Milano , 30 novembre 2018   |  

Gervaso e Protaso presentati i risultati sulle reliquie

Si conclude con un Convegno nazionale multidisciplinare, il percorso di ricognizione e di riposizione delle reliquie dei santi Ambrogio, Gervaso e Protaso. Gli esiti di questa approfondita ricerca saranno illustrati venerdì 30 Novembre dalle ore 14.30, nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano.

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L'urna di argento e cristallo contenente le spoglie di S. Ambrogio e dei Santi Gervaso e Protaso

Saranno resi noti i risultati sulle indagine svolte sulle reliquie dei Santi Gervaso, Protaso e Ambrogio, venerdì 30 Novembre dalle ore 14.30, nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano.

Il convegno “Apparuit Thesaurus Ambrosius. Le reliquie di Sant’Ambrogio e dei martiri Gervaso e Protaso tra storia, scienza e fede” vedrà nel corso del pomeriggio la presenza dell’Arcivescovo, Sua Eccellenza monsignor Mario Delpini per un saluto ai convenuti. Il programma prevede all’inizio il saluto e l’introduzione di monsignor Carlo Faccendini, abate e parroco di Sant’Ambrogio e la proiezione del Docufilm Sant’Ambrogio di Stefano Teodori (Centro di Cinematografia di Milano) con la supervisione di don Gianluca Bernardini, Presidente di ACEC Milano e l’esecuzione del Preludio di Canto Ambrosiano, Concectus monodicus sotto la direzione di Riccardo Zoja.

Seguiranno i Lavori articolati in 11 relazioni per le 2 Sezioni “Aspetti storici” e “L’indagine scientifica sulle Reliquie” Modera l’architetto Carlo Capponi, responsabile dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Milano. Al termine del Convegno sarà possibile accedere alla Cripta della Basilica di S. Ambrogio, dove sono conservate le reliquie dei Santi Ambrogio, Protaso e Gervaso.

I primi risultati dell’indagine erano stati resi noti in una Conferenza stampa tenutasi il 2 ottobre scorso, alla quale si pone in sequenza - con importanti ulteriori approfondimenti - l’incontro di venerdì 30 Novembre, a un mese esatto dalla riposizione delle reliquie dei Santi, avvenuta il 30 Ottobre scorso, durante la Celebrazione dei Vespri Pontificali presieduti dall’Arcivescovo.

Significativa la scelta della data del Convegno: il 30 Novembre del 374 avvenne infatti il Battesimo di sant’Ambrogio, prima di essere consacrato Vescovo, il 7 dicembre dello stesso anno-

«Questi Santi che possiamo vedere con i nostri occhi, sono qui per incoraggiarci perché anche possiamo dire che questi sono i difensori che vorrei avere, i patroni ai quali mi affido, i fratelli che desidero avere vicino per giungere anche io alla gioia e alla gloria di Dio», sottolinea l’Arcivescovo, Mons. Mario Delpini.

«L’indagine, che ha garantito un buono stato di conservazione dei corpi, ha confermato in modo evidente e provato quanto sostiene la tradizione storica e agiografica», osserva l’Abate della Basilica. Mons. Carlo Faccendini.

Promossa dalla Basilica di sant’Ambrogio, sotto l’alto patrocinio della Diocesi di Milano, in occasione dei 150 anni dal rinvenimento dei tre scheletri (gennaio 1864) e da 45 anni dall’ultima apertura della teca, in occasione della traslazione del corpo di sant’Ambrogio in Duomo (1974), lo studio approfondito e meticoloso di queste reliquie è stato condotto dall’Università degli Studi di Milano e dall’Istituto Ortopedico Galeazzi, con l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio.

Il gruppo di ricerca - coordinato dalla prof.ssa Cristina Cattaneo, Ordinario di Medicina Legale dell’Università Statale e direttrice del Centro LabAnOf - ha eseguito la ricognizione e l’esame antropologico dei resti di Ambrogio, Gervaso e Protaso; la valutazione dello stato di conservazione e le indagini radiografiche e Tac degli scheletri, un esame del sarcofago in porfido che ha contenuto i santi fino alla metà dell’Ottocento, ricerche di archivio e storiografiche. Molti i docenti che, nelle diverse discipline, hanno partecipato al lavoro di ricognizione ed esame delle reliquie.

Le monache benedettine dell’Isola di San Giulio d’Orta (Novara) si sono occupate del restauro dei preziosi paramenti dei tre santi; le monache del Monastero di Viboldone in San Giuliano Milanese hanno restaurato i documenti cartacei.

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