Sondrio , 02 agosto 2019   |  

Confindustria Lecco e Sondrio primo semestre 2019 timida ripresa

Presentati i dati dell’Osservatorio Congiunturale di Confindustria Lecco e Sondrio sul primo semestre 2019 delineano un quadro caratterizzato da dinamiche tendenziali negative

confindustria sondrio

I dati dell’Osservatorio Congiunturale sul primo semestre 2019, realizzato dai Centro Studi di Confindustria Lecco e Sondrio e Confindustria Como, delineano un quadro caratterizzato da dinamiche tendenziali negative e variazioni congiunturali positive, anche se di entità contenuta.

Gli indicatori associati a domanda, attività produttiva e fatturato mostrano un incremento medio dell’1,1% rispetto a quanto rilevato tra luglio e dicembre dello scorso anno, quando era stata però registrata una decelerazione media del 3,6%. La performance congiunturale è migliore per ordini e produzione (+1,6% per entrambi) mentre si rivela sottotono esaminando il fatturato (+0,3%).
Sul versante tendenziale si riscontra invece un rallentamento rispetto al semestre gennaio-giugno 2018 che, per i tre indicatori, si attesta mediamente all’1,3%. Anche in questo caso, ordini e produzione risultano meno penalizzati (rispettivamente -0,4% e -1,2%) mentre per le vendite il rallentamento risulta più accentuato (-2,2%).

Le aspettative per il semestre luglio-dicembre 2019 sono coerenti con le dinamiche rilevate congiunturalmente nella prima metà dell’anno, nonostante si attestino a valori più modesti; in media, la variazione attesa per i tre indicatori è di poco inferiore al punto percentuale (+0,96%). 

La domanda delle imprese lecchesi, sondriesi e comasche evidenzia variazioni contenute, che assumono segni differenziati in base all’orizzonte temporale esaminato. A livello congiunturale il confronto con la seconda metà dello scorso anno, per la quale nella precedente edizione dell’Osservatorio era stato rilevato un rallentamento di circa cinque punti percentuali (-4,9%) rispetto al semestre gennaio-giugno 2018, mostra un incremento dell’1,6%. Il dato si rivela inferiore alle previsioni formulate ad inizio anno (+2,6%) e non sufficiente a recuperare la decelerazione che ha caratterizzato i mesi finali del 2018. Il raffronto con il corrispondente semestre dello scorso anno rivela invece una diminuzione tendenziale dello 0,4%. All’interno del campione si registrano caratteristiche di stagionalità che interessano la domanda o una parte di essa; l’incidenza del fenomeno riguarda quattro imprese su dieci (40,2%). Timide le previsioni formulate per la seconda metà del 2019; la variazione indicata dalle realtà del campione si attesta in media a +0,7%.

Lo scenario esaminato a livello generale trova conferme anche considerando le sole realtà di Lecco e di Sondrio. Le variazioni assunte dalla domanda sono infatti contenute: si registra un incremento del +0,4% sul versante tendenziale mentre un +2% rispetto ai livelli del secondo semestre 2018 (quando era stata rilevata una diminuzione del -4,3% nei confronti del periodo gennaio-giugno). Le aspettative per l’andamento degli ordini nel periodo Luglio-Dicembre 2019 risultano modeste e al di sotto del punto percentuale (+0,9%).

 

Attività produttiva

L’indicatore associato alla produzione delle imprese dei tre territori segue sostanzialmente quanto esaminato per la domanda e registra, da un lato, un rallentamento tendenziale e, dall’altro, un miglioramento, seppur contenuto, a livello congiunturale. Il confronto con il semestre Luglio-Dicembre 2018 evidenzia un incremento del +1,6% che non soddisfa le previsioni espresse in occasione della precedente edizione dell’Osservatorio (+3%) e, allo stesso tempo, non è sufficiente a colmare il gap determinato dal rallentamento degli ultimi mesi dello scorso anno (-3,9% rispetto alla prima metà del 2018).

