Sondrio, 12 marzo 2017   |  
Opinioni   |  Salute

Come mai tanti valtellinesi finiscono all'ospedale di Gravedona?

Un lettore segnala il caso, uno dei tanti ormai, di un residente che viene ricoverato altrove e non in uno dei quattro nosocomi attivi in provincia: Sondrio, Sondalo, Morbegno o Chiavenna.

Areu

Elicottero per trasporto urgente di pazienti

Luigi Mescia, sondriese già impegnato in attività sindacali e politiche in Valtellina, ci ha inviato questa lettera con preghiera di divulgazione. Poiché descrive un fatto circostanziato che segnalerebbe una tendenza in atto, quella di ricoverare valtellinesi bisognosi di cure non in ospedali della Provincia, ma altrove, accogliamo volentieri la sua richiesta. Va dato atto a Luigi Mescia di avere interpretato un'opinione piuttosto diffusa in Valtellina e in Valchiavenna secondo la quale sarebbe in atto appunto un progetto di progressivo smantellamento della sanità di montagna svuotando di competenze e di servizi gli ospedali del territorio a beneficio di altri fuori provincia. Il fatto denunciato sarebbe avvenuto a Berbenno di Valtellina lo scorso 28 Febbraio.

Un operaio, F. N. di Caspoggio, mentre era al lavoro in un’azienda di Berbenno, è stato colpito da un malore e i mezzi dell’Areu lo hanno portato a Gravedona.

Non si comprende come non sia stato portato al Pronto soccorso più vicino, a Sondrio che da Berbenno dista circa 8 Km, in alternativa poteva essere portato a Sondalo che da Berbenno dista circa 58 Km.

Lo stesso operaio e la sua famiglia risiedono a Caspoggio e sarebbe potuto essere meno dispendioso da parte loro assistere il congiunto, che invece è stato trasportato a Gravedona.

Ciò che preoccupa ancora di più sono i motivi per i quali Areu abbia preferito trasportare un residente in Valtellina presso un ospedale privato, piuttosto che negli ospedali pubblici valtellinesi.

Non è la prima volta che succedono queste cose.

Che fine vuol raggiungere Areu?

Certo, non è né mia né Vs. competenza entrare nel merito di tali scelte.

Lo potrebbe fare qualcuno che a ciò è istituzionalmente preposto.

In passato, già più volte ho preso posizione contro il trasferimento fuori provincia di pazienti affetti da politraumi
che potrebbero essere trasportati a Sondalo e a Sondrio e, per i casi meno gravi, a Chiavenna.
Gli ospedali provinciali garantiscono 24/24 prestazioni di laboratorio, analisi chimico-cliniche e batteriologiche, del servizio immunotrasfusionale e di diagnostica per immagini, incluse TAC e RMN e, in particolare a Sondalo, si può contare su una “organizzazione interna per processi” che consente il trattamento endovascolare della patologia traumatica emorragica/ischemica con una equipe in cui radiologo, neurochirurgico, chirurgo vascolare, neurologo, rianimatore, urologo e gastroenterologo possano integrare le proprie competenze e conoscenze, ovviando, in tal modo, alle eccezioni di quanti giustificano il trasporto fuori provincia in quanto non presente la radiologia interventistica.

Non necessita nessun ampliamento di organico, occorre solo che gli specialisti presenti in ospedale, quando necessario, si possano supportare a seconda delle esigenze.

Ciò vale anche per i soggetti colpiti da infarti o ischemia cerebrale che possono essere trattati a Sondalo e a Chiavenna con l’utilizzo della Trombolisi, invece di trasferirli a Sondrio (a volte anche fuori provincia) dove è sì presente una S. S. di Emodinamica (giova ricordare, in base alle linee guida, che i pazienti trattati in servizi di Emodinamica eventualmente soggetti a complicazioni dovrebbero essere trasferiti nell’arco di 20 minuti in una struttura di cardiochirurgia, ciò non possibile per Sondrio, né utilizzando l’elicottero o l’ambulanza, per la distanza e le precarie situazioni di viabilità che può comportare anche la perdita di ore preziose per i pazienti).

Si evidenzia che nella fase dell’emergenza extraospedaliera, la centrale operativa 118 dovrà operare secondo protocolli che in base alla tipologia e severità del trauma, garantiscano il soccorso, la stabilizzazione ed il trasporto del paziente verso il presidio ospedaliero più idoneo e appropriato.
Nella scelta del presidio ospedaliero deve essere accuratamente valutato il rapporto rischio-beneficio derivante dal trasporto ed andranno privilegiati i presidi ospedalieri sede di DEA e EAS nei casi di sospette mielolesioni e/o cerebro lesioni.

Grazie per l’attenzione e per lo spazio che darete a queste mie riflessioni.

Luigi Mescia

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