Sondrio , 04 gennaio 2017   |  

Cie, Bordonali: in Lombardia ne serve più di uno

Centro di identificazione ed espulsione sono luoghi necessari da istituire per procedere con le espulsioni

Espulsione immigrati

"Dispiace notare come molti esponenti del partito del ministro degli Interni facciano muro contro la sua proposta di riaprire i Cie. Noi invece rilanciamo e chiediamo al ministro di aprirne più di uno in Lombardia". L'assessore regionale alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione Simona Bordonali, interviene così in merito alla proposta di riaprire i centri di identificazione ed espulsione.

"I Cie (Centri di identificazione ed espulsione)  sono luoghi necessari da istituire per procedere con le espulsioni - continua l'assessore - diversamente dai centri d'accoglienza dove vengono ospitati e mantenuti tutti i richiedenti asilo a prescindere dal fatto che siano profughi, solo il 5 per cento, oppure clandestini, come nella stragrande maggioranza dei casi".

La Lombardia con 23.000 richiedenti asilo è il territorio più flagellato dal problema dell'immigrazione. "Abbiamo anche altre migliaia di clandestini che bivaccano in stazione a Milano e nelle zone al confine con la Svizzera. Abbiamo la necessità di espellere e rimpatriare decine di migliaia di persone. Sull'ubicazione di questi centri siamo disposti a collaborare - conclude Bordonali - ma le città di Como, Milano, Brescia e Monza sono le realtà più problematiche".

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