Il dato tendenziale misurato rispetto al semestre gennaio-giugno 2018 si attesta invece a -1,2%.

I giudizi espressi riguardo l’andamento dell’attività produttiva nella seconda metà dell’anno in corso indicano una variazione contenuta, che si attesta in media a +1,3%. La capacità produttiva mediamente impiegata durante i primi sei mesi dell’anno conferma sostanzialmente quanto esaminato nella precedente edizione dell’Osservatorio (75,2%), attestandosi ad una quota del 74,6%. All’interno del campione continuano a rilevarsi differenze che sono riconducibili sia alla dimensione, sia al settore di appartenenza. Considerando le imprese in base alla grandezza, le realtà con oltre 50 occupati segnalano un maggior tasso di utilizzo (79,4%) rispetto a quelle di dimensioni minori (71,2%). Focalizzando invece l’analisi sul settore di attività, si rileva un tasso medio di utilizzo pari al 72,8% per le realtà metalmeccaniche, al 71,8% per le tessili mentre del 79% per quelle degli altri settori. Il contributo della produzione non realizzata internamente ma affidata in outsourcing risulta pari al 6,5%; nella scelta del soggetti con cui collaborare, le aziende del campione indicano di preferire realtà italiane (5,9%) rispetto a quelle estere (0,6%). Il quadro per le aziende lecchesi e sondriesi è sostanzialmente sovrapponibile a quello generale. Si registra infatti un aumento congiunturale (+2,3%) a fronte di una diminuzione tendenziale (-0,8%). Anche in questo caso la variazione positiva misurata rispetto ai livelli del secondo semestre 2018 risulta inferiore alla diminuzione rilevata a fine anno (-3,6% del periodo luglio-dicembre rispetto al semestre gennaio-giugno 2018). Le previsioni formulate per il secondo semestre dell’anno si confermano positive ma, allo stesso tempo, si attestano su entità limitata (+1,2%). Il grado medio di utilizzo degli impianti di produzione nei primi sei mesi del 2019 si attesta a quota 73,8%, mentre la produzione gestita tramite il ricorso alla subfornitura contribuisce per un’ulteriore quota del 6,5%, di cui la componente più rilevante (6%) deriva da soggetti nazionali.

 

Fatturato
Tra i tre indicatori esaminati, quello associato al fatturato mostra le performance meno positive per le imprese di Lecco, Sondrio e Como globalmente considerate. Il confronto congiunturale mostra una variazione dello 0,3%, dato che disattende le già modeste previsioni formulate in occasione della precedente edizione dell’Osservatorio (+1,3%) e che si rivela insufficiente a pareggiare la diminuzione registrata a fine dello scorso anno (-2,2% di Dicembre rispetto a Giugno 2018). Sul fronte tendenziale si riscontra invece una diminuzione di oltre due punti percentuali (-2,2%). Le aspettative per la seconda metà del 2019 indicano un aumento limitato, coerente con le variazioni ipotizzate per gli indicatori di domanda ed attività produttiva: in media le imprese del campione comunicano di attendesi una crescita del +0,9%. È confermata la forte propensione al commercio internazionale delle realtà dei tre territori, che in media realizzano oltre il 36% del proprio fatturato oltre i confini nazionali.

La struttura geografica dei mercati serviti vede al primo posto i paesi dell’Europa Occidentale (19,6%) a cui è diretta oltre la metà delle esportazioni. Seguono per importanza gli scambi diretti verso l’Est Europa (4,4%), gli Stati Uniti (2,9%), i BRICS (2,5%), l’America Centro-Meridionale (1,9%) e l’Asia Occidentale (1,2%). In Italia viene realizzato il 63,6% del fatturato, mentre la quota generata nelle aree non precedentemente citate si attesta al 4%.

