Berbenno di Valtellina, 23 luglio 2017   |  

Ibero America, la mostra fotografica sui retroscena dell'America Latina

di Martina Bricalli

Berbenno di Valtellina sarà protagonista dell’esposizione di Michele Crameri, il fotografo che documenta le storie vere di ambienti difficili

Sicarios07

Venerdì 28 Luglio, a Berbenno di Valtellina, si terrà un evento artistico-culturale di grande rilevanza, organizzato da Arte Insieme. L’invitato d’eccellenza è Michele Crameri, fotografo poschiavino adottato valtellinese, che da anni dedica il suo lavoro agli ambienti difficili del Sud America.

Arte Insieme nasce come gruppo di appassionati di arte. Non è un’associazione riconosciuta, ma lega i suoi membri dal medesimo amore: l’arte, appunto. Sarà tale gruppo alla guida della serata, che è solamente una delle tante proposte culturali che sponsorizza nell’area di Berbenno. Arte Insieme si concentra su artisti di ogni campo che abbiano però un certo spessore, con l’intento di tenere alto il livello delle sue manifestazioni presso la Cappella Noghera Bianchini. Michele ne è un esempio brillante: vincitore e finalista di svariati premi e fotografo di grande talento.

Michele Crameri esporrà le sue opere presso la Cappella Noghera Bianchini – in via Roma – dalle ore 21 e racconterà le storie che stanno dietro alle sue fotografie. Michele vanta da sempre un’innata passione per la fotografia e nel 2008 apre il suo primo studio, successivamente prevale però l’amore per i viaggi che lo porta a diventare freelance per giornalismo e documentari. I suoi primi lavori si concentrano sul mondo palestinese e la Primavera Araba, ma viaggiando scopre di avere una predilezione per l’America Latina.

La mostra prende il nome di Ibero America, sulla base dell’area geografica in cui si è sviluppato il lavoro, e si concentrerà su due temi principali che verranno raccontati dal fotografo: la crisi che sta affrontando il Venezuela e il mondo dei sicari dell’Honduras.

Il Venezuela sta, infatti, affrontando una situazione di forte crisi economica, dovuta alla svalutazione del prezzo del petrolio e al malgoverno dell’attuale presidente Nicolàs Maduro. La sua popolazione si trova in critiche condizioni, e sono proprio queste le condizioni raccontate dalla mostra, grazie a un rapporto diretto con le famiglie e i cittadini che vivono in prima persona questa esperienza.

“Al mattino il mio contatto veniva a prendermi e, durante la giornata, entravo nelle case della gente comune e raccontavo loro il lavoro che stavamo facendo. Chiedevamo di poter documentare la loro vita, magari fotografare l’interno del frigorifero e mi rispondevano che dentro non c’era nulla” – racconta Michele – “Prima di questo governo, con Hugo Chàvez, per lo meno avevano cibo e lavoro. Ora non hanno più niente e lo stipendio mensile si aggira intorno ai 40 dollari.”
“L’inflazione è a livelli esorbitanti, con un tasso che si aggira intorno all’800/900 per cento; l’82 per cento della popolazione vive in stato di miseria e un paziente su tre muore in ospedale a causa della mancanza di medicinali.”

Per quanto riguarda l’Honduras, invece, la sua storia è ancora più oscura. È questo un territorio con altissimi tassi di criminalità, dove uccidere qualcuno tramite l’assoldamento di un sicario è cosa facile e poco costosa. È con queste immagini che quest’anno ha vinto il Trofeo città di Follonica e “Portfolio al Mare”. L’anno scorso è stato, invece, vincitore del Premio Mediterraneo 2016 con il progetto “San Pedro Sula, the door of hell”.

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