Sondrio, 01 luglio 2020   |  

«Il silenzio si fa preghiera»

di Gabriella Stucchi

Omaggio a Madre Anna Maria Cànopi

Il silenzio si fa preghiera

Il libro, a cura di Matteo Albergante e Roberto Cutaia, si propone come raccolta di testimonianze di coloro che incontrarono madre Anna Maria Cànopi, fondatrice e prima badessa dell’abbazia “Mater Ecclesiae” sorta nel 1973 sull’isola di san Giulio (Novara) su mandato dell’allora vescovo di Novara, mons. Aldo Del Monte.

Nel 2002 ha dato impulso per la fondazione del monastero “Regina Pacis” di Saint-Oyen, nella diocesi di Aosta. Madre Cànopi ha scritto numerosi libri, ha collaborato alla revisione della Bibbia CEI e del Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica; ha steso il testo per la Via Crucis al Colosseo nel 1993 durante il pontificato di Giovanni Paolo II. Morì il 21 marzo 2019, dopo aver svolto un fecondo ministero spirituale mediante la lectio divina quotidiana.

Nell’Introduzione sono le monache Benedettine dell’abbazia “Mater Ecclesiae” dell’Isola di san Giulio – Orta a tracciare il quadro completo dei valori umani, spirituali, intellettuali, delle conoscenze teologiche, bibliche e liturgiche di Madre Cànopi, “la Madre” “cuore pulsante” dell’abbazia, aperta ad ogni persona che incontrava, avendo come forza pulsante la preghiera.

Proprio con la preghiera e la delicata materna carità ha unito la comunità del monastero “Regina pacis” a Saint-Oyen, diocesi di Aosta, lungo la via Francigena, come scrivono le monache che sottolineano il suo costante invito alla santità e alla carità, sintetizzato poi nella Regola del novembre 2003.
Tutto questo ebbe inizio col suo ingresso all’abbazia di Viboldone, come ricorda Suor Maria Ignazia Angelini, che descrive in particolare la capacità della novizia di esprimere i suoi sentimenti con la poesia, voce di preghiera, richiamo alla santità, con cui adornava le feste liturgiche, o anche solo le ricorrenze interne della comunità.

Seguono altre 21 testimonianze di persone che ebbero contatti con lei e ne conobbero le peculiari doti di “Madre” aperta a tutti, pur nel silenzio del monastero.

Mons. Gianfranco Ravasi, pur non avendo mai conosciuto di persona Madre Cànopi,
espone alcuni testi poetici scritti nei Natali da lei vissuti, di cui è stato richiesto di scrivere la prefazione. Nel Natale dell’infanzia, nell’anno 1940, risaltano i “piedini nudi” del bambino Gesù, simbolo dei piedi infreddoliti dei piccoli di quegli anni di guerra. Il Natale della maturità, nel 1973 (anno in cui si era compiuta la fondazione del Monastero “Mater Ecclesiae), è rappresentato in un’immagine, “il ceppo fatto culla del Verbo incarnato”. In mezzo, tutte le altre feste di Natale, con versi intrisi di citazioni o allusioni bibliche, liturgiche o patristiche, in cui compare il simbolo della “via”, che conduce ad un “porto di sbarco/per tutto il dolore del mondo”, che ha in Gesù la sua meta. C’è poi il tema del “silenzio”, della notte mistica, animata dalla presenza di Dio. Altro riferimento quello della “povertà” del cuore e dello spirito che ci riconduce al Povero per eccellenza, che è la strada del povero.

“Donna del Vangelo, dell’ascolto e dell’agàpe” la chiama mons. Franco Giulio Brambilla, Vescovo di Novara e vicepresidente della CEI per il Nord Italia, che nell’omelia funebre per madre Cànopi fa ascoltare tre testi da lei stessa composti in cui chiarisce il significato dell’essere messaggeri della Parola di Dio che si attua attraverso l’ascolto con la risposta più radicale all’amore di Cristo nella vita monastica.

Guido Marini, Maestro delle Celebrazioni liturgiche pontificie, la definisce “Donna di Dio”, di una delicatezza umile, espressione di autentica carità.

Sul “silenzio” che diventa “lode” si sofferma mons. Nunzio Galantino, vescovo emerito di Cassano allo Ionio, che ricorda con commossa gratitudine le giornate degli esercizi spirituali trascorsi all’abbazia benedettina “Mater Ecclesiae”, vissute per lo più in solitudine, nell’ascolto della “lectio divina” tenuta dalla Madre, persona ricca di valori che lo ha aiutato a cogliere gli aspetti generativi di vita nuova che la Parola di Dio suscita nei cuori aperti.

Mariella Enoc, Presidente Ospedale pediatrico “Bambino Gesù” di Roma unisce le due figure, la badessa Cànopi e mons. Aldo Del Monte (vescovo di Novara dal 1972 al 1991), che diede vita alla piccola comunità di cinque monache provenienti da Viboldone (tra cui Anna Maria Cànopi, allora maestra delle novizie) sull’Isola d’Orta, da dove poi si espanse in altri luoghi. Forte fu il legame spirituale tra la badessa e padre Aldo, come pure notevoli i gesti di tenerezza della Madre.

Mons. Luigi Bettazzi, Vescovo emerito di Ivrea, rievoca i momenti più significativi delle sue visite all’Isola. La cordialità della Madre all’arrivo e alla partenza (si toccavano con le fronti); il suo sguardo penetrante durante l’omelia e gli incontri nella ricreazione; l’efficacia della sua vita interiore che, pur nella crisi delle vocazioni alla vita consacrata, le ha permesso di fondare una nuova sede in Valle d’Aosta; gli scritti e le poesie. Una figura venerata!

Francesco Botturi, già ordinario di Filosofia morale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, parla di “maternità spirituale” riguardo al rapporto con Madre Cànopi, che ricorda con grande gratitudine anche per la sua opera di rigenerazione della realtà monastica benedettina.

Eugenio Borgna, psichiatra, la definisce “maestra indelebile di speranza nella vita” non solo per i giovani, ma anche per gli anziani, a cui ha insegnato di non lasciarsi prendere da inerzia o solitudine, ma lasciarsi animare dalla preghiera e dalla fede, dalla speranza e dalla carità, dall’ascolto di Dio e dall’accettazione della sua Parola.

Arnoldo Mosca Mondadori, scrittore ed editore, oltre a parlare del dono dell’amicizia e del contatto personale con la Madre, riporta una stupenda poesia da lei composta in seguito ad una sua richiesta, su papa Francesco, in cui rileva, del “servus servorum Dei”, “pellegrino instancabile verso tutte le umane ‘periferie’”, “Buon Pastore alla santa Chiesa e al mondo intero”, la “limpidezza” della fede, la “grandezza” dell’amore, la “tenerezza” della Vergine Madre.

Un vero “mosaico” di ricordi di Madre Cànopi, divenuta per chi l’ha incontrata un “astro luminoso”, e per chi legge il testo una meravigliosa sorgente di dedizione silenziosa, capace di attrarre anche solo con lo sguardo verso il sommo Bene.

Matteo Albergante e Roberto Cutaia “Il silenzio si fa preghiera” – Paoline – euro 14.00

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