Sondrio , 12 aprile 2018   |  

Il paesaggio aiuta l'economia

Convegno promosso dall’Ordine degli Architetti PPC di Como in collaborazione con l’Ordine Dottori Agronomi e Forestali di Como-Lecco- Sondrio e con il sostegno della Camera di Commercio di Como

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Un convegno promosso dall’Ordine degli Architetti PPC di Como in collaborazione con l’Ordine Dottori Agronomi e Forestali di Como-Lecco- Sondrio e con il sostegno della Camera di Commercio di Como, si svolgerà giovedì19 Aprile alle ore 14.30 presso l'Auditorium Giuseppe Scacchi - Camera di Commercio
Via Parini 16, a Como.

Intervengono Sergio Beretta (architetto) sul tema “Paesaggio/Landscape: un dialogo in controcampo”, Anna Borghi (agronomo) sulla trasformazione dei luoghi da ieri a oggi, Giovanni Cavalleri (architetto) sul recupero delle aree abbandonate agricolo-montane, Alessandro Verga (architetto) sui terrazzamenti di Palanzo, tra storia e attualità, Lorenzo Coppa (architetto pianificatore) sul paesaggio come principio guida delle trasformazioni e del marketing territoriale, Claudia Crippa (presidente del Consorzio IGT Terre Lariane e titolare dell’azienda agricola La Costa) sull’esperienza del Parco Regionale di Montevecchia e del Valle del Curone, Alberto Caremi dell’azienda agricola I rospi sull’esperienza di Careno di Nesso, Fortunato Trezzi (componente di Giunta della Camera di Commercio di Como) sul tema della rigenerazione del paesaggio per un territorio sostenibile, intelligente ed inclusivo.

Introducono i lavori Ettore Frigerio (presidente Ordine Dottori Agronomi e Forestali di Como Lecco e Sondrio) e Michele Pierpaoli (presidente Ordine Architetti PPC di Como).

Il titolo del convegno “Rigenerare il paesaggio, attrarre l'economai”, nasce dalla convinzione che il paesaggio svolge importanti funzioni di interesse generale sul piano culturale, ecologico, ambientale e sociale. Costituisce una risorsa favorevole all’attività economica e, se salvaguardato, gestito e pianificato in modo adeguato, può contribuire alla creazione di posti di lavoro.

Dalla riflessione dell’Ordine degli Architetti di Como, nata in occasione di Expo, è stato portato avanti uno studio da un “gruppo di lavoro” composto dagli architetti, Antonio Albertini, Sergio Beretta, Giovanni Cavalleri, Silvano Cavalleri, Alfredo Coppa, Lorenzo Coppa, Giulia Turati e Alessandro Verga e dagli agronomi, Anna Borghi e Salvatore Ena.

La Commissione per il paesaggio dell’Ordine degli Architetti si è concentrata sulle sponde del Lario, e ha scelto i “terrazzamenti” quale elemento costitutivo del paesaggio come argomento di studio.

Questo lavoro si pone l’obiettivo di proporre iniziative e azioni per “restaurare” paesaggi, a partire da immagini presenti ma oggi nascoste dall’abbandono e dal degrado. Il loro recupero potrà ridare vita ad una terra ricca di storia e in bilico tra presente e passato, ma con potenzialità inespresse che il lavoro degli architetti dovrebbe aiutare a riscoprire e a rivalutare collaborando altri professionisti attivi nel paesaggio, con le forze politiche sociali ed economiche del territorio, e con un nuovo modo di operare che metta in rete professionisti vari e istituzioni pubbliche e private. L’indagine riguarda le due sponde del lago e ambiti con dimensioni molto differenti ma uniti dalla storica presenza dei manufatti oggetto di studio: i terrazzamenti. Un’area vasta, la prima, comprensiva dei territori comunali di Cernobbio,Moltrasio, Carate Urio, Laglio, Brienno, per una ricerca a scala territoriale che considerasse gli strumenti urbanistici comunali e sovracomunali, nell’ottica paesaggistica ed economica della rigenerazione. Un’area “locale”, la seconda, sulla sponda opposta e all’interno del territorio comunale di Faggeto Lario, posta in località Palanzo, e già individuata come area di studio da studenti del Politecnico di Milano guidati da un componente della Commissione, per affrontare lo stesso argomento in chiave comunale e “progettuale”.

