Bruxelles, 09 novembre 2023   |  

Euro 7, l’Europa rinvia al 2030

Rinviato di altri cinque anni l'entrata in vigore dell'Euro 7. L'europarlamentare Pietro Fiocchi: "una votazione che ha coniugato le esigenze ambientali, con le case produttrici tutelando milioni di posti di lavoro"

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didascalia: sessione di voto del Parlamento Europeo

A Bruxelles, giovedì 9 Novembre, l’Europa si è pronunciata sulle norme al fine di ridurre le emissioni su strada che consiste nel limitare le emissioni dei gas di scarico (come ossidi di azoto, particolato, monossido di carbonio e ammoniaca), sulle emissioni di pneumatici e freni e sulla durata delle batterie.

La Commissione Ambiente dell’Europarlamento si è espressa proponendo un rinvio di altri cinque anni per l’entrata in vigore della normativa Euro 7.

La decisione è passata con 329 voti a favore, 230 contrari e 41 astensioni. Ora si aspetta l’approvazione della plenaria di Strasburgo che è stata calendarizzata a fine Novembre.

A votare il rinvio al 2030 è stato il gruppo dei conservatori, i nazionalisti, una maggioranza di liberali e di popolari, e circa un terzo dei socialisti.

Come dichiarato dall’europarlamentare Pietro Fiocchi del Gruppo dei Conservatori e Riformisti europei “la decisione di rinviare fino al 2030 l’applicazione delle norme Euro 7 ha visto il prevalere del buon senso, coniugando le esigenze ambientali con quelle delle case produttrici di automobili e tutelando milioni di posti di lavoro”.

L’eurodeputato Fiocchi ha inoltre evidenziato la presenza di altri due importanti dossier riferiti al packaging e all’etichettatura che saranno oggetto di discussione nella seduta del 20 Novembre.

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