazzonia, in Sinodo, parla alla Chiesa universale e sollecita a un cambiamento.

Nel II Capitolo “Chiesa e casa comune” l’autore evidenzia che Francesco sollecita i credenti a indirizzare gli sguardi all’Amazzonia per recuperare valori e senso dell’umano. Infatti in essa c’è un alto senso di comunità, di uguaglianza e di solidarietà, di fraternità e corresponsabilità per il bene comune; si vive in comunione e armonia con le altre persone, con la natura e gli altri esseri viventi, con Dio, con se stessi. Inoltre è alto il senso dell’ecologia integrale (cfr. “Laudato si’”), con l’esercizio della cura della natura unito alla giustizia per i più poveri della terra. Dall’Amazzonia viene una parola di vita e sulla vita per tutta la famiglia umana.

D’altra parte però dall’Amazzonia (terra dalle immense ricchezze naturali) sale un grido contro la minaccia che viene dallo sfruttamento dell’ambiente e la sistematica violazione dei diritti umani e dei popoli, sfruttati e impoveriti, a causa di diseguaglianze economiche e ingiustizia sociale. Tutta la Chiesa è chiamata ad ascoltare il grido che sale dall’Amazzonia per la difesa della vita e del territorio, sollecitando governanti ad assumere con onestà la responsabilità di sviluppo e di promozione umana.

Nel III capitolo “Edificare insieme la Chiesa” l’autore si sofferma in primo luogo sul fatto che la vita ecclesiale in Amazzonia è ricca di attività pastorali, ma sono centinaia di migliaia i cristiani che ogni domenica sono privi del momento centrale, la S. Messa. Per questo i vescovi, pur ribadendo il valore del celibato per la chiesa latina, hanno posto la richiesta che alla ministerialità laicale possa essere garantito il ministero della celebrazione eucaristica.

Occorre perciò “valutare e ripensare i ministeri che oggi sono necessari per rispondere agli obiettivi di una Chiesa con il volto indigeno”, in primo luogo attraverso la lettura della realtà: dai bisogni, dalla prassi, dalle risorse presenti nelle Chiese locali. Essendo limitato il numero di presbiteri, occorre il contributo di laici e laiche; religiosi e religiose, con riconoscimento delle donne. In alcuni casi si verifica che ruoli di autorità sono assunti a rotazione: ogni domenica una liturgia animata
da laici/laiche che possano indicare al Vescovo uno o più dei suoi membri, celibi o anche sposati, adeguatamente formati, perché possano essere ordinati presbiteri, impegnati nell’annuncio e nel servizio pastorale e sociale.

I vescovi hanno poi indicato alcuni nuovi ministeri laicali: per la cura della casa comune e per la promozione dell’ecologia integrale, per la cura pastorale di chi migra in città, per l’inculturazione della fede. Inoltre la richiesta di dare riconoscimento ufficiale ad animatori/animatrici e coordinatori/coordinatrici di comunità. Per le donne si chiede creazione di un “ministero istituito” di “dirigente della comunità”; poi “équipe missionarie itineranti” composte di religiosi e laici che visitano le comunità per le celebrazioni sacramentali. Il papa ha risposto alla richiesta di “fare dei laici attori privilegiati” della missione ecclesiale, sollecitando lo sviluppo di adeguati percorsi formativi per i laici, con opportuno mandato. In assenza di sacerdoti nella comunità, l’esercizio della cura pastorale può essere affidato a una persona non investita del carattere sacerdotale. Si è valorizzato il ruolo dei diaconi permanenti.

I dibattiti sono aperti. L’autore insiste in maniera molto forte sulla necessità di “promuovere la dignità e l’uguaglianza della donna nella sfera pubblica, privata ed ecclesiale, assicurando canali di partecipazione, combattendo la violenza fisica”, impegnandosi a “lottare per i diritti e per superare ogni stereotipo”. Nelle chiese in Amazzonia il contributo delle donne è essenziale in ogni ambito, anche inviate dal vescovo per coordinare e guidare la vita pastorale di comunità disperse in territori vastissimi. Il papa stesso ha elogiato questo contributo.

I padri sinodali hanno chiesto che possano essere conferiti anche alle donne i ministeri del lettorato e dell’accolitato. Poi hanno chiesto la creazione di un “nuovo ministero istituito della ‘donna dirigente di comunità’”. Molti vescovi si sono espressi a favore dell’ordinazione di donne diacono permanente, stabilendo una complementarietà tra i sessi.

Il Sinodo per l’Amazzonia va compreso nel cammino della Chiesa che si apre allo Spirito per tracciare “nuovi cammini”. Direttrici da percorrere per tutte le chiese locali: ascoltare e accogliere il Vangelo nella specificità delle culture, del territorio, delle tradizioni ecclesiali, riplasmare la liturgia e organizzazione ecclesiale, per realizzare efficacemente la missione nel mondo. Il cammino non è finito e chiede coinvolgimento e operosità nel curare la “casa comune” del creato e della Chiesa.

Il libro fa riflettere sui problemi ecclesiali e sociali esistenti in alcune aree svantaggiate, che però coinvolgono tutti i cristiani.

Serena Noceti “Chiesa, casa comune” – EDB – euro 13.50

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