Sondrio, 23 gennaio 2018   |  
Opinioni   |  Salute

Un'alleanza per la sanità tra Valtellina e Valchiavenna

di Gianfranco Cucchi

Cinque punti fondamentali grazie ai quali i cittadini potrebbero usufruire di un servizio in grado di tutelarne al meglio la salute

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Le prossime elezioni nazionali, regionali e dell’Amministrazione Comunale di Sondrio sono un’occasione per mettere al centro del dibattito una questione che interessa da vicino i cittadini, le famiglie, gli anziani ed in particolare i soggetti più fragili.

La sanità costituisce il terzo comparto socio-economico, per fatturato e numero di lavoratori occupati e il primo per importanza valoriale e nel sentire delle persone.
È un argomento che dovrebbe unire le forze politiche al di là degli schieramenti ideologici per contribuire a fornire ai cittadini le prestazioni sanitarie presenti nei livelli essenziali di assistenza. In tempi rapidi, sicuri e con garanzia di qualità.

In questi anni si è molto parlato di sanità di montagna ma quasi con rimpianto di tempi passati quando tutti i nostri quattro ospedali erano organizzati differentemente.
Si ricorreva alle istituzioni extra-provinciali solo in pochi casi, quando gli interventi non potevano essere eseguiti in provincia e il tasso di fuga era del nove per cento.

L’amministrazione politica era espressione degli enti locali, Provincia e Comuni con degli amministratori che avevano il contatto con la gente e che ascoltavano i tecnici qualificati. Oggi gli input arrivano dai livelli regionali che tendono a considerare la provincia come un quartiere di Milano applicando i relativi standards. Nell’altra regione alpina lombarda, la Valcamonica, sembra che vi sia stato maggiore ascolto mantenendo un’unica azienda socio sanitaria territoriale.

In questi anni i cittadini si sono organizzati, oltre 40mila, costituendosi in comitati per Chiavenna, Morbegno, Sondalo a dire il vero con il risultato di avere mobilitato le coscienze. Oggi è fondamentale che in nostri candidati prendano degli impegni concreti per rilanciare la nostra sanità, formino un’alleanza con i cittadini.

Cinque i punti fondamentali:

- Il primo è quello istituzionale: la provincia di Sondrio deve esser un ambito autonomo per la fornitura dei servizi come la Valcamonica. L’Alto_Lario con Menaggio e l’ospedale privato Gravedona, come anche richiesto dagli amministratori del territorio, è bene che tornino con Como

- La Regione Lombardia promulghi una legge che deleghi la gestione politica delle sanità agli enti locali in attuazione della legge del Rio per il riconoscimento della specifictià montana (vedi Bolzano, Trento, Friuli ecc.)

- Riconoscere all’ Ospedale Morelli di Sondalo la qualifica di Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) per gli alti meriti nel campo della riabilitazione

- Dotare l’ospedale di Sondrio di una nuova e moderna struttura in grado di rispondere in modo più qualificato ad un presidio per acuti.

- Prevedere per l’ospedale di Chiavenna i servizi ospedalieri di base con le strutture complesse relative e per l’Ospedale di Morbegno il mantenimento del Pronto Soccorso e la possibilità di ricoverare gli ammalati anziani affetti da patologie internistiche in fase acuta.

Solo così si potranno attrarre nuove professionalità sanitarie ed impedire che vadano altrove quelle operanti.

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