Sondrio, 14 maggio 2018   |  
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Elezioni comunali: a Sondrio un candidato ogni 39 elettori

Per poco più di 18.000 aventi diritto al voto, a correre per un seggio sono in 466. Sedici le liste presentate a sostegno di 4 candidati sindaco.

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Alle elezioni del prossimo 10 Giugno per il rinnovo dell'Amministrazione comunale ci saranno quattro liste e centoquindici candidati in più rispetto alle prcedenti del 2013.

Tale grande fermento risulta anomalo nel panorama italiano. Basti pensare che nelle comunali di Milano del 2016 il numero complessivo delle liste depositate era di 17 (una in più rispetto a quelle di Sondrio, con la differenza che la città di Milano conta una popolazione di un milione e mezzo di residenti e un bacino metropolitano che sfiora i 4 milioni di abitanti).

Risulta evidente un enorme squilibrio. E questo rende necessaria una seria riflessione. Come dobbiamo interpretare questi dati? Protagonismo, strategia politica o semplice avvicinamento alla nobile arte dell’amministrare la cosa pubblica?

Siamo sicuri che sani principi e grandi ideali hanno mosso gli aspiranti consiglieri di domani a mettersi in gioco in quest’agone elettorale. Tuttavia rimane un fatto che risulti un pericolo emettere troppa moneta, che altro non fa che aumentare il tasso d’inflazione, causando una grande svalutazione.

Un candidato ogni trentanove elettori. È come se ogni famiglia avesse espresso un candidato, quasi a voler tutelare i propri interessi, il proprio territorio, il proprio legame di “ghenos” (parentela).

Davanti a così tanti candidati, il timore è che non si voglia confrontarsi su temi e progetti, tradendo in questo modo quello che è la vera vocazione politica, per favorire, al contrario, una intercettazione di consensi basato sulla conoscenza e i legami di amicizia. Effettivamente in un Comune di poco più di ventunomila abitanti risulta difficile non conoscere uno dei quattrocentosessantasei candidati. Potrebbe trattarsi, infatti, o del panettiere sotto casa come della zia del vicino.
In questo modo risulta molto facile candidarsi.

Eppure, come diceva Plutarco, scrittore e filosofo greco (vissuto tra il 46 e il 125 d.C.) la politica si realizza nel quotidiano, nella volontà di operare disinteressatamente per il bene del Paese, dove non servono mantelli e corone, simboli o titoli onorevoli, basta stabilire e mantenere rapporti civili con i cittadini, consigliare, giudicare chi ne ha bisogno.

Occorre una nuova presa di coscienza. Abbiamo necessità di cittadini politici, attivi socialmente. E il mio augurio è che, dopo le elezioni, quando il rumore cesserà insieme all'attenzione dei media, tutti i candidati vincitori o meno, con la stessa animosità e volontà di mettersi in gioco, traducano azioni disinteressate per la comunità, a dimostrazione di quanto ognuno di noi può concretamente contribuire alla costruzione di una solidale cooperazione del bene superiore, ovvero quello di tutti.
(Massimiliano Greco)

 

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