Sondrio , 21 aprile 2018   |  

Grano italiano per pasta italiana

La scelta di non acquistare più grano canadese effettuata da Barilla e un segnale forte in difesa del grano

grano duro e grano tenero differenze

«La scelta di non acquistare più grano canadese effettuata da Barilla è importante sia sotto il profilo economico che sotto l'aspetto simbolico. Dobbiamo lanciare segnali forti in difesa del grano italiano e della nostra sovranità alimentare. Non possiamo più accettare che per produrre pasta in Italia venga utilizzato grano canadese trattato in pre-raccolta con il glifosato, pratica vietata nella nostra nazione». E' quanto annunciato da Fabio Rolfi, assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia.

«Il Parlamento italiano ora deve arrivarsi per bloccare la ratifica del Ceta (Accordo economico commerciale globale), l'accordo di libero scambio tra Europa e Canada, che a livello europeo è approvato in modalità provvisoria. Oltre al danno economico per le nostre aziende, in particolare modo per le Dop (Denominazione di origine protetta), non possiamo permettere che in fase di importazione arrivino in Italia prodotti coltivati all'estero con metodi vietati sul nostro territorio. Ne va della qualità del cibo che mangiamo» conclude Rolfi.

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