Lecco, 08 settembre 2018   |  
Cronaca   |  Chiesa

Delpini: «Il Papa ci tiene uniti»

L'Arcivescovo di Milano durante la Messa Pontificale per la Solennità di Santa Maria Nascente in Duomo, con cui si apre l’anno pastorale, ha tenuto ha ribadire il fondamentale riferimento dei cattolici al Pontefice

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Duomo di MIlano, un momento della Messa pontificale di sabato 8 Settembre.

«Noi vogliamo bene al Papa. E questo si esprime ascoltando la sua voce e leggendo i suoi testi. Noi non dipendiamo dai titoli dei giornali». Lo ha detto questa mattina, interrotto da un lungo applauso, l’Arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, concludendo la Messa Pontificale per la Solennità di Santa Maria Nascente con cui si apre l’anno pastorale

«Noi cattolici non possiamo prescindere dal riferimento al Papa perché questo ci tiene uniti. Ma siccome noi di Milano siamo, per così dire, “migliori degli altri”, volevo pubblicare addirittura un decreto che si intitolasse “La Chiesa di Milano vuole bene a papa Francesco», ha detto mons. Delpini, scherzando con la sua consueta ironia.
«Noi vogliamo bene a papa Francesco - ha precisato Delpini -, perché lui ci vuole bene come ha dimostrato poco più di un anno fa, venendo per una intera giornata a Milano, e chiamandomi a partecipare al Sinodo dei Giovani. Noi possiamo anche discutere, ma ogni discussione deve concludersi così: “Noi vogliamo bene a papa Francesco”».
In occasione del Pontificale, l’Arcivescovo ha anche comunicato che il 18 novembre, prima domenica di Avvento, inizierà la visita pastorale «in piena consonanza con il nuovo anno pastorale che si inaugura nel segno delle dimensione pellegrinante della fede».

L’Arcivescovo visiterà un decanato scelto per ognuna delle zone pastorali della Diocesi, recandosi personalmente in tutte le parrocchie che lo compongono «in occasione di una celebrazione eucaristica o altra celebrazione liturgica o manifestazione di pietà popolare», come si spiega nell’atto di indizione datato 8 settembre. Nell’anno 2018-2019 l’Arcivescovo incontrerà le parrocchie dei decanti di Trezzo sull’Adda (Zona VI), Paderno Dugnano (Zona VII), Valle Olona (Zona IV), Cantù (Zona V), Besozzo (Zona II), Primaluna (Zona III). Nel prossimo anno pastorale sarà invece individuato il decanato di Milano (Zona I).

Nell’ omelia, l’Arcivescovo ha esortato fedeli, sacerdoti, uomini e donne di buona volontà ad «osare il cammino, di vivere la vita come un pellegrinaggio che sperimenta la verità», evocando le parole che l’Angelo del Signore pronuncia in sogno a Giuseppe quando gli comunica che Maria avrebbe partorito per opera dello Spirito Santo: «Non temere. Non tirati indietro».

Citando quell’episodio l’Arcivescovo ha voluto incoraggiare «uomini e donne che si sentono circondati da uno scetticismo sul futuro, da una sorta di rassegnazione alla precarietà dei rapporti, da una inclinazione al sospetto che suggerisce di vivere di esperimenti, piuttosto che di impegni definitivi nelle relazioni affettive, nelle responsabilità genitoriali» ma anche i «giovani che sono incamminati sulle strade della consacrazione al ministero» che «talora avvertono d’essere circondati da una ammirazione sproporzionata» o, all’estremo opposto «da un specie di incomprensione, se non proprio di disprezzo, come se fossero incamminati su una strada improbabile».

Mons Delpini ha indirizzato le parole dell’Angelo ai ministri ordinati, diaconi, preti, vescovi «alcuni forse scoraggiati dalle fatiche che sembrano inconcludenti», a se stesso «chiamato a servire questa santa e gloriosa Chiesa di Dio», e alla comunità ecclesiale diocesana che deve compiere due eventi sinodali di grande importanza: il sinodo Chiesa dalle genti «che si impegna ad avviare percorsi per costruire la Chiesa che tutti i cattolici devono sentire come propria da qualsiasi parte del mondo siano venuti a Milano» e il Sinodo dei vescovi sui giovani «da cui trarremo spunto per una pastorale giovanile rinnovata».

Ma l’Arcivescovo ha invitato a non lasciarsi sopraffare dal timore anche «gli uomini e le donne di buona volontà che amano questa terra, questa Chiesa, questo nostro Paese e che «talora sono scoraggiati, impauriti, complessati, smarriti in un groviglio inestricabile di pensieri, problematiche, desideri, parole».
Durante la Messa l’Arcivescovo ha celebrato anche i riti di ammissione al presbiterato di 18 seminaristi (giovani che iniziano la terza teologia, la seconda parte della formazione al sacerdozio) e al diaconato permanente di 8 laici candidati.

 

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