Lecco, 05 gennaio 2017   |  

Dispiace, ma prevedere decessi inaspettati, è pressoché impossibile

di Gianfranco Cucchi

In Italia si stima che la morte giovanile improvvisa colpisca circa 1000 giovani all’anno, il 15 per cento del totale del fenomeno.

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In questi giorni ha destato impressione la morte di Riccardo, il giovane quindicenne che sulle piste dell'Aprica stava sciando senza apprensioni agonistiche. Nonostante il pronto intervento di rianimazione cardio-polmonare l'adolescente non ce l’ha fatta.

La morte cardiaca improvvisa è la causa prevalente di decesso repentino nei bambini, negli adolescenti e nei giovani adulti (fino ai 35 anni). È un evento drammatico e apparentemente raro. Dalle diverse casistiche internazionali l’incidenza è variabile da 1,3, a 8,5/100.000 per anno con una maggiore prevalenza nei maschi con un rapporto di 3 a 1. In Italia si stima che la morte giovanile improvvisa colpisca circa 1000 giovani all’anno, il 15 per cento del totale del fenomeno.

Si verifica il più delle volte in soggetti apparentemente sani, come prima manifestazione di una patologia sottostante fino ad allora sconosciuta. In circa il 50 per cento dei giovani tra 1 e 35 anni che muoiono improvvisamente, non sono identificabili alla storia clinica precedenti segni premonitori. Quando ci sono dei sintomi, in genere sono aspecifici, come cardiopalmo, tachicardia, mancanza di respiro, sincope, dolore toracico .

Le principali cause sono anomalie strutturali cardiache congenite con alterazioni morfologiche, infiammazioni/infezioni del muscolo cardiaco latenti oppure disordini dello stimolo e del circuito elettrico cardiaco. Fattori di rischio, a volte del tutto assenti, possono essere rappresentati dal fumo di sigaretta, dall’abuso alcolico, dalla cocaina e dalle metamfetamine, da disordini alimentari, dall’assunzione incongrua di corticosteroidei.

L’accertamento diagnostico autoptico è l’esame auspicabile che però non sempre riesce a trovare la causa della morte. Infatti la morte improvvisa non spiegata (Sud) si definisce come la morte che colpisce soggetti giovani nella quale l’autopsia non riconosce un’alterazione morfologica macroscopica. L’incidenza può arrivare fino al 50 per cento. In questa è importante l’analisi ultrastrutturale con microscopia elettronica per evidenziare anomalie del Dna di natura genetica.

Si può prevenire la morte improvvisa del giovane? Non sempre si può prevenire in particolare nei soggetti che non presentano alterazioni morfologiche-strutturali all’autopsia. In Italia siamo già avanti nella tutela dei giovani con l’obbligo della visita di idoneità sportiva in coloro che praticano attività agonistica. Inoltre da un anno è in vigore l’obbligo dell’esecuzione dell’ecg e della visita del medico curante che è stata estesa a tutti coloro che esercitano attività motoria.

Un contributo generico alla prevenzione può essere costituito dalla lotta ai fattori di rischio. Inoltre la rianimazione cardiopolmonare precoce, entro 4 minuti, dall’arresto cardiaco può raddoppiare la sopravvivenza. Infine è importante lo screening famigliare nei parenti con una visita specialistica ed in alcuni casi mediante l’analisi genetica.

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