Sondrio, 22 novembre 2020   |  
Politica   |  Economia

Idroelettrico: rapina ai territori montani

Il senatore Paolo Arrigoni (Lega): per Natale il governo PD-M5S fa un enorme regalo ai concessionari prorogando concessioni scadute.

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“Dopo vari tentativi falliti, la maggioranza di Governo ancora una volta si mostra piegata al volere dei concessionari e riprova con la legge di bilancio a demolire l'impianto della regionalizzazione delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche, che è stato introdotto nel febbraio 2019 con lo scopo di uscire da troppi anni di stallo (in cui nulli sono stati gli investimenti nel settore), sanare l’infrazione comunitaria in corso e, soprattutto, per rendere giustizia ai territori montani che subiscono lo sfruttamento delle proprie acque per produrre energia. Si tratta di un inaccettabile intervento a gamba tesa da parte del Governo, proprio quando molte regioni hanno già legiferato per poter procedere con le gare per l'assegnazione delle concessioni scadute”.

Lo dichiara il senatore Paolo Arrigoni, responsabile del dipartimento Energia della Lega, in merito alla norma comparsa nell'ultima bozza del progetto di legge di bilancio 2021, che nelle prossime ore l'esecutivo presenterà al Parlamento.

“La cancellazione della retrocessione gratuita dei beni bagnati alle regioni, la proroga automatica delle concessioni già scadute fino al 31 luglio 2024, l’innalzamento del limite minimo della potenza da 3 a 10 MW per definire le grandi derivazioni (misura che riduce di circa il 60% le concessioni che vanno a gara regalando pertanto i beni bagnati ai privati), sono solo i principali aspetti negativi di questa norma che rappresenta uno sfacciato regalo di Natale ai concessionari uscenti ed una rapina a danno dei territori, soprattutto di quelli montani, molti dei quali a rischio spopolamento”, continua l'esponente leghista.

“Peraltro è assurdo voler creare un doppio regime: sembra infatti che ad essere penalizzate con la centralizzazione saranno soltanto le regioni a statuto ordinario, mentre quelle a statuto speciale e le province autonome potranno continuare a beneficiare della norma ‘autonomista’ del 2019. In questo modo PD e M5S scelgono deliberatamente di separare il destino di territori analoghi, spesso anche contigui, con analoghi problemi ed aspettative”.

“Stiamo parlando di un attacco diretto a quella che nei fatti è una prima vera forma di autonomia regionale in ambito energetico, per tornare ad un pasticciato ed inefficiente centralismo. La Lega – conclude Arrigoni - darà battaglia in Parlamento e nei territori per evitare che tutto il lavoro fatto per le comunità venga disperso.

Nell’interesse dei cittadini, ci auguriamo che possa avere al proprio fianco anche quei parlamentari della maggioranza che risiedono nelle zone montane e che non sono disposti a chinare il capo di fronte al servilismo clientelare dei propri partiti”.

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