Come esaminato per altri indicatori, all’interno del campione sono identificabili differenze che sono correlate alla dimensione e al settore di attività. Esaminando le aziende dal punto di vista dimensionale, si nota una maggior incidenza della componente estera sul fatturato totale per le imprese oltre 50 occupati, che realizzano circa la metà delle vendite (50,3%) oltre confine, rispetto a quelle più piccole, per le quali l’export determina in media una quota del 26,4% delle vendite totali. 

Distinguendo invece le realtà del campione in base al settore, le esportazioni incidono per il 39,1% del fatturato nel caso delle imprese metalmeccaniche, per il 31,8% nel caso delle imprese tessili e per il 39,8% nel caso delle imprese degli altri settori.

I giudizi che le imprese hanno comunicato riguardo l’andamento del fatturato nella seconda parte del semestre, e più nel dettaglio tra aprile e giugno 2019, indicano uno scenario diversificato a seconda del mercato considerato. A livello domestico l’andamento degli scambi risulta infatti più frenato rispetto a quanto registrato per l’export.

Nel dettaglio, il fatturato italiano è segnalato stabile per il 39,3% del campione, in diminuzione per il 40,2% mentre in aumento per il 20,5%. Per quanto riguarda invece le vendite fuori confine, si registrano andamento stabile per il 43,7% delle aziende, una riduzione per il 34,5% e una crescita per il 21,8%.

 

Per le sole imprese di Lecco e di Sondrio è rilevabile uno scenario dai toni simili.
L’indicatore associato al fatturato registra un rallentamento tendenziale (-2,7%), mentre sul versante congiunturale è comunicata una crescita che si attesta al +1,6%. Quest’ultimo dato, che conferma sostanzialmente le previsioni espresse in occasione della precedente edizione dell’Osservatorio (+1%), non bilancia però la decelerazione registrata nella seconda metà dello scorso anno (-4% rispetto ai primi sei mesi del 2018). Più limitate, invece, le previsioni espresse per la seconda metà dell’anno in corso, che si attestano in media a +0,4%.Le imprese lecchesi e sondriesi confermano la loro marcata propensione  all’internazionalizzazione indicando una quota di export pari al 31,6% del fatturato totale. Anche in questo caso, l’Europa Occidentale rappresenta il principale mercato di riferimento oltre confine, con il 15,9% del fatturato; risultano tuttavia rilevanti  le vendite realizzate nell’Est Europa (4,1%), negli Stati Uniti (2,6%), in America Centro-Meridionale (2,1%). L’analisi dei giudizi espressi in relazione all’andamento del fatturato nel secondo trimestre 2019 evidenzia una maggior diffusione di indicazioni di diminuzione rispetto a quelle di aumento, sia nel caso degli scambi sul mercato domestico, sia per l’export.

 

Scenario occupazionale
L’andamento occupazionale delle imprese dei tre territori mostra una diffusa conservazione dei livelli. In oltre quattro casi su cinque (81,3%) il giudizio formulato dalle realtà del campione è la stabilità a cui si accompagnano indicazioni di aumento per il 14% dei casi e di riduzione per i restanti 4,7%. Le previsioni per la seconda metà dell’anno indicano sostanzialmente il permanere del quadro registrato per il primo semestre: l’80,7% delle imprese del campione comunica stabilità, il 7,6% segnala una crescita mentre l’11,7% una diminuzione. Lo scenario delle realtà lecchesi e sondriesi conferma quanto riscontrato a livello complessivo: nell’81,6% dei casi il giudizio espresso riguardo l’occupazione  è infatti la stabilità, nel 13% l’aumento, mentre nel restante 5,4% la diminuzione. Le previsioni per il semestre luglio-dicembre 2019 si mantengono orientate alla conservazione dell’occupazione (77,6% del campione) ma, con riferimento alle indicazioni di variazione, risulta più ampio, rispetto a quanto esaminato per i tre territori globalmente considerati, il divario tra la quota di imprese che segnalano una possibile diminuzione degli organici (17,3%) e quella delle aziende che segnalano invece un probabile aumento (5,1%).

 

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