Berbenno di Valtellina, 29 luglio 2017   |  

A Berbenno grande successo per Ibero America

di Martina Bricalli

La mostra fotografica sul Sud America che ha raccontato ai berbennesi la situazione di Venezuela e Honduras

20170728 215614

Venerdì 28 Luglio, si è svolta con successo la mostra Ibero America di Michele Crameri presso la cappella Noghera Bianchini di Berbenno di Valtellina. L’evento ha visto, per la gioia degli organizzatori e del fotografo, un’ottima risposta da parte di berbennesi e non solo. 

La serata è stata introdotta e conclusa da Anselmo Fontana e Tiziano Traversi – parte dell’organizzazione – ed è ruotata intorno alle fotografie di Michele che, oltre a essere esposte, sono state riprodotte su uno schermo televisivo. L’aspetto interessante della serata è stata soprattutto la narrazione del fotografo che ha accompagnato i suoi scatti, in modo tale da far comprendere ai presenti la realtà che si celava dietro ogni click. Michele ha raccontato, in un primo tempo, la sua esperienza in Venezuela. Ciò che ha documentato è la povertà quotidiana che tocca ormai la maggior parte delle famiglie.  

“Gli abitanti che protestano per strada fanno parte della classe media (che ora sta scomparendo) e benestante, poiché la popolazione che vive nelle baracche nelle condizioni più indigenti non ha nemmeno il denaro per poter raggiungere il centro città dove si tengono le manifestazioni di lotta. Inoltre, grazie ai droni che riprendono i manifestanti, il governo venezuelano identifica i partecipanti e, nei giorni seguenti, parte di questi verrà arrestata.”  Michele si è poi soffermato sulle condizioni precarie degli ospedali, sulla scarsità di acqua e cibo e sulla situazione nelle strade. Successivamente è stato il tempo dell’Honduras e dei suoi sicari.  

Come ha spiegato il fotografo, il lavoro più diffuso nella regione è proprio quello del sicario e, di conseguenza, il più rispettato. “Non è difficile imbattersi in un morto lungo la strada, tanto che ormai per la gente del luogo è un’abitudine, anche i bambini ci passano davanti quasi totalmente indifferenti.” Michele ha raccontato di Saul e altri ragazzi che ha conosciuto e che si mantengono tramite questo impiego. La maggior parte di loro ha fatto la prima vittima quando ancora non era maggiorenne e, alla domanda “Quante persone hai ucciso?”, risponde “Tante”. 

Il fotografo vuole però sottolineare come questi individui non siano squilibrati o sfrenati serial killer, ma ragazzi come tanti, amici fedeli che per mantenersi svolgono un lavoro discutibile.Il racconto fotografico è stato seguito anche da svariate domande del pubblico che si è dimostrato molto partecipativo e dall’intervento di un membro della comunità che ha portato la sua esperienza di vita in Colombia degli ultimi cinque anni. La serata si è conclusa con un rinfresco nella piazza dei Caduti, adiacente alla cappella, offerto dal Bar Traversi. 

Appuntamenti

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

12 Dicembre 1901 Guglielmo Marconi riceve il primo segnale radio transoceanico.

Social

newFB newTwitter