Sondrio, 17 novembre 2017   |  
Opinioni   |  Economia

Creval alle corde? Perdono i soci, ma non solo

di Alberto Comuzzi

Anche nell'ultima seduta di Borsa, venerdì 17 Novembre, niente scambi e prezzo ufficiale a 0,86 euro (-25%)

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Non è normale, pur in una Borsa avvezza alle altalene dei prezzi, vedere un titolo perdere in poche settimane più della metà del proprio valore. E non è normale, come è accaduto nelle ultime due sedute della settimana che un titolo resti sostanzialmente sospeso e che segni soltanto prezzi ufficiali a fine seduta.

L'accoglienza di Borsa al maxiaumento di capitale da 700 milioni del Credito Valtellinese è stata pessima, ben oltre le previsioni. Nella seduta odierna il prezzo ufficiale stabilito del titolo è stato di 0,86 euro (- 25 % rispetto a ieri). Giorno dopo giorno sta erodendo risparmi agli azionisti, impoverendoli e aggiungendo le perdite di Borsa ai mancati introiti dei dividendi.

È "solo" un problema della banca, dei suoi azionisti grandi e piccoli, dei dipendenti? No, è un rischio per tutti. C'è poco da ridere, al di là delle simpatie o antipatie per la banca e i suoi vertici. Le autorità Banca d'Italia e Consob stanno litigando fra di loro e qualche rischio di spiacevoli ricadute in valle non è escluso.

Se verranno chiusi ulteriori sportelli verrà meno un soggetto che svolgeva un servizio in molti Comuni, ci sarà meno lavoro per l'indotto. Meno soldi in tasca ai soci del Creval vuol dire meno consumi. Una banca che si restringe assume meno.

Imprenditori locali, ce ne sono tanti e bravissimi, potrebbero ritrovarsi con una banca-partner troppo presa dalla ristrutturazione interna e dai parametri patrimoniali da rispettare per accompagnare gli investimenti e lo sviluppo delle attività economiche.

C'è un'altra banca nella valle - si dirà - , la Banca Popolare di Sondrio che non è coinvolta e non vuole neppure farsi coinvolgere nelle difficoltà della cugina-concorrente, ma non può assumere concentrazione di rischio verso singole imprese locali. La questione è ben chiara ai manager proprio in questi giorni.

I lettori di Valtellinanews (che ringraziamo) stanno seguendo tutto con grande attenzione. Lo vediamo, sono numeri notevolissimi che registriamo ogni volta che pubblichiamo notizie di carattere economico e bancario, specialmente.

A differenza di altri media, le testate online possono leggere e rendere pubblici numeri di lettura dei singoli articoli (precisi fino all'unità). In queste ore potremmo raddoppiare o triplicare facilmente il numero di ingressi al nostro sito ma, pur scrivendo tutto, non ci allineiamo al massacro dei testi e dei titoli, delle vignette o dei facili paragoni calcistici, che qualsiasi lettore attento avrà trovato anche nella cosiddetta “grande stampa”.

Come abbiamo scritto la scorsa settimana, ci sembra utile una svolta visibile. Miro Fiordi, manager dal 2003 e ora presidente, alla vigilia dei suoi 61 anni ha tutti gli elementi per valutare. Serve una svolta che riporti alla normalità non solo la vita borsistica, ma anche la serenità interna della banca.

Speriamo, per tutti gli attori coinvolti, che la ricapitalizzazione vada in porto in modo soddisfacente.

Auspichiamo che clienti e imprenditori, enti locali, terzo settore e fornitori abbiano un interlocutore in piena forma. Per gli azionisti, dipendenti e non dipendenti, non sarà facile – bisogna dirlo con chiarezza – ritrovare il valore perso.

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