Sondrio, 27 aprile 2019   |  

Gli ospedali più che le università formano buoni medici

di Gianfranco Cucchi

In dieci anni sono espatriati dodicimila medici, in particolare in Gran Bretagna, Svizzera, Germania, Francia ed Austria.

medici valt

Nei prossimi 5 anni milioni di cittadini italiani rischiano di avere un’assistenza sanitaria carente e inadeguata per la mancanza di medici. Si stima che nei prossimi 5 anni verranno a mancare 45 mila camici bianchi , 25 mila ospedalieri e 20 mila medici di medicina generale. o di famiglia.

Nel 2028 l’emorragia sarà ancora più preoccupante con 33.392 medici di base e 47.284 ospedalieri in meno , per un totale di 80.676 che saranno andati in pensione. Molti saranno costretti a lasciare il servizio per la pensione di vecchiaia e per l’età anagrafica ma un buon numero andrà in pensione anticipata , come scelta volontaria, per il raggiungimento degli anni di contributi previdenziali: quest’ultima misura viene agevolata dalle recente introduzione della quota 100 che faciliterà le dimissioni premature di coloro che hanno 62 anni con 38 anni di contributi .

Ma l’emergenza è attuale in alcune regioni italiane quali il Veneto, il Piemonte, il Molise e nelle province periferiche e montane delle altre regioni.

I provvedimenti presi in queste realtà, quali il richiamo dei pensionati, l’affidamento del servizio alle cooperative ( dove lavorano i medici in congedo) il richiamo per i medici di Paesi stranieri , e l’inserimento negli organici del Pronto Soccorso degli specializzandi all’ultimo anno sembrano essere dei pannicelli caldi. Quest’ultima misura è stata duramente contestata dai sindacati medici per i rischi di affidare un compito cosi’ importante come la medicina d’urgenza, che dovrebbe essere affidata a medici esperti, a giovani medici.

Gli specialisti più carenti sono i pediatri, gli anestesiste-rianimatori, i cardiologici, i medici di pronto soccorso, i radiologi. Il rischio è’ quello del taglio dei servizi per la mancanza di medici.

Il paradosso  è che in dieci anni sono espatriati 12 mila medici, in particolare in Gran Bretagna, Svizzera, Germania, Francia ed Austria. Segnale esplicito della buona qualita’ dei nostri giovani medici che vengono ricercati all’estero ma indubbio impoverimento professionale della sanità italiana. Analizzare le cause della fuga dei nostri cervelli migliori può mettere le basi per cercare di affrontare il problema del reclutamento dei medici specialisti.

Una delle prime motivazioni è l’imbuto delle scuole di specializzazioni universitarie dopo la laurea in medicina infatti i posti in specialità sono la meta’ dei neolaureati , una seconda ragione e’ la scarsa considerazione che hanno i giovani medici anche dal punto di vista retributivo ed infine la precarizzazione dei medici alla fine del percorso formativo che arrivano a quarant’anni che sono ancora assunti negli ospedali pubblici a partita iva senza tutele.

Per cercare di affrontare il problema della carenza dei medici sarebbe indispensabile uniformare a livello europeo i meccanismi di accesso alla formazione dei medici in particolare dei giovani specialisti. Siamo uno dei pochi Paesi al mondo dove la formazione avviene in ambiente universitario.

Negli altri Stati dell’Unione Europea la specializzazione si consegue in tutti gli ospedali dopo un periodo di anni da quattro a cinque con una retribuzione 2-3 volte più elevata che in Italia, dove il giovane medico viene assunto con il titolo di assistente maturando sul campo l’esperienza professionale.

La selezione avviene in genere con la valutazione del curriculum formativo ed un colloquio . Non sono quasi mai previsti concorsi che a volte si prestano a malversazioni di vario genere che poi finiscono suoi giornali

Appuntamenti

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

21 Novembre 1877  Thomas Edison annuncia l'invenzione del fonografo, un apparecchio che può registrare suoni. Questa invenzione permetterà poi l'utilizzo di apparecchi per la riproduzione del suono.

Social

newFB newTwitter