Sondrio, 11 marzo 2018   |  
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Il Web è una miniera d'oro per chi lo controlla

di Alberto Comuzzi

Nel 2016 Facebook ha fatturato 27, 64 miliardi di dollari e Alphabet (capogruppo di Google) 90,2 miliardi di dollari, 20 in più di un colosso come Enel (70,6).

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Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ha recentemente commissionato uno studio all'Università di Firenze dal quale è emerso, sulla base dei dati estrapolati, che il 40 per cento dei teenager italiani (giovani dai 13 ai 18 anni) rimane connesso alla Rete tra le 5 e le 10 ore al giorno. I social network (con WhatsApp e Facebook in testa) risultano poi il grande punto d'attrazione per il 90 per cento degli intervistati oggetto dello studio, vale a dire del campione rappresentativo dell'intera comunità giovanile del nostro Paese.

Gli esperti del settore e soprattutto i medici, gli psicologi e i sociologi che, dalle loro prospettive, ne hanno approfondito gli studi, concordano che il mondo virtuale per i ragazzi nati nella cosiddetta era digitale, dal 2000 in poi, sia più reale di quello che il mondo degli adulti sia abituato a pensare.

La scuola del sociologo della comunicazione Marshall McLuhan (1911-1980) vede Internet come "prolungamento" all’esterno del nostro cervello ed è un dato incontrovertibile che nel giro di pochi decenni la Rete ha sostanzialmente mutato il modo di pensare e di agire di miliardi di persone.

Poiché lo sviluppo della tecnologia è inarrestabile, la vera questione di fondo non è di contrastarlo, ma di utilizzarlo in modo appropriato perché diventi un aiuto e non un danno all'umanità.
L'uso della calcolatrice è un formidabile strumento per un contabile, a patto però che costui sappia quando impostare un'addizione, una sottrazione, una divisione o una moltiplicazione.
Ecco, la convulsa “esplosione” di Internet e del mondo ad esso collegato ha fatto sì che pochissimi addetti ai lavori, fin dalla sua apparizione, fossero consapevoli del tanto bene che avrebbe potuto generare, ma anche del tanto male che avrebbe potuto produrre.

Così non conoscendo e quindi non potendo intervenire sui meccanismi che sono alla base della Rete, milioni di genitori, di educatori, si sono trovati spiazzati davanti ai loro figli che, anche sotto il semplice profilo della manualità, li hanno preceduti nell'uso di personal computer, smartphone e tablet.

Ci sono voluti i primi ricoveri in ospedale per uso compulsivo di smartphone o per nomofobia (una persona che soffre per una paura sproporzionata di rimanere fuori dal contatto con la rete o per non disporre dello smartphone) per cominciare a prendere sul serio l'utilizzo corretto del telefono cellulare.

È sotto gli occhi di tutti una generazione di ragazzi che cresce senza leggere giornali, ma intenta a chattare con i propri simili arrivando a “fidanzarsi” virtualmente e, sempre virtualmente, a “lasciarsi”. Gli emoticon (le faccine stilizzate), poi, sostituiscono le emozioni che accompagnano i messaggi nei diversi social network, impoverendo il lessico e spingendo a rafforzare l'immaginare della realtà “bi” e non “tri”dimensionale.

Non avendo il coraggio di esprimersi a viso aperto, attraverso l'anonimo uso di nickname migliaia di fruitori della Rete diffondono messaggi triviali, indecenti, aldilà della più bassa soglia di pudore. È l'orgia della parolaccia, quando non del gratuito insulto, contro il prossimo, un'istituzione, un evento.

Nasce anche da queste considerazioni l'iniziativa (una delle tante, per fortuna) che il nostro giornale Resegoneonline (Alpi Media Group) ha ritenuto di dover promuovere a beneficio dei tanti adulti che cominciano a prendere coscienza di doversi documentare sulla Rete per educare i propri figli a farne buon uso.

Si tratta del convegno “Web: grandi opportunità e grandi insidie” in programma mercoledì 14 Marzo alle 20.45 presso il cine-teatro Palladium (Via Fiumicella 12, Lecco). Ad animare la riflessione saranno tre competenti relatori – ing. Marco Milani, titolare di Ideatech, società di Information Technologies di Lecco; professoressa Serena Tamburini, psicologa scolastica dell'Istituto Maria Ausiliatrice di Lecco; cap. Alessio Zanella, comandante compagnia Carabinieri di Lecco – coordinati dal nostro giornalista Stefano Scaccabarozzi.

A sostenere l'iniziativa, oltre al Centro culturale San Nicolò in veste di capofila, sono le più importanti associazioni del laicato cattolico: Acli, Scuole cattoliche lecchesi, Centro culturale A. Manzoni, Movimento ecclesiale d'impegno culturale.

Ancora una volta il problema dell'educazione, in questo caso dei genitori, è fortemente sentito da chi si ispira a una visione cristiana del mondo che pone al centro la promozione dell'uomo e non il suo sfruttamento. I social network, appoggiati alla Rete, sono la forma più sofisticata di business che pur di fare profitto, è disposta ad avvelenare le coscienze di miliardi di persone.

L'etica della Rete è fare soldi. Nel 2016 Facebook ha fatturato 27, 64 miliardi di dollari e Alphabet (capogruppo di Google) 90,2 miliardi di dollari, 20 in più di un colosso come Enel (70,6).

 

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