Sondrio , 10 luglio 2017   |  

Politica e religione: la lezione di don Luigi Sturzo

di Giulio Boscagli

1952 Luigi Sturzo

Curiosità e interesse sta suscitando la nascita del PAI, il Partito anti Islamizzazione che, per coincidenza, si accompagna negli stessi giorni all’ipotesi della nascita di un partito di ispirazione islamica. Tra i tanti commenti se ne trovano alcuni che immaginano la possibile nascita di un partito “islamico” come analogo al partito “cattolico” quale si ritiene sia stata la Democrazia Cristiana.

Credo sia utile riflettere sulla questione anche e forse soprattutto su un quotidiano come il nostro che ha nella testata il richiamo a un mondo capace di affrontare le vicissitudini della storia con un proprio giudizio ispirato dalla fede cattolica.

Ora, mentre credo sia la prima volta che un partito nasce espressamente in funzione anti-qualcosa (i partiti della prima repubblica non si sono mai definiti, ad esempio, anti-comunisti nel nome anche quando lo erano ferocemente nei fatti) e quindi sarà utile verificarne l’attrattività e la vitalità, non è da escludere per principio che un partito islamico possa entrare in campo. L’orientamento verso un sistema elettorale proporzionale, se confermato, potrebbe portare in Parlamento forze politiche espressione di particolari culture o ideologie. Fu così peraltro nella prima repubblica nella quale hanno avuto rappresentanza parlamentare realtà di pochissimo peso percentuale.

La discussione, del tutto teorica la momento, verte piuttosto su un ipotetico parallelismo di questa forza con la Democrazia cristiana. Si tratta della apparente equivalenza di due realtà che tuttavia non possono essere messe a confronto.

All’origine della Democrazia cristiana, e ancor prima del Partito Popolare Italiano di don Sturzo, sta la storia del cristianesimo europeo a partire dalla distinzione evangelica tra Dio e Cesare. Nel corso della storia questa distinzione è stata spesso tradita da cristiani al potere e la stessa Chiesa ha talvolta valicato il confine dello spazio riservato a Cesare. Ci sono secoli di conflitto a documentarlo. Tuttavia il principio non è mai stato negato e si è rivelato un antidoto straordinario quando nella modernità si sono affacciati in Europa gli stati assoluti con la pretesa di governare non solo lo spazio dei corpi ma anche quello delle anime.

Nel corso dei secoli la chiesa ha contribuito a formare il popolo: a partire dal valore delle persona, della famiglia, delle comunità di appartenenza ,locali o di mestiere, ha diffuso la consapevolezza dei valori su cui era possibile costruire una comunità ordinata.

Anche quando ai cattolici italiani dopo l’Unità fu impedito di prendere parte alle nuove istituzioni politiche, le energie furono impiegate nella costruzione di miriadi di opere sociali che si facevano carico dei bisogni più pressanti del popolo. E furono cooperative, società di mutuo soccorso, banche popolari, giornali e mille altre iniziative. Poi gradualmente l’impegno nelle amministrazioni comunali, il cuore vero del paese, cominciò a formare un nuovo ceto politico che consentirà a don Sturzo di fondare il PPI. Forte di un’esperienza di buon governo locale fondato su valori condivisi potrà rivolgere un appello non ai soli cattolici ma a tutti i liberi e forti, a quanti cioè volessero impegnarsi per il bene comune attraverso la politica. Stesso spirito animerà De Gasperi dopo la guerra nel fondare la Democrazia Cristiana come partito laico ma la cui ispirazione, vale a dire i suoi valori e il suo programma, erano fondati nella visione cristiana della vita e della società.

Purtroppo oggi in tema di religione c’è molta confusione e, credo, ignoranza. Si parla di monoteismi, di religioni del libro come per mettere sullo stesso piano cristianesimo, ebraismo e islamismo

Anche nella chiesa cattolica si è molto attenuata la preoccupazione di formare alla politica “che necessita di una nuova generazione di laici cristiani impegnati, capaci di cercare con competenza e rigore morale soluzioni di sviluppo sostenibile”, (Benedetto XVI), avendo preferito rivolgere attenzione e impegno al sociale nei suoi diversi aspetti.

Al rarefarsi di questa educazione si può far risalire la scarsità di politici ispirati dalla Dottrina sociale della Chiesa; non si tratta certo di ipotizzare una qualche egemonia quanto piuttosto della grande responsabilità di non privare il dibattito politico, laico per definizione, della voce dell’esperienza cristiana.

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20 Settembre 1870 le truppe del Regno d'Italia entrano a Roma attraverso la breccia di Porta Pia, sancendo così l'unificazione del Paese e la fine del potere temporale dei Papi.

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