Sondrio , 22 gennaio 2018   |  

Il Papa in Cile e Perù: alcuni momenti di questo viaggio

Il 22esimo viaggio apostolico di Papa Francesco è giunto così al termine. La prima vista con gli indios, la difesa dei bambini come tesoro prezioso, la celebrazione di un matrimonio durante il volo e tanti altri sono gli episodi che hanno caraterizzato la visita in Perù e Cile.

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Riproponiamo alcuni momenti salienti del viaggio di Papa Francesco in Cile e Perù, l'articolo è tratto da "Il Nuovo Torrazzo" che ringraziamo per la gentile riproduzione.

Visita alla tomba di Mons. Enrique Alvear Urrutia, Vescovo dei poveri 

Durante la prima giornata il Pontefice ha compiuto una breve sosta alla parrocchia San Luis Beltrán di Pudahuel. Uno dei primi ‘fuori programma’ del viaggio.Qui si è raccolto in preghiera sulla tomba di mons. Enrique Alvear Urrutia, uno dei vescovi più amati e ricordati dal popolo cileno, che lo denominò ‘vescovo dei poveri‘. Poi Francesco si è intrattenuto con il parroco ed è stato acclamato dalla folla festante che lo salutava con fazzoletti colorati.

Il Pontefice ha affermato l’importanza di far crescere una cultura che sappia prendersi cura della terra, un tema a lui molto caro. A tale scopo egli ha affermato che gli uomini non devono accontentarsi solo di offrire risposte specifiche ai gravi problemi ecologici e ambientali che si presentano. Occorre uno sguardo diverso, un pensiero, una politica, un programma educativo, uno stile di vita e una spiritualità che diano forma ad una resistenza di fronte all’avanzare del paradigma tecnocratico. “Non c’è vero sviluppo in un popolo che volta le spalle alla terra e a quello – quelli che la circondano”. Bisogna acquisire un’atteggiamento sapienziale di fronte al futuro.

La denuncia: scarsi tentativi di reinserire i detenuti nella vita quotidiana
«Tutti sappiamo che molte volte, purtroppo, la pena del carcere si riduce soprattutto a un castigo, senza offrire strumenti adeguati per attivare processi». Lo ha denunciato il Papa, durante la sua visita al carcere femminile di Santiago dove sottolineato l’obbligo della società di reinserire i detenuti. Gli spazi che promuovono programmi di apprendistato lavorativo e di accompagnamento per ricomporre legami, rotti durante la detenzione, sono segno di speranza e di futuro. Però sono ancora pochi. Bisogna che tutti si impegnino a farli crescere. «La sicurezza pubblica non va ridotta solo a misure di maggior controllo ma soprattutto va costruita con misure di prevenzione, lavoro, educazione e più vita comunitaria». Questa la ricetta offerta da Francesco. Per lui la vita fiorisce, riesce ad offrirci la sua più grande bellezza quando riusciamo a lavorare insieme gli uni con gli altri per far sì che la vita vinca.

No alla violenza e divisione. Bisogna cercare un dialogo continuo 

"No alla violenza che distrugge” lo ha affermato il Pontefice durante la messa presso l’aerodromo di Maquehue. Per lui sono due le forme di violenza che minacciano la riconciliazione e l’unità. Gli accordi che non si concretizzano, questa è anch’essa violenza perché la speranza viene frustata. Non bisogna sostenere una cultura del mutuo riconoscimento, costruita su violenza e distruzione, perchè così si chiede il prezzo di vite umane. Non si può neppure chiedere il riconoscimento annientando l’altro. In questo modo si produce maggiore violenza e divisione. “La violenza chiama violenza, la distruzione aumenta la frattura e la separazione. La violenza finisce per rendere falsa la causa più giusta”. La via da percorrere è quella della “nonviolenza come stile di una politica di pace”, dove esiste un dialogo continuo per l’unità.

Matrimonio celebrato durante il volo
Durante il volo Latam 1252b da Santiago del Cile a Iquique, il Pontefice ha unito in matrimonio una hostess e uno steward della compagnia aerea. I neo sposi sono: Paula Podestà Ruiz, 39 anni, e Carlos Cuffando Elorriaga, 41. I due, già uniti civilmente, avevano in programma di sposarsi in Chiesa, ma a causa del terremoto del 2010 e per altri impedimenti, sono stati costretti a rimandare le nozze. “E’ una gioia immensa essere sposati dal Papa su un aereo: non c’è niente di più bello per una coppia che si ama”, ha dichiarato Carlos. “E’ avvenuto tutto in modo spontaneo, non c’era niente di preparato. Il Papa ha ascoltato la nostra storia e ha deciso di celebrare le nozze”, ha aggiunto. I testimoni sono stati il card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, e Ignazio Cueto, proprietario della Compagnia aerea Latam. Non poteva mancare, naturalmente, il bacio di rito, salutato dagli applausi. “Il sacramento del matrimonio è qualcosa che manca, oggi. Spero che questo atto possa ispirare altre coppie”, ha commentato il Papa.

Bambini: tesoro prezioso per tutti
Il Papa ha fatto visita anche ai piccoli ospiti dell’Hogar Principito: una casa che accoglie circa 40 minori, provenienti da orfanatrofi, famiglie a rischio, vittime di violenza fisica, sessuale o psicologica. “Voi, senza alcun dubbio, siete il tesoro più prezioso di cui dobbiamo prenderci cura”, ha detto, “perdonate le volte in cui noi grandi non lo facciamo o non vi diamo l’importanza che meritate. Il vostro sguardo, la vostra vita esigono sempre un maggiore impegno e lavoro per non diventare ciechi o indifferenti davanti a tanti altri bambini che soffrono e si trovano in necessità. So che alcuni di voi a volte sono tristi durante la notte. So che avete nostalgia del papà o della mamma che non c’è, e so anche che ci sono ferite che fanno molto male. Voglio ringraziarvi per la vostra testimonianza. Grazie perché siete luce di speranza per tutti noi. Sono contento di vedere che avete una casa dove siete accolti, dove con affetto e amicizia vi aiutano a scoprire che Dio vi tende la mano e vi mette dei sogni nel cuore”.

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