Milano , 12 settembre 2017   |  

Fanghi, agricoltura, limiti più restrittivi

La Regione ha affrontato con successo l'emergenza dei fanghi

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Sono stati utilizzati nuovi limiti e parametri che si applicheranno ai fanghi idonei all'utilizzo in agricoltura. Cosi' l'assessore regionale all'Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile Claudia Terzi, commenta l'approvazione, nella seduta di Giunta di lunedì 11 Settembre, delle disposizioni integrative, in materia di parametri e valori limite da considerare per i fanghi idonei all'utilizzo in agricoltura, alla Dgr 2031/2014 recante disposizioni regionali per il trattamento e l'utilizzo, a beneficio dell'agricoltura, dei fanghi di depurazione delle acque reflue di impianti civili ed industriali.

«Lo scorso agosto, spiega Terzi, ho scritto una lettera al Ministro Galletti per informarlo della grave situazione sull'utilizzo dei fanghi che ha coinvolto anche la nostra regione. Una recente sentenza della Corte di Cassazione penale (27958 del 6 giugno 2017) ha, infatti, creato una certa impasse tra i vari enti territoriali (Province) e gli operatori. Per sopperire a un quadro normativo nazionale, non armonizzato, in virtù del blocco cautelativo introdotto dagli operatori che si occupano di trattamento dei fanghi provenienti dagli impianti di depurazione, abbiamo deciso di sopperire alla mancanza di una norma nazionale e dare regole certe e precise per la parte ancora non prevista dalla nostra normativa».

Anche sulla base delle conoscenze scientifiche e tecniche sviluppate sia livello europeo, sia da altre regioni italiane è stato deciso d'integrare l'elenco dei parametri da analizzare sui fanghi, non ancora previsti dalle disposizioni normative nazionali, ai fini del loro spandimento a beneficio dell'agricoltura, stabilendone relativi limiti di concentrazione, a tutela dell'ambiente e della salute. Un atto possibile grazie alle recenti sentenze del Consiglio di Stato, (numero 3146 del 16 febbraio 2017 e numero 3365 del 16 febbraio 2017) che hanno accolto gli appelli di Regione Lombardia sulla legittimità di legiferare in materia.

A seguito del confronto con le associazioni di categoria dei gestori degli impianti di depurazione e di trattamento di acque e fanghiera emersa la necessità di avere un quadro normativo certo ed esaustivo sui limiti da applicarsi per valutare l'idoneità di un fango, per l'utilizzo agricolo, che devono essere rispettati da parte degli operatori interessati.

Entro sei mesi dalla data di pubblicazione sul Burl del provvedimento le autorità competenti procederanno al riesame dei singoli provvedimenti autorizzativi in base ai nuovi limiti. Un passo importante per la tutela del nostro territorio grazie a questo provvedimento siamo riusciti a evitare il blocco e il deposito dei fanghi con tutte le possibili conseguenze igienico sanitarie che si sarebbero potute verificare aumentando la severità dei controlli da attuarsi sui fanghi.

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