Sondrio , 08 ottobre 2019   |  

In Lombardia un distretto della nocciola

Coltura redditizia e sostenibile

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“La corilicoltura è estremamente redditizia, sostenibile, con varietà nazionali di estrema qualità e può consentire di recuperare zone collinari abbandonate. Si tratta anche di un investimento sul futuro visto che la domanda crescerà per i prossimi 40 anni. La Regione Lombardia investirà risorse per sviluppare sul territorio la produzione di nocciole, aumentare la produzione nazionale e limitare le importazioni dalla Turchia. Si tratta anche di sicurezza alimentare, per il noto problema dell'alto contenuto di aflatossine delle nocciole turche”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi che questa mattina ha partecipato a Palazzo Pirelli al convegno sulla corilicultura in Lombardia. Erano presenti i produttori lombardi e le principali aziende di trasformazione italiane.

Negli ultimi 15 anni la produzione mondiale è aumentata del 35%; l’Italia produce il 13% circa delle nocciole a livello mondiale ma importa il 43% del suo fabbisogno annuale, attingendo in gran parte dalla Turchia che rappresenta il primo produttore mondiale.

“In Lombardia sono attive 294 aziende per 157 ettari sui 71.000 nazionali. Numeri in crescita ma ancora marginali. Vogliamo sviluppare questa coltura creando un distretto agricolo lombardo, per stimolare i principali player della trasformazione a investire in contratti di filiera anche in lombardia. Quello di oggi è il primo passo concreto. Mettere intorno a un tavolo produttori, trasformatori e istituzioni è fondamentale per un progetto di filiera. La nocciola è una coltivazione non difficoltosa, moderna ed ecosostenibile. Necessita di un supporto per i primi 5 anni ma poi risulta molto redditizia” ha aggiunto Rolfi.

Al convegno è intervenuto anche il consigliere regionale Alessandro Corbetta: “Si tratta di una grande opportunità per il nostro territorio, in quanto permetterebbe di recuperare e riconvertire le colture della zona pedemontana, penso in particolare alle colline briantee, che oggi risultano molto meno redditizie rispetto al passato. Stiamo quindi portando avanti un progetto che significa qualità e opportunità di lavoro e Regione Lombardia si conferma oggi in prima fila per avviare definitivamente la coltura della nocciola, dare adeguata pubblicità nei territori più vocati e sostenere in maniera concreta chi ha intenzione di cimentarsi in questa attività”.

La Regione Lombardia si attiverà per garantire un servizio tecnico di supporto alla nascita di nuove aziende e per individuare misure innovative per sostenere nei primi anni il reddito delle aziende che coltivano nocciole (incentivi per il biologico; particolari indennità compensative; anticipazione dei redditi futuri attraverso fondi e garanzie specifiche). Saranno poi previste misure specifiche nella futura programmazione PAC (Politica Agricola Comune) 2021/2027 e punteggi specifici soprattutto ove si realizzino investimenti comuni tra le aziende corilocolturali.

I dati delle coltivazioni di nocciola in Lombardia:

BERGAMO - 65.466; BRESCIA - 199.837; COMO - 22.889; CREMONA - 18.347; LECCO - 152.406; MANTOVA - 147.523; MILANO - 79.716; MONZA BRIANZA - 95.872

PAVIA -765.421; SONDRIO - 15.045; VARESE - 6.399

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