Sondrio, 18 settembre 2020   |  

I giallo-rossi piacciono in Europa; e in Italia?

di Alberto Comuzzi

A poche ore ore dalle elezioni Ursula von der Leyen fa un assist preciso all'amico Conte, mentre il Governo e i suoi sostenitori lanciano una campagna di distrazione di massa per coinvolgere i cittadini a sognare come spendere i 209 miliardi di euro promessi dall'Europa.

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A poche ore dal voto per il rinnovo dei consigli regionali, di diversi comuni e del referendum sul numero dei parlamentari non ci lanciamo in previsioni sull'esito prendendo per buoni i dati delle varie società di sondaggi, quasi tutte portatrici degli interessi di questo o quel committente, le quali usano metafore calcistiche per annunciare il risultato: 3 a 3; 4 a 2; 5 a 1; 6 a 0.

C'è un uso strumentale delle indagini commissionate, spesso dai media che se lo possono permettere, unicamente per avvallare tesi predefinite. Il lettore/cittadino è così orientato a farsi delle convinzioni e, sulla base di queste, ad assumere comportamenti che raramente si rivelano utili a migliorare la sua vita o a comprendere da che parte sta la verità.
Così notiamo, da qualche giorno, l'impegno dei cosiddetti "giornaloni" e di quasi tutti i telegiornali per spingere gli italiani a ragionare, a dibattere su come spendere i 209 miliardi di euro che il Consiglio europeo avrebbe deciso (il condizionale è d'obbligo) di elargire al nostro Paese per aiutarlo a riprendersi economicamente.

Non c'è ministro e parlamentare della maggioranza che ossessivamente non ripeta in pubblico: dobbiamo pensare come spendere i soldi che l'Ue ci dà. Dobbiamo essere riconoscenti al nostro Primo Ministro che ha saputo ottenere questa montagna di risorse grazie alla quale l'Italia tornerà presto a prosperare.

La tesi di fondo è: l'Europa c'è, ha battuto un colpo e grazie al nostro Governo giallo-rosso ha riconosciuto all'Italia il posto che le spetta attribuendole la quota più alta tra tutte quelle previste per i membri dell'Unione. Di più: la stessa Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, proprio in questi giorni, a poche ora dal voto italiano (quando si dice le coincidenze), ha dato un appoggio esplicito al nostro Esecutivo confermando che l'Italia è in cima ai suoi pensieri e che presto sarà organizzato nel nostro Paese una conferenza sulla sanità.

Insomma baci e abbracci (a norma di virus di Wuhan, naturalmente) tra Giuseppe Conte e Ursula von der Leyen.
Che la Presidente della Commissione europea debba essere grata all'Italia è fuori discussione: è stata eletta grazie ai 14 voti dei pentastellati (gliene occorrevano 9) che hanno fatto un'inversione ad "U", una delle tante, per assicurarle la presidenza. Che Bruxelles sia schierata a sostenere il Governo giallo-rosso è naturale; e sarebbe illogico se così non fosse.

Tutti i Paesi allineati a mantenere lo statu quo della governance europea ovviamente si puntellano reciprocamente e vedono come minaccia quelle forze politiche che, al loro interno, immaginerebbero, non una dissoluzione del vecchio Continente, ma un modo diverso di interpretarlo e gestirlo.

Un'Europa a trazione franco-tedesca è interessata ad avere un'Italia in posizione subalterna e un governo debole (composto da diversi ministri inesperti) è perfettamente funzionale al suo disegno. V'è poi un'inveterata e consolidata prassi: addomesticare i sindacalisti per risparmiare sul rinnovo contrattuale. Quindi meglio sistemare qualche politico amico ai vertici dell'Ue piuttosto che cedere alle istanze di un intero popolo. Insomma l'Italia va bene come mercato di 60 milioni (più altri cinque di immigrati) di consumatori, ma non come concorrente industriale o commerciale.

A Bruxelles non ci sono sprovveduti: tutto fuorché aumentare il potere negoziale dell'Italia avendo a che fare con leader che puntano i piedi per fare gli interessi degli italiani (come da sempre fanno tedeschi, francesi, olandesi, etc.). Lo stereotipo pizza e mandolino va conservato, tutelato con amore. La Penisola resti il luogo delle vacanze, del bel canto e uno spazio per raccogliere quei disperati che da tutto il mondo vogliono venire in Europa per migliorare le loro condizioni di vita.

La pressione sugli italiani perché fantastichino su come spendere 209 miliardi di euro ci fa però nascere una considerazione e una domanda. La considerazione: per nascondere le proprie inefficienze il Governo Conte ha lanciato una grande campagna di distrazione di massa (aiutato dal pensiero mainstream della "grande" stampa) che fa sognare gli italiani e ne obnubila le menti.

La domanda: il merito dei 209 miliardi di euro non potrebbe essere invece delle opposizioni, in particolare della Lega e di Fratelli d'Italia che, con la loro fermezza, hanno fatto tremare i palazzi di Bruxelles? La maggioranza di chi attualmente governa l'Europa non è così schiacciante e la globalizzazione, a lungo sostenuta, comincia a far sentire i suoi effetti negativi. Molte certezze franano, mentre crescono vigorose spinte dal basso di tante comunità locali sempre più coese nel chiedere autonomia, in un contesto federale. Attenzione a non cadere nell'equivoco che nel Meridione d'Italia non sia sentito il desiderio di autonomia solo perché mancano efficienti amministratori locali.

Martedì 22 Settembre, ad urne chiuse, vedremo se avrà pagato pegno chi s'è legato troppo, magari indossandone la casacca, a quei partiti che condividono le politiche dell'attuale classe dirigente europea. Inoltre sarà molto istruttivo analizzare il "peso" politico delle forze che sostengono la maggioranza giallo-rossa.

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