Sondrio , 05 novembre 2019   |  

Imprese lombarde demografia ancora in discesa

Le imprese attive in Lombardia diminuiscono dello 0,2% commenta il Presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio

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Nei mesi compresi tra luglio e settembre le iscrizioni alle anagrafi camerali lombarde sono state pari a 10.611, in crescita del +4,6% su base annua, mentre le cessazioni sono risultate 9.331, registrando un incremento più marcato (+7,4%). Il saldo risulta quindi positivo (+1.280 posizioni), come accade di norma nel terzo trimestre, ma in lieve peggioramento rispetto a un anno fa.

La crescita dei livelli di mortalità è spiegata anche da un’attività più intensa di pulizia degli archivi amministrativi, che ha causato il raddoppio delle cessazioni di ufficio; escludendo questi provvedimenti il saldo risulta invece in miglioramento. Al di là delle oscillazioni trimestrali, si conferma la tendenza alla crescita di iscrizioni e cessazioni, che nel periodo 2015-2017 avevano toccato livelli minimi; tale andamento è stato però più intenso per le cessazioni, interrompendo così la lieve crescita dei livelli di stock.

Il numero di imprese registrate si attesta infatti a quota 961.683, stabile su base annua, mentre considerando solo le posizioni attive (817.009), al netto quindi di quelle che non hanno ancora iniziato l’attività e di quelle in liquidazione o sottoposte a procedure concorsuali, la variazione risulta negativa (-0,2%) per il terzo trimestre consecutivo.

Tra le forme giuridiche crescono solo le società di capitali (+8.066 imprese in un anno, pari al +3,2%), il cui trend positivo dura da molti anni per via della governance più strutturata, spesso necessaria per attrarre nuovi investimenti, del minor grado di rischio per i soci e anche dei minori costi di gestione previsti dalle recenti forme societarie introdotte dal legislatore. Tra queste riscuotono particolare successo le srl semplificate (+3.269 società, pari al +21,2%), che stanno progressivamente sostituendo le srl con socio unico (-1.432 società, pari al -5,9%).

Il processo di terziarizzazione in corso nell’economia lombarda prosegue con l’accelerazione della crescita del numero di imprese attive negli altri servizi (+1,8%), ampio settore giunto a rappresentare il 36% del tessuto imprenditoriale lombardo (era il 31,6% nel 2009). Crescono anche le attività di alloggio e ristorazione (+0,5%), sebbene a una velocità inferiore rispetto agli anni passati, mentre prosegue il calo delle imprese industriali (-1,5%), agricole (-1,8%) ed edili (-1,1%).
Si aggrava la flessione registrata dal commercio (-1,7%): la causa della svolta negativa, iniziata nel 2017, è attribuibile al commercio ambulante, che dopo aver fornito a lungo un contributo positivo determinante nel 2017 ha invece invertito bruscamente la tendenza, per ragioni amministrative legate probabilmente alla modifica delle norme che regolano le concessioni di spazi pubblici da parte dei comuni e ai maggiori controlli in fase di rilascio o rinnovo dei permessi di soggiorno per lavoro autonomo.

Milano si conferma la locomotiva della demografia imprenditoriale lombarda, proseguendo la crescita su tassi dell’1%, mentre tra gli altri territori solo Monza-Brianza registra una variazione positiva (+0,4%). Il resto della Lombardia è caratterizzato da una diminuzione del numero di imprese attive, che risulta modesta per Lodi (-0,2%) e Como (-0,3%) e assume invece un’entità più rilevante per Brescia (-0,6%), Cremona (-0,6%), Bergamo (-0,7%), Pavia (-0,7%), Sondrio (-0,7%) e Lecco (-1%). Perdite ancora più significative si registrano a Mantova (-2%) e Varese (-3%), quest’ultima penalizzata dalle numerose cancellazioni d’ufficio.

I segnali di una ripresa delle iscrizioni al ruolo artigiano che erano emersi nei primi due trimestri del 2019 vengono confermati anche nel terzo: i movimenti in ingresso sono infatti 3.110, in crescita del +8,8% su base annua. Crescono però anche le cancellazioni (3.301 movimenti, pari al +6%), che possono essere dovute alla chiusura dell’impresa o alla perdita del carattere artigiano, e il saldo, pur migliorando, rimane quindi negativo (-191 posizioni). Il miglioramento dei dati di flusso non è sufficiente a rallentare la discesa dello stock di imprese artigiane attive, che risulta pari a 242.759 unità: la variazione su base annua si conferma al -1,1%.

Nel terzo trimestre si registra una crescita delle procedure concorsuali: i fallimenti, con 527 nuove procedure, evidenziano un lieve incremento su base annua (+3,5%), mentre un aumento più significativo riguarda i concordati (31 procedure, pari al +40,9%). Si tratta in entrambi i casi di numeri lontani da quelli registrati durante il picco della crisi, soprattutto per i concordati, ma che segnalano la fine del trend calante degli ultimi anni.

Le altre procedure concorsuali raddoppiano su base annua, passando da 20 a 40, per via della crescita delle liquidazioni coatte amministrative, che riguardano in particolare le cooperative. Un segnale opposto giunge dall’andamento degli scioglimenti e delle liquidazioni, in massima parte volontari, che dopo due trimestri di crescita, dovuta probabilmente al peggioramento delle aspettative degli imprenditori, tornano a diminuire (-4,3%).

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