Sondrio, 16 ottobre 2017   |  

Bufera, altro che vento di destra

di Alberto Comuzzi

Anche in Austria gli elettori confermano la volontà di rafforzare schieramenti di sapore nazionalista e comunque certamente di destra

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Ci sono volute le elezioni in Germania e quelle di ieri in Austria per “costringere” i media più accreditati ad ammettere che l'Europa vira a destra. La chiave di lettura di molti commentatori è però pervicacemente tesa a spiegare alle opinioni pubbliche europee che si tratta di “un solo blocco di conservatori ed estremisti” come ben sintetizzato dal titolo di prima pagina del “Corriere della Sera” di oggi lunedì 16 Ottobre. 

Insomma, cari lettori, la deriva di destra è questione di una minoranza guidata da leader populisti che parlano alla pancia di gente insoddisfatta.

Quindi, tranquilli, perché se oggi il vento soffia a destra, tra non molto tornerà a soffiare al centro e perché no?, verso quella rassicurante sinistra progressista fatta da radical chic e intellettuali illuminati di centro sinistra che finora ha prevalso sia nelle istituzioni europee sia in quelle di molti Stati nazionali. Sarà anche così, ma noi semplici cronisti di testate provinciali osserviamo alcuni dati che sono sotto gli occhi di tutti.

In Belgio dal 2014 i nazionalisti fiamminghi (N-VA) sono nella coalizione di Governo; in Finlandia dal 2015 il partito dei Veri Finlandesi di destra governa con i centristi è ha piazzato al Ministero degli Esteri il proprio leader; in Polonia, sempre dal 2015 è al Governo il partito nazionalista Giustizia e Libertà (Pis); in Slovacchia il partito nazionale slovacco (Sus) è nella coalizione di Governo nel Marzo di quest'anno.

Se allarghiamo lo sguardo un po' più in là ci accorgiamo che in Grecia Alba Dorata (estrema destra) è il terzo partito con oltre il 7 per cento di voti; in Danimarca il Partito del Popolo (Df) è la seconda forza politica con il 21,1 per cento dei voti; in Olanda il Partito per la Libertà (Pvv) di destra è al secondo posto dietro il Vvd del Primo Ministro; in Francia il Fronte Nazionale (Fn) nelle elezioni di Aprile, dopo il ballottaggio, ha raggiunto lo storico risultato del 13,2 per cento, quadruplicando i seggi in Parlamento; in Germania Alternative fuer Deutschland (Adf) con il 13 per cento dei voti è il terzo partito del Paese e per la prima volta, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, manda 94 deputati al Bundestag.

Sabato prossimo, 21 Ottobre, se i dati dei sondaggi saranno confermati anche nella Repubblica Ceca il partito di destra Ano 2011, (Alleanza del cittadino scontento) farà il pieno di voti.

La domanda che tanti leader sinistra europei (e magari qualche loro elettore) si dovrebbero porre è la seguente questi milioni di cittadini che votano a destra sono tutti populisti, razzisti, xenofobi, eruoscettici?

Si tratta solo di scontenti dai modi grezzi e rozzi e comunque poco acculturati che sono quindi facile preda di leader furbi e cinici? Nelle nazioni “affratellate ai soviet” i capi comunisti sono intervenuti per settant'anni a “correggere i compagni che sbagliavano”. Mai un'autocritica, mai un dubbio fino al 1989, anno della caduta del muro di Berlino.

Già, c'è sempre un muro che cade. Mediatiamo gente, mediatiamo.

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