Sondrio, 31 luglio 2017   |  

Un augurio non convenzionale per l’estate 2017

di Franco Cecchin

La vita è bella se abbiamo lo stupore delle cose belle, sia della natura che dell’opera umana.

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Pubblichiamo volentieri queste riflessioni di monsignor Franco Cecchin, prevosto di Lecco, alla vigilia di un periodo di ferie che, si spera, sia per molti di autentica ri-creazione.

 

Le stragi barbare di un fondamentalismo assurdo, le tragedie vicino a noi, la precarietà del vivere che riempie di drammi, anche di suicidi o di omicidi di molte vite di giovani e di donne, gli incendi dolosi o meno, i terremoti e un clima contraddittorio scorrono di fronte a noi come tanti eventi e notizie in un clima di indifferenza e di impotenza. Siamo convinti che c'è una via di uscita a questa situazione invivibile e priva di senso.

Occorre invertire la tendenza: favorire e sviluppare nel vivere quotidiano relazioni autentiche tra le persone per riscoprire cosa significa dare e ricevere, voler bene ed essere voluti bene, avere "chi ti chiama per nome" e chiamare per nome. Non demandiamo agli altri la nostra responsabilità e cominciamo dal piccolo ambito in cui viviamo. Favoriamo occasioni di consapevolezze tra le persone e facciamo crescere la convinzione che ciascuno è chiamato a dare un apporto che nessun altro può dare al nostro posto.

In questi giorni, ho spedito più di millecinquecento biglietti di augurio per l’estate. Nella prima facciata ho fatto riprodurre un bellissimo quadro del pittore lecchese Guido Erba sulla città di Lecco. In seconda facciata ho presentato la significativa frase di Paolo ai Filippesi: “Tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode, tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri”. In terza facciata, ho proposto il mio augurio estivo che estendo alle lettrici e ai lettori del “Resegoneonline”: “Pensare cose vere, ricordare cose antiche, dire cose coraggiose, fare cose utili e contemplare cose belle: ecco il segreto per la vita di ogni persona”.

Smettiamola di essere autolesionisti o pessimisti o indifferenti. Usiamo la testa per pensare cose autentiche. Ravviviamo la memoria perché il nostro presente e futuro ci possono essere se non cancelliamo le nostre radici. Usiamo il nostro linguaggio non per denigrare, ma per incoraggiare. Impegniamoci, ciascuno nel proprio ambito, a costruire il Bene comune. La vita è bella se abbiamo lo stupore delle cose belle, sia della natura che dell’opera umana. Di nuovo, un augurio a tutti per un’Estate 2017 non convenzionale.

 

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