Milano , 25 gennaio 2020   |  

Il “Mondo nel 2020” e gli scenari geo-politici ed economici

di Franco Negri

Incontro in Assolombarda a Milano, giovedì 23 Gennaio, per parlare di opportunità e rischi delle imprese

foto Convegno ISPI Assolombarda

Un momento della conferenza

Il 2020 rappresenta un punto di svolta degli attuali assetti politici ed economici internazionali. Per l’ottava volta, il 23 gennaio scorso, presso l’Auditorium di Assolombarda a Milano si è discusso sulle tematiche riguardanti il mondo delle imprese e l’evoluzione degli scenari globali.

Alla conferenza, organizzata nell’ambito dell’Osservatorio geoeconomia, promosso da ISPI (Italian Institute for International Political Studies) e Intesa Sanpaolo in collaborazione con Sace, hanno relazionato Alessandro Scarabelli (Direttore Generale, Assolombarda), Paolo Magri (Vice Presidente Esecutivo e Direttore ISPI), Alessandro Terzulli (Chief Economist, Sace), Giampiero Massolo (Presidente ISPI e Fincantieri) e, in tele-collegamento, Manlio Di Stefano (Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale).

Dando il benvenuto ai partecipanti, Alessandro Scarabelli (Direttore Generale, Assolombarda) ha sottolineato l’importanza della presenza delle imprese lombarde nel contesto internazionale: il dato (127 miliardi di export) emerge dal rapporto ISPI che da sempre dedica particolare attenzione alle esigenze specifiche del mondo produttivo.

Scenari geopolitici ed economici che presentano ad inizio 2020 fattori di incertezza impongono una riflessione su quali siano i principali rischi per le imprese italiane. Paolo Magri individua come sotto la punta dell’iceberg delle crisi interazionali - rappresentate da guerre in Medio oriente, tensioni USA-Iran, Brexit, instabilità governativa in Europa, guerra dei dazi, crisi ambientali e climatiche - la vera sfida sia quella tra USA e Cina, a scapito di altre Potenze tra cui l’Europa, sempre più emarginata quindi, fino all’attuale affermarsi di due mondi che si fronteggiano nel Mediterraneo ed in altri ambiti (Turchia e Russia), con l’esibizione di ‘così tanta forza politica’ (il grande tavolo dell’incontro di Berlino) impotente con chi ha ‘meno forza militare’ (i contendenti in Libia). In particolare, la domanda di cosa aspettarsi a motivo della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, gli accordi (quali che siano) sulla Brexit, le decisioni sul clima, e quali implicazioni sulle nostre imprese.

La tregua nel Mediterraneo inoltre favorirà o creerà per l’Italia nuove dipendenze sul piano energetico e su quello sociale? E più specificamente, passare al green cosa comporta realmente? L’accordo sui dazi cambierà comunque gli equilibri commerciali attuali, e il timore di un progressivo rallentamento del trascorso positivo ciclo economico e il livello di indebitamento globale potrebbero avere ripercussioni sul commercio internazionale.

 La tavola rotonda, moderata da Sara Varetto (EVP News Projects Development - Continental Europe, Sky), ha offerto il punto di vista delle imprese, sollecitate ad una riflessione anche sulle possibili ‘opportunità’. Come si affronta uno scenario di questo genere e come rincorrerne gli aspetti positivi? Inoltre, quali sono le soluzioni sul ‘cambiamento’ e sulla ‘sostenibilità? A rispondere sono intervenuti Sivia Candiani (A.D., Microsoft Italia), Fabrizio Di Amato (Presidente, Maire Tecnimont), Roberto Gavazzi (A.D., Boffi), Marco Sesana (A.D. e Country Manager, Generali Italia e Global Business Lines).

Davanti ad un periodo di recessione geopolitica e di forti polarizzazioni con aspetti di unilateralismo accentuato si ha un impatto non solo sulla parte politica ma anche sulla crescita economica. In assenza di ‘guerra fredda’ si hanno comunque conflitti sui dazi, sui controlli, su aspetti di privacy, su tasse sul digitale, su black list di aziende impossibilitate a partecipare a taluni mercati, sulla scelta di partner politici e commerciali: tutti fattori di incertezza che non giovano alle imprese. Per le imprese italiane la soluzione è ‘fare asset’, fare sinergie, confrontarsi. Conta molto il ‘brand Italia’ e ‘Milano’, che hanno riconoscibilità nel mondo.

La crisi offre infatti anche l’opportunità di pensare e creare nuovi prodotti, in campo assicurativo, industriale, del design, della tecnologia, del digitale, della creazione di nuovi materiali, della sostenibilità, circa la quale Microsoft annuncia di raggiungere entro il 2050 emissioni ‘carbon neutral’, e Maire Tecnimont di praticare un’economia ‘circolare’ mediante il recupero per altri usi di un prodotto, con la prospettiva che quello dei ‘rifiuti’ costituirà il mercato del terzo millennio.

 Il Sottosegretario Di Stefano ha insistito sul fattore ‘internazionalizzazione’ per le imprese del nostro Paese: l’Italia è il secondo Paese manifatturiero d’Europa, non solo per esportazioni di macchine ma anche per esportazione di formazione e know-how. Ricerca di modelli produttivi più efficienti e progresso tecnologico sono le grandi sfide che ci vengono poste dalla globalizzazione dei mercati. Insieme, l’utilizzo del ‘sistema della Farnesina’ a sostegno delle imprese italiane.

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