Sondrio, 30 ottobre 2020   |  

Senza cultura industriale moriamo

di Alberto Comuzzi

l benessere dei Comaschi viene dal lavoro di migliaia di artigiani, professionisti, lavoratori autonomi e dalle centinaia di piccole e medie (poche grandi) aziende attive nel territorio.

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Leonardo Aerospace (credit Leonardo spa)

La settimana scorsa Leonardo S.p.a. (49.500 dipendenti, 14 miliardi di euro di fatturato nel 2019) ha consegnato all’Aeronautica militare l'ultima versione di Eurofighter Typhoon, che è la punta di diamante del sistema di protezione dei cieli italiani ed europei.

In una nota l'azienda sottolinea come il programma Eurofighter abbia importanti ricadute anche per altre applicazioni industriali «dall’utilizzo della fibra di carbonio per i programmi aeronautici ai comandi di volo basati su tecnologia digitale di ultima generazione, dalla raccolta e gestione dei dati forniti da sistemi e sensori per un più rapido utilizzo delle informazioni alle tecnologie di simulazione in ambiente virtuale, fino alla digitalizzazione dell’intero ciclo industriale, dalla progettazione alla gestione della produzione».

Se si dà un'occhiata veloce alle Pagine gialle si scopre facilmente come siano centinaia le aziende lombarde che alla base della loro produzione hanno la fibra di carbonio (molte concentrate nelle province di Lecco, Brescia, Bergamo, Como, Varese, Monza- Brianza e Milano) e ancor più numerose siano quelle interessate all'uso o allo sviluppo delle sofisticate tecnologie sviluppate dal programma Eurofighter.

C'è un virtuoso processo osmotico che dovrebbe essere sempre più implementato tra una grande azienda come Leonardo, che può permettersi investimenti nella ricerca e innovazione e le piccole realtà industriali che, proprio perché piccole, non possono permettersi né ricerca né innovazione, ma che di queste hanno estremo bisogno per consolidarsi e crescere.

Nel corso della recente assemblea della Confindustria valdostana, il presidente Carlo Bonomi ha ricordato come «la manifattura italiana ha dimostrato la sua grande resilienza nel momento in cui il Paese, dal punto di vista economico, ha rallentato ed è entrato in crisi.

Interi comparti hanno segnato il passo mentre la manifattura ha dimostrato che aveva investito nei suoi prodotti, in innovazione, tecnologia e formazione delle risorse umane».

Supportato dai dati dell'Ufficio studi della sua organizzazione, Bonomi non parla mai a vanvera e si sforza di far capire a quella parte del mondo politico, sindacale, culturale che è pregiudizialmente ostile alla cultura d'impresa che nessun Paese può vivere se non protegge il proprio sistema economico, a cominciare da quello industriale.

I posti di lavoro crescono se le imprese private sono messe nelle condizioni di produrre e d'investire. Il benessere dei Sondriesi viene dal lavoro di migliaia di artigiani, professionisti, lavoratori autonomi e dalle centinaia di piccole e medie (poche grandi) aziende attive nel territorio.

Le recenti scelte del Governo, pressato anche dai devastanti effetti causati dal virus di Wuhan, non hanno salvaguardato i soggetti che producono ricchezza e hanno innescato un percorso maldestro che è andato a finanziare spese improduttive.

Quattrocento per cento di rimborso ai proprietari delle discoteche (che notoriamente incidono in modo sostanzioso sul Pil nazionale!), ha assicurato con enfasi il premier Conte, mentre la Merkel annunciava di compensare con il 75 per cento del mancato fatturato le piccole e medie industrie tedesche.

In Francia Macron ha stabilito un nuovo isolamento del Paese, ma, guarda caso, tenendo aperte tutte le scuole e le attività produttive. Un'isolamento molto sui generis, più nominale che sostanziale, a noi pare.

Anche alla luce dei disordini avvenuti in alcune nostre città, si percepisce che ci stiamo inoltrando in un clima di forte tensione sociale. È proprio impossibile conciliare la salute con il lavoro di coloro che sono immersi nella vita attiva?

Sosteneva il filosofo De Maistre che «ogni popolo ha il governo che si merita»; e noi abbiamo un governo con ministri diventati tali grazie alla "predicazione" di un comico genovese e di un sito internet (la piattaforma Rousseau).

È palese che il nostro Esecutivo sia inadeguato a gestire l'attuale complessa situazione, soprattutto se paragonato a quello di altri Paesi europei con i quali siamo soliti confrontarci. D'altra parte come ci ha insegnato il Sommo Poeta «Chi è causa del suo mal pianga se stesso».

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