Roma, 24 marzo 2019   |  

Francesco: l’acqua, diritto umano fondamentale, non sia trasformata in una merce

Valorizzare e difendere questo bene è un compito al quale sono chiamate insieme a tutti gli abitanti del pianeta le nuove generazioni.

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Messaggio di Francesco al direttore generale della FAO, José Graziano da Silva, in occasione della Giornata mondiale dell’acqua, che si è celebrata, venerdì 23 Marzo,  e che ha per tema: “Non lasciare nessuno indietro”. Valorizzare e difendere questo bene è un compito al quale sono chiamate insieme a tutti gli abitanti del pianeta le nuove generazioni.

L’acqua “diritto umano fondamentale” e “bene essenziale per l'equilibrio degli ecosistemi e per la sopravvivenza umana” deve essere accessibile a tutti, ponendo fine alla “ingiustizia” per la quale soffrono tanti fratelli e sorelle. Lo scrive papa Francesco nel messaggio che ha inviato al direttore generale della FAO, José Graziano da Silva, in occasione della Giornata mondiale dell’acqua, che si celebra oggi e che ha per tema: “Non lasciare nessuno indietro”.

“Siamo – scrive il Papa - tutti architetti del futuro e la comunità internazionale con le sue decisioni e le sue opere sta già investendo nel domani del nostro pianeta. È necessario sviluppare piani di finanziamento e progetti idrici a lungo raggio. Questa fermezza porterà a superare la visione di trasformare l'acqua in una mera merce, regolata esclusivamente dalle leggi del mercato”.

“Nei nostri giorni - evidenzia Francesco - si vede come l'aridità del pianeta si estenda a nuove regioni”, e le popolazioni di queste terre “sempre più soffrono a causa della mancanza di fonti d'acqua adatte al consumo. Per questo motivo, ‘non lasciare nessuno indietro’ significa impegnarsi a porre fine a questa ingiustizia. L'accesso a questo bene è un diritto umano fondamentale, che deve essere rispettato, perché sono in gioco la vita delle persone e la loro dignità (cfr. Letter enc Laudato si ', 30)”. Non lasciare nessuno dietro, aggiunge il Papa, significa anche essere consapevoli della necessità di rispondere con fatti concreti: non solo attraverso il mantenimento o il miglioramento delle strutture idriche, ma anche investendo nel futuro, educando le nuove generazioni ad utilizzare e ad avere cura dell'acqua. Questa presa di coscienza, sottolinea Francesco, è una priorità in un mondo in cui tutto viene scartato e disprezzato e che, in molti casi, non comprende l'importanza delle risorse a nostra disposizione.

Valorizzare e a difendere questo bene è un compito al quale, sottolinea il Papa, sono chiamate sono chiamate insieme a tutti gli abitanti del pianeta le nuove generazioni. “È un compito che inizia con la consapevolezza di quelle persone che subiscono le inevitabili conseguenze dei cambiamenti climatici e di tutti coloro che sono vittime di una o più forme di sfruttamento e contaminazione delle acque da parte di vari fattori. Questa sfida educativa genererà una nuova visione di questo bene, producendo generazioni che valorizzano e amano le risorse della Terra”.

A conclusione del suo messaggio il Papa cita la definizione di san Francesco, “l'acqua, che è molto utile e umile, preziosa e casta” serve per il sostentamento e il beneficio per noi e per le generazioni future.

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