Le riflessioni e i risultati del lavoro si possono sintetizzare : rigenerare i terrazzamenti non può essere un’azione singola perché non sostenibile economicamente; questa attività deve essere accompagnata da azioni di rigenerazione complessiva del territorio e dalla creazione di attività economiche eco-sostenibili; si potrebbero organizzare la promozione e la vendita dei prodotti agricoli, il turismo di prossimità, la rivitalizzazione del patrimonio storico culturale dei luoghi interessati; promuovere l’ascolto e la sensibilizzazione della popolazione; organizzare il sistema dei trasporti valorizzando il trasporto lacuale; intervenire con processi coordinati tra pubblico – privato; rivedere gli strumenti di pianificazione e la riscrittura delle “regole” al fine di consentire e promuovere gli interventi di rigenerazione del paesaggio nel suo insieme, quali obiettivi posti all’interno dei Piani di Governo del Territorio.

Nel corso del convegno del 19 Aprile verrà presentata la pubblicazione dal titolo "Rigenerare il paesaggio, attrarre economia" (con testi di Giulia Turati , Alfredo Coppa architetto, Lorenzo Coppa, Sergio Beretta,Alessandro Verga,Anna Borghi, Lorenzo Coppa,Silvano Cavalleri,Salvatore Ena,Giovanni Cavalleri),realizzata dall’Ordine Architetti di Como con Camera di commercio di cui riportiamo di seguito l’introduzione dell’arch. Michele Pierpaoli.

Cos’è un terrazzamento se non l’uso razionale di un declivio? Un uso per rendere un digradante territorio produttivo e transitabile. Il terrazzamento altro non è che la premessa tecnica necessaria a questo scopo, trasforma la pietra incoerente in manufatto coerente, di contenimento. Trasforma un digradare in strette lame piane per accogliere i frutti della terra e del lavoro. Opera di trasformazione discreta e lenta nei secoli per plasmare terreni non facili, comunque resi fecondi da un clima temperato e favorevole. Un terrazzamento è segno nel paesaggio: docile, perché asseconda le curve dei livelli, rincorre i promontori, scompare nelle anse; forte, perché lo segna, anzi, lo disegna: perfette sinuose isoipse del mondo reale.

Natura e necessità dell’uomo hanno trovato sintesi in questi segni del lavoro nella storia. Il paesaggio è stato (ed ancora è) una volta di più “palinsesto” di una narrazione agricola forse millenaria che tuttavia è stata interrotta bruscamente negli ultimi 50 anni da una accelerazione senza precedenti verso altre attività portando ad un rapido abbandono che ha significato rovina, inselvatichimento, dimenticanza. Non è certo per un nostalgico sentimento del passato che si è voluto in questo studio riprendere il tema dei terrazzamenti (e più in generale del paesaggio rurale un tempo produttivo), analizzando alcune zone a ridosso del Lago di Como, bensì per coglierne i tratti distintivi, propri di quella necessità materiale che li ha resi possibili e che li pone come segni fievoli ma ancora presenti nella costruzione del paesaggio.

Si tratta di una doverosa analisi condotta con gli strumenti propri delle nostre discipline, allo scopo di conoscere, rendere noto e aprire una riflessione sulle possibilità e sulle criticità per un recupero morfologico e produttivo, per una rigenerazione paesaggistica ed antropica, interconnessa coi temi della cultura e del turismo. È una base di studio che sarà certamente utile a chi vorrà sviluppare ulteriormente queste premesse in un’epoca che, per necessità o per virtù, inizia a cogliere il valore della eterogeneità produttiva, di modi di vita e di consumo orientati verso una nuova qualità.

Da uno spunto originario maturato dall’Ordine degli Architetti di Como in colloquio con la Camera di Commercio, in occasione di Expo 2015, il gruppo di studio dell’Ordine voluto dal Consiglio ha lavorato con grande perizia e competenza, presentando questa pubblicazione quale frutto di una disamina meticolosa, argomentata e verificata nei luoghi. Un ringraziamento particolare da parte dell’Ordine a tutti gli autori e ai collaboratori che ancora una volta danno ragione dell’impegno di Architetti, Pianificatori, Paesaggisti ed Agronomi verso l’interesse generale nei confronti di una Comunità e di un Territorio per il prossimo futuro.

 

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